A proposito di Kimi

Opzioni e indecisioni

Arrivabene: “Futuro di Raikkonen in Ferrari? Non è giusto decidere adesso”

Dal futuro di Raikkonen a quello di Monza, dalle prospettive stagionali della Ferrari al confronto iridato con la Mercedes. Anche di questo ha parlato ieri Maurizio Arrivabene, il team principal del Cavallino, intervenuto a Expo Milano 2015 in occasione di una giornata dedicata al “Sistema Brescia”.

Kimi Raikkonen da un lato, Valtteri Bottas, Daniel Ricciardo e molti altri nomi dall’altro. Ovvero, il presente e futuro della Ferrari. Quanto “futuro”, però, è ancora tutto da stabilire. A enfatizzare le difficoltà di Raikkonen, le positive prove di inizio stagione, il confronto con Vettel – soprattutto in qualifica – e i due episodi che lo hanno visto protagonista negativo in Canada e Austria. La Ferrari ha dalla sua l’opzione per prolungare il contratto anche nel 2016, ma ago della bilancia del destino dell’iridato 2007 sarà lo stesso finlandese. “Sergio Marchionne è stato chiaro e pure io“, riporta il Corriere dello Sport. “Deve ancora fare undici gare e possibilmente un altro campionato. Parlare di queste cose e aumentare la pressione, non gli giova. Questo non è il momento per attribuirgli una grossa responsabilità. Ha detto bene il presidente in Austria: il suo destino è nelle sue mani. Io non ho cambiato idea e la penso alla stessa maniera di quando è tornato qui: Kimi deve lavorare per dimostrare di valere una Ferrari. Quando mi sono arrabbiato con lui, l’ho fatto con estrema durezza e quando c’è stato da fargli i complimenti glieli ho fatti. Detto questo, una Ferrari bisogna meritarsela a ogni gran premio. Lui sta facendo di tutto per mostrare quanto vale, poi vedremo se sarà abbastanza, ma ripeto il suo futuro è nelle sue mani e ha ancora undici gare per far bene. Decidere il futuro di un pilota dopo otto gare o preoccuparsi adesso, non è giusto: so quali sono i nostri obiettivi e quali sono i suoi. Quando sarà il momento e quando verrà presa una decisione, lui e tutti gli altri sapranno”.

Detto di Kimi, il 58enne manager bresciano ha dedicato poche ma significative parole ai tanti piloti accostati in questi mesi alla Rossa. Da Bottas: “Se vi facessi l’elenco dei piloti che mi hanno telefonato dall’inizio dell’anno… Bottas è uno dei tanti. La Ferrari è l’auto che tutti sognano, ma ci sono solo due posti e sono occupati“. A Ricciardo: “Vale il discorso degli altri. Ma a me personalmente non ha mai telefonato. Forse non ha il mio numero“

Porte chiuse anche ad Antonio Fuoco: “Ha il tempo dalla sua, per il momento ha avuto il gran privilegio di guidare la Ferrari, facendo un buon lavoro, considerando anche le condizioni atmosferiche. Ma non facciamo come con Kimi l’errore di spingere e mettere pressione, facciamolo lavorare in pace“.

Al momento attuale, comunque, Raikkonen o Vettel, la Ferrari non è in grado di mettersi dietro le Mercedes. L’inaspettata vittoria della Malesia ha scatenato entusiasmi e aspettative, ma il motto 2015 “piedi per terra, testa bassa e lavorare” è restato quanto mai di attualità. Inutile, per ora, volare alto: “Le corse sono strane, la F1 è strana e in Ferrari succedono cose ancora più strane perché generalmente ti vengono attribuite frasi che non dici o aspettative delle quali non hai mai parlato“, riporta ancora il Corriere dello Sport. “Fin dall’inizio dell’anno ho sottolineato che il nostro obiettivo era fare due vittorie, che se ne avremmo fatte tre sarebbe stato ancora ancora meglio, mentre raggiungere quota quattro sarebbe stato un miracolo. Probabilmente abbiamo vinto troppo presto e si sono create delle aspettative pazzesche, ma la strada è ancora lunga da fare. Certe pressioni mettono fretta e la fretta non è una buona compagnia di viaggio per chi deve lavorare sui dettagli come noi. Faremo il possibile per finire sul podio sempre e approfittare delle occasioni. Degli incidenti di percorso però possono capitare, ma è importante sapere che siamo lì. Non ancora dove vorremmo essere, ma vicini“.

“Credo che sia più realistico pensare di prenderli l’anno prossimo o comunque di fare un campionato più competitivo l’anno prossimo. Dicendo così magari deluderò qualcuno, ma questo è l’obiettivo che ci siamo dati a inizio anno. Ora pensiamo a lavorare con determinazione evitando errori clamorosi come è successo in Austria: per cercare la prestazione a volte si trascurano dei dettagli che diventano fondamentali“.

Da FormulaPassion.it



Kimi e il mistero dell’opzione Rossa

Avevo in mente di scrivere un post intitolato ‘Kimi e il mistero dell’opzione Rossa’.

Ma poi ho pensato che vi sareste annoiati.

Quindi.

Nel contratto che lega Raikkonen alla Ferrari fino alla fine del corrente anno, è prevista una clausola.

Tale clausola concede alla Scuderia di esercitare, entro una certa data, l’opzione per prolungare l’intesa a tutto il 2016.

Eppure, conoscere la scadenza, in stile mozzarella o yogurt, non è importante.

Sembra un paradosso, eh?

Ma è stato proprio Kimi a togliere significato alla data dichiarando, in epoca non sospetta, di non aver interesse per altre macchine, diverse dalla Ferrari.

Si intende che è liberissimo di ripensarci, per carità.

Ora, i raikkoniani irriducibili si chiedono: ma perchè la Ferrari non ha fatto scattare l’opzione dopo il Bahrain, quando eravamo nel regno del latte e del miele?

Viceversa gli anti replicano: invece Arrivabene ha fatto benissimo a prendere tempo, alla luce dei risultati più recenti.

La mia opinione in merito è nota.

Uno. Non esiste alcun complotto. L’idea che a un certo punto a Maranello qualcuno si sia messo a remare contro Kimi è una barzelletta.

Due. Non sono d’accordo con chi sostiene, pensando di difendere la causa del mio idolo finnico: ah, poverino, gli hanno tolto serenità lasciandolo in mezzo al guado, sprovvisto di certezze e bla bla bla. Insomma, su, mica parliamo di un minorenne! Kimi è un uomo intelligente e maturo, possiede tutta l’esperienza per valutare la situazione. Gli si fa un torto trattandolo come un bambinone che ha bisogno delle coccole.

Tre. Poichè stiamo ragionando sull’avvenire di un pilota che attualmente è quarto in classifica nel mondiale, di fatto con due gare in meno non esattamente e non interamente sprecate per esclusiva colpa sua, io non vedo urgenze e nemmeno disastri. Un altro driver al posto di Raikkonen sarebbe al massimo quarto in classifica.

Quattro. Riprendere Alonso non si può. Prendere Ricciardo non si può, sarebbe un torto a Seb. Allora, non è che cambiare Raikkonen sia un errore. Semplicemente, è inutile: il problema Ferrari, rispetto alla Mercedes, non è chi guida la macchina, bensì la macchina.

Cinque. Infine, io che ero e rimango un ferrarista di rito raikkoniano, non mi strapperò i capelli se Marchionne, sentito Arrivabene, decidesse di puntare su un pilota con dieci anni in meno o giù (anche più giù) di lì. Ci può stare. A patto appunto di sapere che le chances iridate della Rossa, nel 2016, non aumenteranno, per effetto dell’operazione, di una virgola. Tutto qua.

Ps. E meno male che dovevo scrivere un altro post, ehm ehm.

Da Blog.quotidiano.net

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...