A proposito di Kimi

Il commento di Turrini, la vicenda Kimi-Arrivabene

Ancora su Arrivabene e Kimi

Ancora su Kimi e su Arrivabene.

Giusto per chiarire il mio banalissimo pensiero.

1) In Inghilterra, dal venerdì fino all’arrivo della pioggia, Raikkonen è sempre stato davanti a Vettel.

2) Quando sono arrivate le prime gocce d’acqua, io ho detto a voce alta agli amici in mia compagnia: se fossi nel muretto Ferrari, proverei l’azzardo. Cioè rischierei subito le intermedie su uno dei due piloti. Se funziona, abbiamo vinto. Se non va, un quinto/sesto posto diventerà ottavo posto. Sai che differenza, con la classifica del mondiale che conosciamo.

3) Raikkonen ha scelto di fare esattamente questo. Non importa che io gli voglia bene e che consideri ributtante il linciaggio al quale da un mese e mezzo viene sottoposto, same old stories, avevano torto nel 2009 e hanno torto nel 2015 e lo sanno ma non lo ammetteranno mai, cialtroni si diventa e si resta. Importa che si trattava di un tentativo comprensibilissimo, nella logica del presente che stiamo vivendo. E direi la stessa cosa se l’azzardo l’avesse tentato Vettel.

4) A questo punto, l’acqua non arriva e Kimi rimane fregato. Ci sta, quando scommetti. Il mio amico Luca Colajanni, detto il Cola, magari c’era al box della Malesia nel 2009 o a Silverstone nel 2008. Furono mosse geniali? No. Avevano un senso, in presenza di una sconfitta comunque certa? Sì.

5) Tra parentesi, io c’ero anche in Ungheria nel 2006 quando Schumi (Schumi!) decise di restare fuori con le intermedie nonostante la pista si fosse asciugata. Fu una cazzata? Sì. Aveva un senso? Sì, sempre calcolando che sul piatto della bilancia c’era comunque una sconfitta sicura.

6) Quindi, riassumiamo. Raikkonen prima della pioggia stava davanti a Vettel. Uno quinto e l’altro sesto. Kimi sbaglia la mossa e Seb invece la azzecca, come Hamilton. Bravi loro, per carità. La Ferrari chiude con un terzo e un ottavo posto, con una macchina imbarazzante. La differenza è tragica? Cinque più sei fa undici, tre più otto fa undici, cambierà qualcosa per l’aritmetica del campionato, ma pochissimo, quasi niente. E’ questo il problema? O non sarà piuttosto che il problema è che la Rossa andava più piano non solo di Mercedes, ma anche di Williams?

7) E così veniamo ad Iron Mauri, alias Arrivabene. A me pare che nel dopo gara Iron abbia detto, con estrema franchezza, che il vero guaio della domenica era la prestazione, così deficitaria nei confronti di Massa e di Bottas, al netto della pioggia. Cioè non si è nascosto, non ha cercato alibi, non ha esultato per un ‘finto’ podio. Dove starebbe la sua colpa? Dire la verità è un reato?

8) Ah, sì: Iron Mauri sarebbe colpevole di aver puntato il dito contro Raikkonen. Ma qui siamo al simpatico imbroglio, al gioco delle tre carte. Ho ascoltato e riascoltato le parole di Arrivabene. Le riassumo: in quelle situazioni limite è il pilota a ‘chiamare’ la sosta. Kimi ha scommesso sulla sosta anticipata, la mossa si è rivelata errata, fine. Attenzione, perchè qui viene il bello: il diretto interessato, cioè Kimi, ha dichiarato che era stato uno sbaglio, suo, passare alle intermedie con quattro giri di anticipo di concorrenza. Fu uno sbaglio perchè la  pioggia tardò. Amen.

9) E allora, come in una serie tv della Piovra, veniamo di arrivare al cuore del problema. Il cuore del problema è che Arrivabene, esaltato per mesi fin quando la Ferrari non era lontanissima dalla Mercedes, diventa un gigantesco imbecille nel momento in cui gli sviluppi sulla Rossa non funzionano. Quindi lo stile che piaceva tanto (la trasparenza! la schiettezza! il rifiuto dell’ipocrisia!) si trasforma in un boomerang.  Cosa aspetta il geniale Marchionne a rimuovere l’indegno? E chi è mai questo sempliciotto che parla pane al pane e vino al vino? Come si permette di affermare che è deludente andare più piano della Williams e che osa proclamare l’ovvio, cioè che la ‘chiamata’ del mio amico Kimi si è rivelata errata? E chi se ne frega se l’ha detto anche Raikkonen! Qui dobbiamo fare a pezzi il personaggio, descriverlo come una mezza sega in transito, giù merda tramite ventilatore e chi si schizza si schizza. E ricordatevi: se si vinceva in Malesia il merito era dei miei amici che c’erano prima, se si perde oggi è colpa di Arrivabene e basta. Questi sono giochetti da magliari e lo scrissi e lo dissi ad aprile al vedovo Montezemolo. Ma scusate: volete che io abbocchi? Ho scritto in tempi non sospetti che condivido l’approccio di Arrivabene e le sue idee sul futuro della F1 sono, al novanta per cento, quelle che i fans dei Gran Premi reclamano inutilmente. Diventa un cretino di botto? Sette podi in nove gare sono una schifezza? Meglio un decimo posto in tutto? E sul serio qualcuno qui crede che Kimi (non a Silverstone, dove prima dell’azzardo con la macchina che aveva stava facendo meglio di Vettel) sia condizionato, alla sua età, da un mancato rinnovo del contratto?!?

10) Ma, come dico e scrivo da mesi e Silverstone non c’entra niente, Arrivabene ha certamente sbagliato a non comprendere che, dopo il Bahrein, doveva chiudere la pratica Raikkonen, confermare la squadra in blocco e pensare solo alla macchina. Io sto con lui per le ragioni di cui sopra ma su questo punto non cambio idea: non saranno Bottas e Hulkenberg a invertire la tendenza. E il pallino sta in mano a Marchionne, certe manovre uno come me le fiuta da chilometri di distanza. Nulla accade per caso, quando la furbizia da cortile prevale sull’intelligenza.

Nel 2028 spero di essere ancora vivo.

Da blog.quotidiano.net/turrini

 

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