A proposito di Kimi

Articoli con tag “Leo Turrini

GP Belgio, rassegna stampa–26/08/2014


Da Autosprint n.34 del 26/08/2014:

  

 

 



Anteprima GP Belgio–21/08/2014




Quando a Spa ho scoperto Kimi

Credo fosse il 2001.
Stavo per superare i controlli agli ingressi di Melbourne quando mi accorsi che un addetto al circuito stava questionando con un ragazzo biondino.
Costui pretendeva di entrare, asserendo di essere un pilota della Sauber.
L’addetto ghignava e diceva: inventatene un’altra, babbeo.
Io stavo lì e pensavo che le nuove generazioni erano dotate di enorme fantasia.
In effetti, nemmeno io sapevo chi fosse un certo Kimi Raikkonen.
Invecchiato un po’ (io), una domenica di fine agosto del 2004 stavo ad Atene.
Ultima giornata di una Olimpiade spettacolare, anche se foriera di disastri per gli amici ellenici.
La F1 correva a Spa.
Seguivo la finale del volley (Brasile-Italia) e poi la maratona di Baldini.
Del Gran Premio orecchiavo qualcosa, senza vedere niente.
Alla fine mi dissero: ah, Schumi è matematicamente campione del mondo per la settima volta, però sulla pista che ama di più è arrivato secondo. Dietro il Biondino bloccato ai cancelli di Melbourne.
Penso si sappia cosa penso io di Raikkonen, in termini assoluti.
Nutro sincera comprensione per quanti si ostinano a rifiutare il mero dato di cronaca, nonchè statistico.
Ehi, boys and girls, se in 35 anni, dalla fine del 1979 in poi, ci sono solo due esseri umani che possono dire di aver vinto un mondiale di F1 guidando una macchina rossa, I am sorry, fatevene una ragione, perchè questo resta e resterà, a prescindere dal presente e da chi sia meglio oggi, in pista, con macchina rossa o meno sotto il sedere.
Voglio semplicemente aggiungere quanto segue.
Di Schumi a Spa ho raccontato.
Mi taccio su Senna, perchè a Ayrton ho persino dedicato un libro e non pretendo che i fans di oggi condividano le mie nostalgie.
Di sicuro, a parte i due citati sopra, il tedesco e il brasiliano, io sulle Ardenne non ho mai visto uno andare tanto forte come Raikkonen.
E paradossalmente penso al 2008, cioè a una sconfitta, maturata in extremis per circostanze meteo sufficientemente note.
Dopo di che, è vero.
Nel 2014, sulla stessa Ferrari, stiamo 11-0 per Fernando e doverosamente io ne prendo atto.
But I don’t change my mind about Kimi and Spa.

Da Blog.quotidiano.net


Raikkonen: “The sport is more straightforward now”

Spa-Francorchamps, 21 August – The Spa circuit is famous for its high speed challenge and, at his usual Thursday meeting with the media in the Belgian paddock, Kimi Raikkonen was asked if he regretted the fact the current cars are a bit slower than in the past. “In a way yes, if you think of F1, you’d think we would have everything possible in the car to make them go faster, as it was in the past,” began the Scuderia Ferrari driver. “But obviously, now the rules have changed aimed at making the cars slower, while improving the show. I think the cars looked nicer in the past and were much more challenging to drive and it was more fun in some ways. On the other side, maybe we have more overtaking now, but sometimes I think it would be nice to go back and race with the cars from the past.” When Kimi made his F1 debut there were concerns voiced about his lack of experience, so he is ideally placed to comment on the story of the day, next year’s arrival of the currently 16 year old Max Verstappen at Toro Rosso. “I did one full year, 23 races in a car before coming to F1,” recalled the Finn. “He has probably done more. I did well; time will tell how he will do. The sport is more straightforward now than in the past, the points are given out to more finishers. So I don’t think he will have problems and I hope he does well.” Kimi’s last win at Spa came at the wheel of a Ferrari in 2009, which at the time he described as “a miracle.” He was asked what a victory would represent on Sunday. “It would be a similar story!” he said. “That year, we were one of the few teams running KERS and that was a good help for us here. Hopefully we can have a good weekend overall and a good race, so that we start improving. But here and Monza are probably not the easiest places for us as we are missing some straightline speed, which is very important at this circuit and the next one. I think that the final part of the season can only be better for us, especially as I’ve had a much better feeling from the car at the last two races.”

Da Ferrari.com


GP Germania, commenti e articoli–23/07/2014


Da Autosprint n.29 del 22/07/2014;

  

 

  



Rassegna stampa post GP Gran Bretagna


Da Autosprint n.27 dell’08/07/2014:

  

 


Dalla Gazzetta dello Sport del 07/07/2014:



GP Monaco, video del weekend–25/05/2014


Race Anatomy post GP Monaco:

Raisport, intervista dopo gara:


I soliti sospetti, Turrini–20/04/2014


Salvate il soldato Raikkonen

Una volta ero in Asia per lavoro.
Andai al cinema a vedere ‘Salvata il soldato Ryan’. Sottotitolato in giapponese.
Ci ho capito tanto quanto ci sta capendo Kimi della F 14 T.
Io non sono un rosicone e quindi felicemente ammetto che dalla Rossa attuale è chiaramente Alonso a saper trarre il meglio (che non è granchè, ovviamente).
Nemmeno sono un complottardo.
Poichè vedo e interpreto, manco fossi Nostradamus, noto però che è da tempo al lavoro la nota lobby, chiamiamola così, dichiaratamente ostile al ritorno di Raikkonen in Ferrari. Fanno il loro mestiere e il loro interesse. Dubito sia anche l’interesse del Cavallino, visti gli esiti post 2009. Ma ognuno gode come può.
Non importa: sono convinto che sarebbe un penoso autogol se qualcuno a Maranello tirasse la conclusione che il Santo Bevitore era una scelta (straordinaria) di Domenicali e dunque…
Mattiacci-Harry Potter avrà l’intelligenza di comprendere che di piloti gliene servono due.
O almeno spero.
Ciò premesso, la vera notizia del giorno è Ricciardo che sta davanti a Seb anche sul bagnato.
Condoglianze a Filippo Vettel!
Su Hamilton in pole, tanto che te lo dico a fare?
La vedo dura, in prospettiva, per Rosberg.
Il resto è attesa di un Gp sotto la pioggia (così dice il meteo), con riflessioni sugli sviluppi tecnici delle monoposto presumibilmente rimandate al ritorno in Europa delle squadre.

A voi.

Da Blog.quotidiano.net



#kimistaisereno (fa sapere Mattiacci)

Questa sera, tramite gli ufficiali intermediari, Marco Mattiacci mi ha fatto sapere che la Ferrari NON condivide assolutamente il linciaggio mediatic0 prontamente scattato nei confronti del Santo Bevitore. La fiducia della Scuderia nel Biondino, alias Kimi Raikkonen, è intatta.
Credo sia una precisazione opportuna, sebbene la famosa leggenda di #enricostaisereno, ovviamente per altre faccende, spinga l’osservatore distratto verso una cauta perplessità.
Ma il gesto è interessante e merita di essere segnalato.
Se a Maranello cadessero nella trappola di chi desidera ridurre una situazione di disagio ad una questione di piloti, oh, beh, insomma, neanche saremmo al caffè, ma all’ammazzacaffè!
Comunque staremo a vedere. Talvolta averne viste persino troppe è un eccellente antidoto contro il virus della dabbenaggine.
Se vi va, potete usare questo post per raccontarvi il Gp della Cina.
Buona Pasqua a tutti (io domani lavoro al solito su Sky, ma dovrei essere in grado di postare il mio commento alla corsa. Salutatemi ADR, inteso come Amico di Rosberg: magari ad Hamilton salta il neurone e allora…)

Da Blog.quotidiano.net


Il punto di Turrini–16/04/2014


Domenicali si è dimesso, arriva Mattiacci

Stefano Domenicali si è dimesso.
Lascia l’azienda nella quale entrò da ragazzo nel 1991 e all’interno della quale ha percorso, senza raccomandazioni, l’intera carriera.
La notizia verrà ufficializzata nel corso della giornata.
Il Dom mi ha chiesto di aspettare mezzogiorno per informarvi ma siamo amici e capirà.
Non è più tempo di ipocrisie (non sue, sia chiaro).
La mia opinione sulla vicenda è nota, nonchè certamente impopolare.
Reputo Stefano una bellissima persona e un ottimo manager.
Credo abbia contribuito in maniera non lieve ai trionfi dell’epoca d’oro.
Riconosco che dal 2008 in poi, anno in cui subentrò a Todt del quale era stato vice, poche sono state le soddisfazioni. Un mondiale costruttori, molti secondi posti, due titoli persi in volata.
Non era un bilancio devastante, ma il flop della F 14 T è stato valutato alla stregua di un fardello insopportabile.
Dirà il futuro chi ha ragione: per me questo è un errore.
Mi risulta che il successore sia il signor Mattiacci. Origini umbre, sulla quarantina. L’ho conosciuto quando dirigeva la divisione Asia-Pacifico della Ferrari. Attualmente era al comando della Divisione America.
E’ un uomo molto stimato a Maranello e più ancora a Torino.
Non ha esperienza di corse. Se la farà. Merita mille auguri. Ne avrà bisogno.
Domenicali esce di scena, lascia anche l’azienda.
Chi non aspettava altro, può stappare lo spumante.
Per me, è una brutta giornata.
Per la Ferrari, lo scopriremo solo vivendo.

Da Blog.quotidiano.net



Com’era bella la mia Ferrari

Aspettando la sentenza Red Bull da Parigi, racconterò qui una storia.
C’era una volta la mia Ferrari.
Tra il 2008 e il 2009 a Maranello c’era un bravissimo ingegnere a capo della squadra prove. Si chiamava Gigi Mazzola. Una mattina gli fecero trovare gli scatoloni nella portineria del reparto corse. Si disse che così aveva voluto il dt, che si chiamava Aldo Costa.
In un giorno pasquale del 2009 ci venne detto che un formidabile uomo di pista, il mio amico Luca Baldisserri, era troppo stressato, dopo aver vinto con Schumi e con Kimi e persino con Irvine. Per alleviargli la tensione, lo spostarono a dirigere la più rilassante Driver Academy. Si disse che così avevano voluto nelle altissime sfere, dopo un bizzarro cambio gomme eseguito sulla Rossa di Raikkonen in Malesia.
Nell’estate del 2009 apprendemmo che un promettentissimo comunicatore di mestiere, il brillante Matteo Bonciani, non poteva più restare in divisa Ferrari. Pare non fosse gradito ad un certo Bahar o qualcosa del genere, allora molto in auge in Emilia. Oggi Bonciani gestisce l’informazione Fia per conto del Pinguino, alias Jean Todt.
In un giorno del tardo inverno del 2010 ci dissero che Cris Dyer, dopo un breve periodo trascorso rinchiuso in uno sgabuzzino, non poteva continuare a lavorare al muretto della Ferrari. Era l’uomo finito anche in un rap di Fiorello, ‘by one point’. Ma in un pomeriggio ad Abu Dhabi aveva fatto la mossa sbagliata e non aveva calcolato che Petrov, fortissimo, era insuperabile. La rimozione di Dyer venne attribuita alla irritazione di Sergio Marchionne, fisicamente presente nel deserto in una dolorosissima domenica.
In un lunedì di maggio 2011 venimmo informati che Aldo Costa, il direttore tecnico, era stato sollevato d’urgenza dall’incarico. Motivo: la Ferrari di Alonso era stata doppiata, il giorno prima, dalla concorrenza in quel di Barcellona e si disse che i vertici del Banco Santander, annichiliti dalla umiliazione, avevano preteso la testa dell’ingegnere parmigiano.
Alla fine del 2012 prendemmo atto che Luca Colajanni, irsuto e bolscevico, per oltre un decennio Guardia Rossa con piglio maiosta, nemico della libertà di opinione ma devotissimo alla causa del comunismo e della Ferrari, non andava più bene per l’ufficio stampa del Cavallino. E’ stato deportato in Siberia su un vagone piombato, destinazione Marussia.
Infine ieri, lunedì 14 aprile 2014, mi è toccato fare un scoop mondiale annunciando in anteprima le dimissioni di Stefano Domenicali e l’arrivo di Marco Mattiacci. Sinceramente avrei preferito non essere ‘ripreso’, come si dice in gergo, da tutti i siti web del globo terracqueo.
Perchè la mia Ferrari non c’è più. Come nei dieci piccoli indiani della divina Agata, forse un giorno scopriremo chi è il vero colpevole.
Cioè, la prossima vittima. Ne manca solo una, ormai.

Da Blog.quotidiano.net



Dom, il punto finale

Care amiche e cari amici,
siete talmente tanti e scrivete con tale frequenza che mi diventa onestamente difficile leggere tutto di tutti.
Vorrei però chiudere (magari per ora, vabbè) l’argomento Domenicali.
1) Non ho mai nascosto la mia fraterna amicizia per Stefano. Chi partecipò alla premiazione del vincitore del Quizzone 2012 potrà testimoniarlo di persona. In pratica siamo due ex giovani cresciuti insieme nello stesso ambiente, ovviamente in ruoli diversi. Mi dispiace per le fobie dei suoi numerosi detrattori, assai numerosi in questa sede: parliamo di una persona che ha fatto tutta la gavetta, senza raccomandazioni, senza essere ‘figlio di’ o ‘protetto da’. Per come io vedo la vita questo è un valore, a prescindere dagli esiti di una avventura professionale. Inoltre e in generale chi ha avuto problemi con le scelte compiute da Domenicali deve accettare di essere in conflitto d’interessi, quando ne valuta l’operato. Vale, in astratto, per i miei amici Baldisserri e Mazzola, per ex meccanici che leggo volentieri qui, eccetera.
2) Io rispetto le opinioni di tutti e sono lieto del planetario trionfo di questo Clog, tradotto ormai in non so quante lingue . Vorrei solo invitare chi mi legge a rifiutare la manipolazione mediatica. E’ stato dannatamente ingiusto descrivere il Dom come il responsabile delle sconfitte dal 2008 in poi, ignorando che era parte integrante (e non irrilevante) del Dream Team che vinceva sempre. La storia va raccontata per intero, non solo a pezzi e bocconi. Se no, siamo alla prostituzione intellettuale (Mourinho docet).
3) Visto che ho citato un simbolo interista, mi dispiace che le sconfitte nerazzurre abbiano ottenebrato il mio amico Quattropalle. Per capirci, io non ho mai detto che Montezemolo non può essere criticato (e infatti sono uno dei pochi che, quando lo ritiene necessario, da ventidue anni e mezzo lo critica). Ho detto e ripeto che è assurdo, come altri amici scrivono qui, affermare che non gliene frega nulla della Ferrari e che la sua presidenza è stata un disastro. L’azienda non è mai andata tanto bene come oggi e in F1 la gestione LCDM ha battuto tutti i record. Poi parliamo di quello che volete, ma le stronzate da bar no, per favore.
4) La F 14 T è un disastro. Il capo della Scuderia si chiamava Stefano Domenicali. Il primo responsabile è lui, non si discute. Ma è una soluzione spingerlo alle dimissioni dopo tre Gp, sostituendolo con una ottima persona fin qui estranea all’universo delle corse? Non sarebbe stato il caso di gestire la vicenda in maniera diversa? Come è possibile che i ‘torinesi’, le cui attività in Italia sono di fatto finanziate dalla Ferrari e dai suoi bilanci, pretendano una cosa del genere?
5) In tutto questo, Mattiacci non c’entra niente. Io sono ferrarista e spero moltiplichi i pani e i pesci all’istante. Sarei felicissimo. Ho le mie perplessità: non sull’uomo, che conosco poco, ma sulla logica pallonara. Non è che in F1 cambi il mister e lo spogliatoio ritrova l’armonia e si vincono sette partite, pardon, corse, di fila. E andiamo: tanto, che te lo dico a fare?
6) Voglio molto bene al cloggaro Abramo, seguace della primissima ora. Se davvero crede che Mazzola non sia più in F1 (in tutta la F1, intendo) perchè il Dom ha emesso una ‘fatwa’, insomma, potrebbe sempre chiedere ad Aldo Costa, che detestava Mazzola. Vediamo di non scivolare sul piano inclinato dei complotti. In ogni azienda si fanno scelte. Per me Mazzola è bravissimo, gli dedicai il primo articolo nel 1989, definendolo ‘il Rivera’ degli ingegneri. Ne sono ancora convinto. Costa non la pensava così, evidentemente Domenicali nemmeno. Si può concordare, non si può però ridurre tutto alle fisime di un individuo per giunta incompetente (Costa o il Dom, chi volete) .
7) Sul bilancio dal 2008 in poi, io ho le mie idee da sempre. Un mondiale costruttori e tre mondiali piloti persi all’ultima gara (non per colpa del team principal, credo). E’ un bottino di cui ci si deve vergognare? Vergogniamoci. Ma il vero flop è il 2014, se pensiamo che il 2009 fu una truffa legalizzata. E un po’ il 2011. Ma fino a questa stagione, con le eccezioni citate, la Ferrari è stata sempre lì, non lontana dai migliori. Fa schifo? Va bene, fa schifo. Per chi non si ricorda altri periodi, certamente. Periodi che non vorrei rivivere.
8) Uno che riporta Kimi alla Ferrari, vincendo immaginabili resistenze, è davvero uno senza le palle, come gentilmente viene narrato da chi ama infierire? Nel 2010 è stato Domenicali a non sorpassare Petrov? E le qualifiche di fine stagione del 2012, quando Massa stava spesso davanti, erano colpa sua? Potrei continuare, ma non ce l’ho con Alonso, a scanso di equivoci. Però, ancora e sempre, do you like the truth o le barzellette, numerosissime nella sterminata prateria del web?
9) Amico di Robben, tu sei simpaticissimo, ma ti devi decidere. Se la Ferrari può uscire dalla crisi che tanto ti umilia solo venendo venduta alla Audi-Vw, allora dovresti concludere che il Domenicali (o Mattiacci) di turno non ha responsabilità, risalendo il tutto al controllo azionario della più bella azienda che ci sia in Italia. Non si scappa. O hanno colpa i proprietari o hanno colpa i manager, fai tu e poi ordina anche per me crauti e birra, con rutto libro finale.
10) Infine, Stefano Domenicali non è in clausura, non è un uomo distrutto, è una persona che ora ha tempo di immaginare un futuro diverso e io lo conosco e so che domenica farà il tifo per Alonso e per Raikkonen, in un paese nel quale gli ‘anti’ (ferraristi, nel nostro caso) curiosamente pullulano e prosperano, perchè siamo pur sempre la nazione dei Tafazzi e buon pro vi faccia, dopo di che io casa mia, potendo scegliere, la affiderei al Dom e non al magico Briatore.
Che ci volete fare, non siamo tutti uguali, nella vita.
Ps. Da domani, in altri post, parliamo solo di Cina, che è vicina. Grazie a tutti.

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