A proposito di Kimi

La griglia di Turrini – 29/12/2015

40 anni di F1, ecco Alonso e Kimi…

Può darsi che questa ottava fila faccia discutere, nel contesto della Griglia di Partenza di 40 anni della F1, dal 1975 al 2015 (tra parentesi: Graham Hill non è incluso, di fatto la sua carriera si era esaurita prima, come per Stewart e per altri, diversamente destinati ad altissima collocazione).

Farà discutere, dicevo. Ma vi assicuro che è scritta con il cuore.

[…]

KIMI RAIKKONEN.

Ah, beh.

Ho visto un re.

Stavo ai cancelli di ingresso di Melbourne, in un anno imprecisato. Non volevano far entrare un biondino che dichiarava di essere il driver della Sauber.

L’ho raccontata un migliaio di volte, questa storiella. Invece raramente ho segnalato che se il verdetto del Gp del Brasile non fosse stato rivisto a tavolino (peraltro giustamente, pro Fisichella) questo finlandese avrebbe già vinto il mondiale nel 2003, ai danni della Ferrari di un certo Schumi. E se nel 2005 il motore Mercedes non fosse stato di burro, il titolo non sarebbe andato ad Alonso. Infine voglio strafare: nel 2008 dipese dal capriccio di Qualcuno, la rinuncia a un bis che era scritto.

Bene. Di Kimi Raikkonen ovviamente si può parlare malissimo e in Italia c’è una compagnia di giro che si presta all’esercizio molto volentieri. Curiosamente all’estero il soggetto invece è stimatissimo, pur non essendo un ruffiano addetto alle pubbliche relazioni. Quello che ha realizzato con la Lotus al rientro dopo due anni di stop rimane clamoroso, anche se rapidamente dimenticato (magari se altri vanno in sabbatico biennale e poi tornano ne riparliamo, eh).

Dice: ah, ma riportarlo in Ferrari è stato un errore. Rispondo: a parte che non sono d’accordo, qui stiamo parlando di storia e vorrei proprio sapere come si potrebbe escludere da questa classifica dei 40 anni l’ultimo campione del mondo al volante di una Rossa. Per inciso, in quattro decenni sulla faccia della Terra hanno camminato miliardi di bipedi e ce ne sono solo 4 (Lauda, Scheckter, Schumi e Kimi) a potersi vantare di una certa cosa.

Se è un caso, amen.

Se non è un caso, può soccorrere la risposta di Michael Schumacher quando in un ufficio di Maranello gli chiesero: ma al tuo posto, tu chi prenderesti, Fernando o Kimi?

Era l’alba del 2005.

Raikkonen tutta la vita, disse il tedesco.

Oh, va mo là: ci saremo sbagliati insieme.

Da Blog.quotidiano.net

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