A proposito di Kimi

Purché se ne parli… un calderone–06/11/2013

Kimi 2 la vendetta?

Ma perché Kimi al Gran Premio di Abu Dhabi non è partito dalla corsia box? A quanto mi ricordo, in passato è quasi sempre successo che il pilota retrocesso all’ultimo posto scegliesse la partenza dalla pit lane.

Anche perché così qualche modifica la puoi fare sulla vettura. E poi, come ha fatto a centrare in quella maniera la Caterham dell’olandese Giedo Van Der Garde? Non è da lui. Ditemi quello che volete e andate a rivedervi la manovra più volte, cos’ come ho fatto io. Sia chiaro, un pilota come prima cosa pensa a guidare e a superare i rivali in pista – come ha fatto Alonso nello spericolato sorpasso su Vergne – ma, in certe situazioni, si potrebbero formulare anche altre ipotesi… Vedasi “l’incidente” di Nelsinho Piquet a Singapore 2008.

In questo caso non ci sono complotti, voglio metterlo bene in evidenza sin dall’inizio, bensì ragionamenti allo stato puro. Kimi Raikkonen – quest’anno, come del resto l’anno scorso – deve aspettare il finale di campionato per prendersi il suo meritato stipendio dalla Lotus. Nel 2012, a quanto ne sappiamo, il pagamento quasi totale avvenne proprio a fine stagione.

Quest’anno, a quanto rivelato dal pilota finlandese, fino ad Abu Dhabi Iceman non ha visto il becco di un euro, dei 7,3 milioni che gli spettano dei 3 milioni annui, più 40 mila euro a punto da moltiplicare per 183 finora ottenuti dal finlandese. Si sta poco a fare il conto totale sull’ammontare del suo credito. Solo nella tarda mattinata della domenica del Gran Premio di Abu Dhabi sarebbe arrivato l’accordo fra il manager di Kimi, Steve Robertson e Gerard Lopez della Genii Capital, patron della Lotus, grazie e soprattutto all’ ingresso della Quantum Motorsports nella scuderia nera e oro (ha acquistato il 35 per cento delle sue azioni). Accordo che, a quanto pare, necessita delle firme definitive.

Tutto questo dovrebbe scongiurare la minacciata mancata partecipazione del finlandese alle ultime due gare del mondiale, ipotesi questa che manderebbe in bestia Bernie Ecclestone in primis.

Diciamolo chiaro e tondo: Raikkonen e il suo manager Robertson sono due persone che, a livello di soldi, sanno ragionare bene. I 17 milioni di euro ottenuti dalla Ferrari per non correre un anno (2010) in Formula 1 – soldi che poi Kimi ha pure investito nel rally per sfracellarsi qua e là, per giunta con una Citroen marchiata Red Bull – restano un capolavoro da manuale sulla capacità di gestione contrattuale. Se – stando ai si dice della stampa finlandese – a fine 2006 Raikkonen ha rinunciato a un contratto triennale con la Mc Laren pari a un compenso di 24 milioni di euro annui, è molto probabile che negli anni successivi in Ferrari abbia ottenuto molto di più. Secondo Crash.net nel 2009, dopo il titolo mondiale, Raikkonen veniva pagato qualcosa come 45 milioni di euro da Maranello.

Stime complessive sulle fortune del pilota finlandese parlano di un capitale pari ad oltre 120 milioni di euro, a cui va aggiunta la villa di proprietà in Svizzera (Villa Butterfly, zona Baar, 3000 metri quadrati, piscine interne ed esterne), valutata attorno ai 30 milioni di euro.

In più consideriamo un’altra variabile interessante, e cioè quanto il solito Bernie versa alle scuderie quale ricompensa del loro piazzamento nella classifica costruttori. Fra il secondo e il terzo posto ci sono circa dieci milioni di euro di differenza, idem per quanto riguarda il divario fra terzo e quarto posto. A lottare ci sono Mercedes e, guarda caso, Ferrari e Lotus, la futura e l’attuale squadra di Kimi.

Centrando il carneade Van der Garde, Raikkonen, per quanto riguarda la sua parte, ha messo una ‘bella’ casella zero nei punti che la Lotus ha raccolto ad Abu Dhabi, allontanandosi di molto da un secondo posto che sembrava possibile fino alla vigilia della gara nell’Emirato.

Kimi, sempre stando ai si dice, dalla prossima stagione in Ferrari riceverà un assegno di 11 milioni l’anno più bonus (ancora non chiari a noi comuni mortali), più la sponsorizzazione della sua squadra di motocross. Le sottrazioni e le addizioni potete farle anche voi. Di certo la simpatica armonia che abbiamo visto all’inizio del rapporto fra Lotus ed Iceman è andata velocemente a farsi benedire. Quello che, in fondo, successe fra Ferrari e lo stesso Raikkonen, quando a Maranello nel 2008 si cominciò a privilegiare la carta Massa (era il 22 giugno 2008, problema allo scarico destro del motore della rossa del finlandese dopo che questi era rimasto in testa per 34 giri, e Kimi dovette lasciar strada al suo compagno di squadra, pur riuscendo a chiudere al secondo posto).

Insomma, il finlandese è simpatico a parecchi piloti nel paddock – a partire da Sebastian Vettel – ma, secondo me, può essere vendicativo quando vuole. Fernando Alonso è avvisato, sebbene sono convinto che lo sappia già.

Da F1Passion.it



Lotus vs Raikkonen: l’altra ipotesi

La Lotus sta deliberatamente favorendo Romain Grosjean a danno di Kimi Raikkonen. Il team vuole in questo modo “vendicarsi” per la scelta del finlandese di lasciare Enstone per Maranello a fine stagione, oltre che per tutte le esternazioni di Raikkonen riguardanti gli stipendi non corrisposti. Materiali di serie B, aggiornamenti riservati al francese, strategie volutamente sbagliate, irregolarità tecniche e conseguenti squalifiche cercate, la Lotus sta mettendo in campo ogni stratagemma per far brillare la stella di Grosjean e offuscare quella di chi, tempo due gran premi, farà i bagagli e tornerà alla Ferrari. Tutto vero, oppure no?

Oggi su F1Passion.it è uscito un eloquente articolo di Franco Bortuzzo intitolato “Kimi 2 la vendetta?“, ipotizzando che nel weekend negativo del finlandese ad Abu Dhabi ci potesse essere lo zampino dello stesso pilota, in rotta col team dopo gli episodi delle ultime settimane. Proviamo ora vedere l’ipotesi opposta: è la Lotus che vuole vendicarsi sul suo ex pupillo?

Dopo il Gran Premio d’Italia, quando a fine stagione mancano ancora 7 gare, mercoledì 11 settembre la Ferrari ufficializza l’ingaggio di Kimi Raikkonen per il 2014. “L’ho fatto per soldi”, butterà lì poco dopo Kimi a Singapore, screditando in conferenza stampa il suo team. Tempo un giorno e puntuale la risposta Lotus, con Kimi che si becca dell’“ingrato” da Lopez (“Avrebbe avuto tutti i suoi soldi, come negli anni precedenti e, come da accordi, a fine stagione. Sono molto confuso circa la tempistica e il contenuto delle dichiarazioni di Kimi”).

Si arriva così al sabato, quando per la prima volta c’è la possibilità che Kimi non disputi la gara: strascichi post annuncio? No (almeno escludendo che Boullier&Lopez si siano dati al malocchio), nel corso delle libere Raikkonen accusa un fastidioso dolore alla schiena, che rientra in extremis. Dolorante, si qualifica 13°, ma in gara stringe i denti ed estrae dal cilindro un entusiasmante terzo posto. Nel frattempo Grosjean, partito 3°, si ritira quando un posto sul podio era possibile.

Dopo un tira e molla via media circa la presenza di Raikkonen a Yeongam, il 4 ottobre inizia il fine settimana del Gran Premio di Corea: nelle libere Kimi sbatte (altro malocchio?), ma il tempo perso non inficia la preparazione alla gara. La Lotus, che per l’occasione ha sdoganato definitivamente l’esemplare a passo lungo, coglie il sabato un quarto posto con Grosjean e, causa giro non perfetto, un 10° tempo con Raikkonen. In gara è tutta un’altra storia: Kimi risale al solito da centro gruppo e, complice la Safety Car, beffa Grosjean alla seconda ripartenza prendendosi il secondo posto. È il momento in cui si scoprono le carte: Grosjean chiede al muretto di riavere la posizione, la richiesta viene respinta ma non si può dire che al francese venga chiesto di non combinare guai e portare a casa una preziosa doppietta nel campionato degli altri (al solito davanti a tutti c’è Vettel), e viene anzi invitato a battagliare con chi lo precede, come se fosse un avversario qualunque. Grosjean alla fine rinuncia, e per la seconda volta mangia polvere.

Sette giorni, e il circus si trasferisce in Giappone. In qualifica torna a svettare Grosjean, che si piazza in seconda fila alle spalle delle Red Bull e riesce anche a tener loro testa nella prima metà di gara, che chiude ancora a podio. Per Raikkonen il fine settimana è complicato da un’altra qualifica deludente (9°), terzo sabato consecutivo in cui vede gli scarichi del compagno di squadra: in gara lotta e regala spettacolo, ma costretto a remare nel traffico non riesce a emergere e chiude al quinto posto. Per la terza volta in stagione Grosjean fa meglio di lui in gara: per il francese è il quarto podio stagionale (contro gli 8 di Raikkonen).

Ancora due settimane di riflessione, in cui continua a covare il risentimento per la scelta di Raikkonen, e si sbarca in India. Kimi torna davanti a Grosjean in griglia, ma la qualifica del francese è rovinata da un clamoroso errore di valutazione del team che lo relega al 17° posto. Gara segnata? Forse per il Grosjean di una volta, non certo per il francese post GP d’Italia (o post annuncio, vedremo…) che sfrutta al meglio la capacità della sua Lotus di gestire le gomme e centra un 3° gradino del podio da antologia la domenica. E Kimi? Qualificatosi 6°, quasi non gli sembra vero di non avere tra i piedi il biondino impertinente (no, non il suo amico Vettel che è sempre sideralmente più avanti) e punta a un’altra gara in recupero, sfruttando proprio il fattore Pirelli quanto mai rilevante a Greater Noida. Per sua sfortuna, qualcuno (il team?) non la pensa così. Pronti via, Raikkonen accusa problemi ai freni (“Ho fatto i primi 20 giri quasi senza freni. Ogni volta che mi avvicinavo a qualcuno la situazione peggiorava”) e anche le Soft non si comportano a dovere: il muretto però lo richiama solo al giro 7, quando ormai anche Perez lo ha passato in pista; pit stop non impeccabile e prospettiva di fare 53 giri con lo stesso set di Medium. Sfida al limite dell’impossibile, e infatti a poco più di una decina di tornate dal termine, Kimi accusa il passo: degrado imponente, ma ancora una volta la squadra lo lascia in pista, dove perde manciate di secondi dagli inseguitori. Tra questi anche Grosjean, che quando prova a passarlo si trova la porta chiusa e rimedia pure un contatto: il muretto non ci vede più e Permane interviene a male parole (qui la vicenda) . Alla fine, quando ormai anche Hembery sta per perdere le staffe, Kimi rientra sulle tele per cambiare le gomme, conservando il settimo posto sotto la bandiera a scacchi.

È questo il primo eclatante episodio ai danni del finlandese da parte del team. Se Raikkonen fosse stato richiamato per tempo, avrebbe innanzitutto evitato di intralciare la rimonta di Grosjean, ma soprattutto avrebbe potuto sfruttare gomme fresche per recuperare su tutti quanti lo precedevano e magari centrare anche il podio. La Lotus ha voluto evitare che Raikkonen potesse finire col riprendere Grosjean? Molto probabile.

L’ultimo GP, ad Abu Dhabi, è cronaca recente. Raikkonen sbarca solo giovedì sera e ammette apertamente di aver pensato di non correre ancora una volta senza vedere un soldo. Ad Abu Dhabi la questione dovrebbe sbloccarsi, e quindi ecco il finlandese in pista. Nelle libere Kimi, che la Lotus ha accontentato permettendogli di tornare alla vettura a passo corto, sembra l’unico in grado di impensierire le Red Bull: in qualifica precede ancora Grosjean, ma la sua Lotus risulta irregolare alle verifiche: giustificazioni del team respinte e Kimi deve accodarsi in fondo al gruppo. Anche qui la scelta del team non è chiarissima: Raikkonen potrebbe rivoluzionare la macchina e partire dalla pit-lane, ma la scelta, come spiega Boullier qui, è un’altra e la Lotus numero 7 si accomoda sulla casella numero 22 della griglia. Pronti via, alla prima curva Kimi centra la Caterham di van der Garde e si ritira. Lo ha fatto apposta, forse sì (leggi qui) per ricambiare con la stessa moneta (zero punti) il comportamento della Lotus (zero euro). Grosjean chiude al quarto posto.

Dalla nostra breve carrellata sulle ultime cinque gare, risulta che Raikkonen è stato penalizzato dal team? Propenderemmo per il no.

Raikkonen ha ricevuto l’unico palese quanto assurdo danno in India. Per il resto, Giappone escluso, è riuscito a svettare su Grosjean senza impedimenti di sorta.

Che beneficio avrebbe la Lotus dal penalizzare Kimi perdendo al contempo i bonus economici per il secondo posto tra i Costruttori? Vuole mettere in luce e dare fiducia alla prima guida del 2014 Grosjean? Avrà tutto il tempo per farlo. Vuole fa vedere che vince anche senza Raikkonen? Solo in Giappone ci è andata vicina, e in altre due gare l’impresa l’ha fatta Kimi. Vuole vendicarsi? Beh, continua a beneficiare di uno dei più forti piloti in circolazione senza sborsare un soldo…

Insomma, i 57 punti a 49 in favore di Grosjean nelle ultime cinque gare non bastano a sostenere il francese è arrivato davanti a Raikkonen solo grazie all’aiuto del team. Il finlandese non ha brillato in qualifica, ma a bene vedere l’unico errore paese l’ha pagato Grosjean in India e anche ad Abu Dhabi Kimi era davanti.

Che il clima intorno a Raikkonen in Lotus non sia dei migliori, questo è evidente. Da qui a parlare di complotti ai suoi danni, ce ne passa, ma soprattutto manca l’evidenza.

Da F1Passion.it

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