A proposito di Kimi

L’estasi, Turrini racconta–18/01/2014

Kimi, l’estasi del Santo Bevitore

Dunque, dove eravamo rimasti?
Ah, già.
Ho in sospeso la narrazione dell’incontro con il Santo Bevitore.
In realtà diceva già quasi tutto la foto (scattata, onore al merito, dall’ubiquo Renato Bisignani, pierre ferrarista), nel senso che in circostanze del genere, molto casuali, non è che ci si possa abbandonare a disquisizioni sui massimi sistemi.
Entro al Montana per una rovinosa cerimonia conviviale con il Cola (alias Luca Colajanni, perfido predecessore del Bisi).
Ci accomodiamo in saletta, sotto una bella gigantografia di Alonso.
Mentre siamo sui paccheri, si appalesa un cameriere a portare il lambrusco.
Poi si sente una voce: ‘and where is your friend Occhio di Gatto?’
Io sono un po’ stupito, mi giro e al posto di Alonso vedo Kimi.
Veramente, dico io, dovrei portarti i saluti di Odin e di Mazgiorg (no, dico, voglio vedere come fanno a tradurre questo post a Oulu e a Turku, ehm ehm)
Nice guys, fa lui.
Poichè il campione del mondo 2007 (in t shirt a dispetto del freddo, due misteriosi tatuaggi all’altezza dei bicipiti, un berrettino che fa molto The Edge degli U2, Beautatiful Day, One, With or without you, Walk on, Magnificent) è attorniato dall’intera squadriglia (l’ingegnere di pista Spagnolo, i motoristi, il logistico addetto Balocchi, il Bisi e bla bla bla) la conversazione si sposta sulle cose davvero importanti.
Cioè abbiamo parlato di una partita di hockey su ghiaccio da giocare a Fanano, contro la formazione capitanata da Occhi di Gatto, pardon, da Alonso.
Ma terremo la notizia segreta, faccio io, perché ogni scempiaggine che scrivo sul tuo conto me la traducono immediatamente in lingua finlandese, quindi difendiamo la privacy.
Kimi ride come un bambino. Onestamente io di piloti ne ho visti a grappoli, ma uno in stato di estasi come questo qui non mi capitava da un sacco di tempo di incontrarlo. Si vede che è proprio felice, sente di essere tornato a casa, oppure non ha ancora capito che razza di missile stia per estrarre dalle cantine un certo Adrian Newey, va mo là.
Gli spiego alcune bizzarre teorie di un certo Nelson66, il tecnico del Clog. ‘Nice guy’, ripete il biondino. Quindi gli racconto di quella volta ad Interlagos e del coccolone che mi presi qualche giorno dopo, effetto a sorpresa di una vittoria inattesa.
Lui ride e fa: ‘Are you ready for the next one?’
Non ho capito se si stava riferendo al coccolone o al titolo mondiale 2014.
Con questo mistero in sospeso, auguro buon week end a tutti.

Da Blog.quotidiano.net

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