A proposito di Kimi

Interviste, Valsecchi e Domenicali–11/09/2013

Domenicali fra passato e futuro

Maranello, 11 settembre – Ore importanti quelle che stanno scorrendo oggi a Maranello. Ieri sera Felipe Massa ha twittato il suo addio alla Scuderia al termine di una storia lunga dodici anni, oggi a pranzo è stato ufficializzato il ritorno di un pilota, Kimi Raikkonen, che in Rosso ha scritto pagine indimenticabili nella storia della squadra più vincente della Formula 1. Abbiamo chiesto a Stefano Domenicali di spiegare in esclusiva per http://www.ferrari.com le ragioni di questa scelta.“Quando si cambia lo si fa sempre per cercare di migliorarsi ed è questo l’obiettivo che vogliamo raggiungere riportando a Maranello un pilota di grande esperienza, talento e determinazione come Kimi. Abbiamo iniziato da un paio d’anni un intenso programma di rinnovamento ad ogni livello – strutture, organizzazione, metodo di lavoro – e adesso abbiamo messo a posto un altro tassello, fondamentale, nel mosaico della Ferrari del futuro. Per la prima volta avremo una coppia di piloti formata da due campioni del mondo, già di per sé un segnale significativo, che sappiano puntare sempre alla vittoria e possano aiutarsi togliendo punti pesanti ai rivali diretti. Detto questo, sappiamo bene che, senza una vettura competitiva, nemmeno Superman può vincere: la nostra priorità quotidiana è sempre la stessa, mettere a disposizione dei nostri piloti una monoposto in grado di lottare sempre per il primato”.C’è chi dice che quello formato da Alonso e Raikkonen sia un Dream Team e chi, al contrario, afferma che due galli nello stesso pollaio non possono convivere. Cambierà qualcosa nella gestione della squadra e nel rapporto con il pilota spagnolo?“Non cambia assolutamente nulla nella gestione della squadra. Da che mondo è mondo i nostri piloti partono alla pari: è sempre stato così e sempre lo sarà. Poi, se durante la stagione si creano le condizioni perché un pilota aiuti l’altro in base alla classifica, è logico e giusto che ciò accada. E’ stato così in passato e lo sarà anche in futuro, come hanno dimostrato tutti i piloti che hanno guidato una Rossa. Lo era ai tempi di Fangio e Collins ed è stato così in tempi più recenti, come ad esempio fra Salo e Irvine, col finlandese che rinunciò all’unica possibile vittoria della sua carriera per aiutare il compagno di squadra, con lo stesso Raikkonen che fu aiutato da Felipe e poi ricambiò la cortesia, e proprio con Felipe e lo stesso Fernando. Quanto al Dream Team, non sono abituato a sognare ad occhi aperti, non fa parte del mio carattere. Dico soltanto che Fernando e Kimi insieme rappresentano il meglio che si possa avere oggi in Formula 1, in termini di talento, esperienza, competitività e capacità di indirizzare lo sviluppo della vettura. Quanto alla domanda avicola mi fa venire in mente quei tifosi di calcio che hanno paura della squadra avversaria perché ha tanti attaccanti forti e allora sperano che si litighino il pallone…. Si metta il cuore in pace chi spera in queste cose e chi crede che la scelta di Kimi sia stata fatta in funzione anti Alonso: alla Ferrari sanno tutti che viene sempre prima l’interesse della squadra e poi quello dei singoli. Fernando è un patrimonio fondamentale di questa squadra e lo sarà ancora a lungo: sono sicuro che lui è il primo ad essere felice di una scelta fatta nell’ottica di rafforzare il gruppo perché è talmente intelligente per non sapere che una squadra più forte può essere soltanto un vantaggio”.Altri luoghi comuni a proposito di Kimi riguardano le sue capacità di relazione in un mondo come quello della Formula 1 in cui la comunicazione è sempre più importante e le sue doti di indirizzo degli sviluppi tecnici di una vettura.“Ci sono dei cliché duri a morire! Abbiamo lavorato tre anni insieme a Kimi fra il 2007 e il 2009 e non abbiamo mai avuto un problema: certo, ognuno ha il suo modo di essere e non si può pretendere che un finlandese si metta a raccontare barzellette in italiano o faccia il saltimbanco! Onestamente penso che la combinazione fra una capacità espressiva latina e passionale come quella di Fernando e uno stile cool, come va di moda dire, che tanto sembra piacere anche ai più giovani come quello di Kimi sia molto forte e su questo sono d’accordo anche i nostri partner. Quanto al discorso più tecnico, non soltanto sappiamo bene il valore del contributo che ci può dare Kimi in un momento così importante come questo, con un quadro tecnico che cambia in maniera così rilevante, ma abbiamo anche avuto informazioni di prima mano da James Allison su quanto sia cresciuto anche su questo fronte il pilota finlandese negli ultimi due anni”.Si chiude un’era lunga dodici anni, quella di Felipe in Ferrari. Puoi raccontarci com’è andato il rapporto con lui in questi ultimi mesi?“All’inizio dell’estate c’eravamo incontrati per fare il punto e gli avevo ribadito che il suo rinnovo era una delle opzioni sul tavolo, forse anche la più concreta. Poi c’è stata una serie di gare difficili, per lui e per la squadra, e alla fine ci siamo resi conto che la scelta migliore, per entrambi, era cambiare. Credo che anche per Felipe sia giunto il momento di guardare fuori da quella che è stata la sua casa per dodici anni e che, in un certo senso, lo resterà sempre. Vedete, ho visto Felipe arrivare a Maranello che era ancora un ragazzino e lo vedrò andar via da uomo maturo. Insieme abbiamo vissuto dei momenti belli ed altri drammatici che hanno reso il rapporto personale fra noi speciale. Ovvio che il rammarico più grande è quello di non averlo visto diventare campione del mondo nel 2008: quel giorno ma anche quell’anno accaddero episodi incredibili che giocarono contro di lui. La lezione di dignità sportiva che seppe dare al mondo quel giorno sul podio di Interlagos ma anche la maturità con cui mi ha parlato ieri sera rimarranno sempre nel mio personale album dei ricordi. Sono orgoglioso di averlo avuto nella nostra squadra per tanti anni e sono sicuro che saprà togliersi delle belle soddisfazioni anche lontano da Maranello”.

Da Ferrari.com



11 settembre 2013 – Dalla Lotus alla Ferrari: Davide Valsecchi, già campione del mondo GP2, terza guida del Team Lotus Formula 1, racconta il compagno di squadra Kimi Raikkonen subito dopo l’annuncio dell’ingaggio del pilota finlandese alla Scuderia di Maranello per la stagione sportiva 2014.

Il team si aspettava la decisione di Raikkonen di lasciare la Lotus alla fine di questo campionato?
Lotus ha cercato in tutti i modi di trattenere Raikkonen anche per la prossima stagione e quindi penso che il team non sia particolarmente contento in questo momento nell’aver appreso la notizia dell’ingaggio con la Ferrari. Mi pare avessero tentato di offrirgli condizioni allettanti anche dal punto di vista economico, ma a quanto pare non c’è stato nulla da fare perchè la sensazione che Kimi avesse deciso di cambiare aria era apparsa abbastanza chiara.

Lotus perde con Kimi un punto di riferimento importante per la squadra…
E’ un gran peccato per la Lotus perchè Raikkonen ha dimostrato di essere uno dei migliori piloti in circolazione, quindi per noi è una perdita importante. Tutti sanno che è uno dei quattro migliori piloti del mondo. Però nelle corse può succedere di tutto, magari l’anno prossimo Gosjean farà una stagione formidabile e Raikkonen in Ferrari andrà in calo. Chissà…

Al Gran Premio d’Italia appena disputato, Raikkonen ha dimostrato ancora una volta le sue grandi doti di pilota…
A Monza dove avremmo dovuto soffrire, Raikkonen ha avuto un passo gara incredibile. Pur essendo attardato, trovandosi quasi ultimo, alla fine lo scarto da Vettel che ha vinto, è stato minimo, proprio perchè è sempre stato consistente giro dopo giro per tutta la corsa e così anche in tutto questo campionato. Kimi è bravissimo.

Chi potrebbe occupare nella prossima stagione Formula 1 il sedile lasciato vuoto da Raikkonen?
Io spero che il posto lasciato libero da Raikkonen venga occupato da un bravo pilota, con tanta voglia di emergere, di imporsi e di far valere le proprie qualità. Magari un italiano, un comasco, ex campione del mondo GP2…

Da F1Passion.it


Valsecchi: “Brava Ferrari, con Kimi hai fatto la scelta giusta”

La Ferrari ha sciolto le riserve. E’ Kimi Raikkonen l’uomo del domani per Maranello, il pilota che accompagnerà Fernando Alonso nell’operazione “rilancio” decisa dal presidente Montezemolo. Il Cavallino ne ha dato notizia poco fa con una nota sul proprio sito web. Il finlandese ha detto sì a un contratto di due anni. Nei prossimi giorni, verranno resi noti i dettagli del “patto di ferro” che punta a stravolgere gli equilibri fuori e dentro la pista della Formula 1 degli anni a venire. Hanno già salutato il suo ritorno in rosso Stefano Domenicali, il direttore della gestione sportiva della casa modenese, e Fernando Alonso, il suo nuovo compagno di squadra. E’ cominciata l’era del “dream team”, della lotta senza quartiere tra la Ferrari dei due campioni del mondo contro la Red Bull dell’extraterrestre Vettel e del suo nuovo alleato Daniel Ricciardo. Si cambia. Perché altro non si poteva fare.

Per Davide Valsecchi, terza guida della Lotus e campione del mondo Gp2 nel 2012, la Ferrari ha fatto la scelta giusta. Ha spiegato il pilota italiano a panorama.it: “Considerando che Kimi è stato l’ultimo pilota a vincere il mondiale con la Ferrari e che Massa sembrava ormai alla fine di un ciclo, sì, credo che sia stata la scelta migliore possibile. Per puntare forte al campionato del prossimo anno, per vincere subito. Con Kimi, partono sicuramente tra i favoriti per la conquista del titolo costruttori. Per la classifica piloti, invece, è un’altra storia”.

Perché è considerato uno dei migliori piloti di sempre della Formula 1? Cos’ha Kimi che gli altri non hanno?

“La sensazione che ho io guardandolo lavorare da vicino è che sia un uomo incredibilmente talentuoso. Per me, in fatto di talento, è il migliore della Formula 1 di oggi. Lui e Hamilton sopra tutti. Poi, ci sono anche Vettel e Alonso, certo”.

Cosa ci può dire del Raikkonen dietro le quinte? E’ davvero così intrattabile come sembra, oppure con i tecnici del suo team è capace di fare gruppo e di lavorare in sintonia?

“Soltanto chi non lo conosce dice che Kimi è intrattabile. La verità è che tutti i meccanici e gli ingegneri del team lo amano. I cuochi e la gente del marketing, invece, un po’ meno. Ma lui è così. E’ il suo modo di fare. Parla e si relaziona solo con chi gli interessa, con chi lo fa andare forte in pista. Di tutti gli altri se ne frega”.

Il vostro rapporto?

“Normalissimo. Ha un rapporto un po’ più difficile con Grosjean. Forse perché io non lo impensierisco più di tanto. Con i suoi compagni di squadra è vero, è un po’ particolare. Lui fa i cavoli suoi, il suo lavoro e degli altri se ne frega un po’. Sì, lui e Grosjean non hanno un grande rapporto, questa è la verità”.

A Maranello, Kimi dovrà convivere con Alonso. Per Briatore, che li conosce bene entrambi, i due piloti troveranno certo il modo di non pestarsi i piedi a vicenda. Lo crede anche lei?

“Quando si hanno due piloti forti nello stesso team, lo dice la storia della Formula 1, c’è sempre stato qualche problema. In pista, si è vista spesso una battaglia fuori dalla riga o uno sgarbo inatteso tra due compagni di squadra. Non sarà diverso in Ferrari tra Raikkonen e Alonso. Sono due piloti vincenti e sarà difficile sul finale di stagione convincere uno di lasciar passare l’altro e cose del genere. A mio giudizio, Raikkonen ritorna alla Ferrari perché a Maranello hanno intenzione di vincere il campionato. Poi, se lo vince uno o lo vince l’altro, amen, poco importa. L’importante è vincere. Per questo, i due piloti partiranno allo stesso livello. Chi arriverà secondo, si dovrà accontentare”.

Per otto anni, Felipe Massa è stato il pilota “bandiera” della Ferrari, sempre pronto a seguire le direttive della scuderia, sempre disponibile a fare il lavoro sporco quando era necessario. Quanto mancherà alla Ferrari un signor sì come lui?

“Difficile rispondere. Posso dire però che la coppia Alonso-Raikkonen è da sogno e che tutti i team vorrebbero essere ora al posto della Ferrari. Anche se non dovessero andare sempre d’accordo, sono sicuro che porteranno comunque a casa i punti necessari per rilanciare a Maranello nel mondiale costruttori. Ed è quello che alla fine conta più di tutto”.

Alonso anni 32, Raikkonen anni 34. Dica la verità, al prossimo giro spera di essere tra i piloti che saranno presi in considerazione dalla Ferrari per iniziare un nuovo ciclo.

(risata) “Un passo per volta. Alla Ferrari ci sono sempre andati i campioni ed è giusto che sia così. Ora devo pensare a guadagnarmi un posto da titolare in F1. Quando ce l’avrò fatta, farò del mio meglio per arrivare un giorno a giocarmi un posto a Maranello. Ho la fortuna di avere i risultati dalla mia, ma in questa F1 non è sufficiente”.

Via Raikkonen, la Lotus non le ha ancora proposto di diventare titolare al fianco di Grosjean?

“Magari fosse successo. No, non ne abbiamo ancora parlato. Lo spero, certo. E’ possibile invece che decidano di dare spazio a un pilota che ha più esperienza di me e che magari porta con sé il denaro dello sponsor. Penso a Maldonado, per esempio. Oggi come oggi, ho molte meno possibilità di tanti altri. Chissà, magari un giorno ci arriverò anch’io in F1. Mai dire mai”.

Da Sport.Panorama.it

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