A proposito di Kimi

Memorie cinesi–07/04/2015

La Cina di Raikkonen

“Continuità” sembra essere la parola chiave per Kimi Raikkonen sul tracciato di Shanghai, sempre a punti in Cina salvo in due occasioni. Nel 2004, nell’anno d’esordio della nazione orientale in calendario, il finlandese conquista il terzo gradino del podio, alle spalle di Barrichello, vincitore della corsa, e della Honda di Button. Partito bene, il pilota di Espoo tallona sin da subito Rubens, insidiandolo per la prima posizione; complice una strategia non perfetta degli uomini McLaren, Kimi è costretto a cedere il secondo gradino del podio al pilota inglese, il quale relega l’alfiere di Woking in terza posizione.

L’anno seguente, Shanghai segna la tappa conclusiva del Mondiale di F1, dominato dalla Renault di Fernando Alonso, contro cui nulla ha potuto Kimi. Allo spegnimento dei semafori, il pilota di Oviedo mantiene la testa della corsa; Raikkonen, partito dalla terza posizione, approfitta delle Safety-Car per variare in corsa la strategia, e portarsi alle spalle dell’asturiano. Nelle fasi finali del GP, il finlandese prova un disperato recupero su Fernando, ma il vantaggio dello spagnolo non arriva mai ai livelli di guardia, ed il pilota McLaren si deve rassegnare ad occupare la seconda posizione sotto la bandiera a scacchi. Nel 2006, la gara di Kimi dura appena 18 giri: il finlandese, partito quinto, è costretto a ritirarsi prematuramente, a causa di un problema all’acceleratore della sua McLaren.

Il Gran Premio di Cina del 2007 segna per Raikkonen l’inizio della rimonta in classifica. Il Mondiale piloti vede in testa Lewis Hamilton, debuttante di Woking, che si può permettere di guardare dall’alto Alonso e lo stesso pilota Ferrari. Giunto a Shanghai forse troppo convinto dei propri mezzi, Lewis – assistito da una McLaren con la mente già alla festa del post-gara – è costretto a ritirarsi a causa dell’usura eccessiva degli pneumatici. Una scena tragicomica segna la mattina degli europei appassionati di F1, con la monoposto dell’inglese arenata sulla ghiaia all’ingresso della corsia dei box, sulla quale fa bella mostra di se il rivestimento interno di una Bridgestone, segno evidente dell’eccessiva usura. Forte di ciò, e di una delle ultime monoposto straordinarie targate Ferrari, Raikkonen recupera in un sol colpo 10 lunghezze ad Hamilton, andandosi a giocare il Titolo nell’ultimo appuntamento, in Brasile.

Nel 2008, invece, è proprio Hamilton a dettar legge a Shanghai. Dal canto suo, Kimi non può far altro che conquistare il terzo gradino del podio, senza interferire con le velleità di rimonta di Felipe Massa, giunto secondo per motivi di classifica Mondiale in quell’occasione. Il 2009, poi, mette a referto una corsa anonima di Raikkonen, costretto ad accontentarsi della decima posizione, distante anni luce dalle posizioni di vertice, anche a causa di una F60 nata non propriamente sotto una buona stella.

Il 2012 segna per il pilota di Espoo il ritorno in Formula 1. Dopo due Gran Premi conclusi in buone posizioni, Kimi è costretto ad arrendersi alla crisi delle sue Pirelli, per colpa della quale dovrà accontentarsi della quattordicesima posizione all’arrivo, suo peggior risultato nei Gran Premi di Cina, ad eccezione del ritiro del 2006.

Nell’edizione del 2013, Raikkonen fa il suo ritorno sul podio alle spalle di uno scatenato ed incontenibile Fernando Alonso. Allo spegnimento dei semafori, il finlandese si vede sopravanzare da entrambe le Ferrari, ma con costanza risale la china. Nel corso della gara, poi, ha anche modo di dare spettacolo offrendo ai tifosi una avvincente lotta con Sergio Perez, dalla quale la sua E21 esce leggermente danneggiata all’anteriore.

Nel Gran Premio della Passata stagione, Kimi chiude all’ottavo posto, mentre il suo compagno di team festeggiava con lo champagne il primo podio della F14-T

Da Formulapassion.it

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