A proposito di Kimi

GP Corea, commenti–07/10/2013

Da Sky Race Anatomy del 07/10/2013:


Raikkonen, la Corea un test per il 2014 ampiamente superato

L’ottima gara di Kimi Raikkonen in Corea ha proposto delle sfide, soprattutto psicologiche, che il finlandese ha superato a pieni voti, dimostrando la bontà della scelta Ferrari per il 2014.

Fernando Alonso e Kimi Raikkonen. Se n’è parlato e riparlato: aldilà delle singole preferenze sui due piloti, ciò che più incuriosisce e divide della coppia di campioni del mondo che la Ferrari ha ingaggiato per la prossima stagione è la convivenza tra i due.

Per il latino e più sanguigno Fernando Alonso c’è poco da fare: fino all’anno prossimo non avrà modo di dimostrare di essere in grado di gestire una situazione in cui condivide il box con un altro top driver. Per lui, in questi mesi in cui si parlerà ancora molto della situazione futura in casa Ferrari, continuerà a pesare il precedente bollente del 2008, quando alla McLaren ne successero di tutti i colori tra lui e Lewis Hamilton. Questo nonostante lo spagnolo abbia più volte spiegato che l’origine dei problemi non veniva dal rapporto con il rampante britannico ma dalla gestione della squadra, in particolare dalla figura di Ron Dennis. Tra l’altro, a rafforzare questa tesi, con Hamilton nelle ultime stagioni si è anche un clima da “volemose bene” fatto di continui scambi di complimenti, alimentato in particolare da un comune sentimento: l’antivettelismo.

Lo scandinavo Kimi “Iceman” Raikkonen, che sembra più portato caratterialmente a una situazione simile e che ha già convissuto in passato con un tipino come Juan Pablo Montoya, in questo finale di stagione ha invece l’occasione per ribadire nuovamente sia il suo valore come pilota, sia la sua capacità di isolarsi dall’ambiente esterno e di non farsi condizionare dagli episodi. I motivi di ciò sono legati proprio alla sua decisione di tornare a Maranello: con il mondiale piloti oramai sfumato, la Lotus non è più intenzionata a riservargli un trattamento da prima guida, puntando anzi ad accrescere la stima del compagno Romain Grosjean, sicuro del rinnovo anche per la prossima stagione. La situazione per Raikkonen è resa, sulla carta almeno, ancora più complessa dalla crescita di rendimento del francese, nonché dai guai fisici alla schiena che da Singapore lo perseguitano.

Quello coreano poteva essere un weekend carico di insidie per Kimi: oltre a quanto già citato, si sono aggiunti uno dietro l’altro il botto nelle libere del venerdì e una qualifica che lo ha visto relegato in quinta fila mentre Grosjean guadagnava la terza. L’avvio di gara non ha affatto migliorato la situazione: mentre il compagno si issava al secondo posto senza perdere troppo le tracce di Vettel, il finnico è rimasto intruppato nel trenino alle spalle di Nico Hulkenberg. Una situazione che poteva portarlo ad un risultato anonimo, dando fiato a quelle voci che lo vogliono già distratto in attesa della prossima stagione e che aspettano solo il suo primo passo falso per venire alla ribalta.

Ancora una volta, invece, Raikkonen è venuto magistralmente fuori alla distanza grazie alla gestione delle gomme, a una strategia azzeccata e a quel pizzico di fortuna che asseconda sempre i campioni. E così, dopo averlo visto intruppato nella prima parte di gara, quasi magicamente ce lo siamo ritrovati dietro a Grosjean dopo l’ingresso della Safety Car. E qui ha completato la sua seconda domenica da incorniciare nella trasferta asiatica della Formula 1: approfittando di una sbavatura del francese lo ha attaccato e sorpassato nonostante una difesa ai limiti del regolamento. Un atto di forza contro cui Romain ha dovuto chinare il capo ingoiando il rospo, come rivelato dal team principal Eric Boullier che ha raccontato come il francese abbia chiesto indietro via radio la posizione persa.

Da parte di Raikkonen è stata l’ennesima dimostrazione di quanto sappia essere impermeabile a situazioni esterne potenzialmente pericolose. Una volta abbassata la visiera del casco (ma probabilmente anche prima di infilarsi la tuta), Iceman è totalmente concentrato sulla sua gara, alla ricerca del miglior risultato possibile. Da questo punto di vista, il suo ritorno in un ambiente sempre sotto i riflettori come quello della Ferrari, appesantito dalla lunga astinenza di vittorie iridate, rappresenta una totale garanzia, qualunque sia il trattamento che gli riserverà Alonso.

Da F1Passion.it



Gazzetta dello Sport del 07/10/2013

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