A proposito di Kimi

GP Australia, tattiche e rotture–21/03/2016

Raikkonen ha rotto il turbo

È stata  la rottura della turbina a provocare il ritiro di Kimi Raikkonen al 21° giro del Gp Australia. Il finlandese era arrivato lentamente ai box con le fiamme che uscivano dall’airscope. Si era lamentato via radio di un calo del motore, ma alla fine quando è sceso dalla macchina ha spiegato: “Non è un cedimento del propulsore perché il motore girava e mi ha permesso di rientrare ai box; c’è stata solo una perdita di potenza”.

Così alla fine si è capito che a cedere era stato il turbo, che nei motori F1 ibridi per regolamento, ricordiamo, è uno solo. In pratica il 1.6 V6 funzionava da… motore aspirato; inoltre cedendo il turbo, cede anche il sistema di recupero di energia dal turbo stesso che garantisce una bella quantità di cavalli a sua volta. Anche il fatto che il pilota sia stato fatto rientrare ai box doveva far supporre che il guasto non fosse al motore.“Se avessimo visto in telemetria che c’era un problema al motore, gli avremmo ordinato di parcheggiare subito la macchina a bordo pista senza farlo arrivare ai box”, spiega Arrivabene.

Probabilmente il guasto si è originato durante i 20 minuti di sosta con bandiera rossa. La turbina raggiunge temperature elevatissime, vicine ai mille gradi, e con la macchina ferma non transita aria dentro la carrozzeria per abbassare le temperature. I meccanici ai box di solito, proprio per raffreddare componenti incandescenti come turbina e freni, usano ventilatori. Forse sotto la carrozzeria strettissima della Ferrari n.7 dopo la neutralizzazione della gara, si è scatenato un calore enorme che ha danneggiato la turbina e così alla ripartenza, dopo pochi giri, il metallo della turbina ha ceduto facendo incendiare olio e plastica sotto la carrozzeria.

L’unica consolazione per Raikkonen è che non dovrà cambiare probabilmente motore in Bahrain ma semplicemente il turbo, contingentato anche lui (se si eccede con le sostituzioni si pagano posizioni in griglia) ma meno soggetto a usura come un intero propulsore in condizioni normali.

Da Autosprint.it



La tattica di Raikkonen sacrificata a favore di quella di Vettel

La Ferrari al primo pit stop ha deciso di richiamare prima Vettel, mentre Raikkonen è stato tenuto in pista. Arrivabene è chiaro: "Kimi non stava perdendo tantissimo, per cui credo che la decisione siastata giusta. Non si può vincere con due piloti"

Quando dopo ventidue giri Kimi Raikkonen è tornato in corsia box con le fiamme che uscivano dall’airscope delle sua Ferrari, la gara di Iceman è andata in archivio con uno zero in classifica. Ma sul suo Gp d’Australia le cattive notizie erano iniziate già prima.

All’undicesimo giro Kimi è transitato a 2”496 secondi dal leader Sebastian Vettel, e con un secondo di vantaggio su Nico Rosberg. La tornata successiva il tedesco della Mercedes ha provato l’undercut sul tandem ferrarista, ed una volta tornato in pista ha virtualmente superato Raikkonen già al termine del secondo settore. La Ferrari a quel punto è corsa ai ripari, chiamando subito in pit-lane Vettel e consentendo al tedesco di mantenere il comando della gara d’un soffio.

E Kimi? Era logico attendersi la sosta del finlandese al giro successivo, ma invece la Ferrari numero 7 è stata lasciata in pista fino al sedicesimo giro. Il risultato è stato che dopo il pit-stop Raikkonen è rientrato in pista ritrovandosi staccato da ben tredici secondi da Rosberg.

Maurizio Arrivabene ha dato la sua spiegazione:

“Kimi non stava perdendo tantissimo, quindi tenerlo fuori in quel momento era la cosa giusta da fare. Se lo avessimo chiamato prima forse avremmo compromesso la gara di Sebastian. Per cui credo che sia stata la decisione, giusta. Non puoi vincere con due piloti”.

Sulla bontà della decisione di dare la precedenza alla chiamata di Vettel non ci sono dubbi, ma è difficile comprendere i motivi per cui si sia messo Raikkonen nelle condizioni di perdere così tanto tempo nei confronti di Rosberg avendo di fatto una strategia (fino a quel momento) identica a quella del compagno di squadra.

“In quelle fasi è il team che decide – ha commentato Raikkonen – ed in quel frangente abbiamo perso subito una posizione su Rosberg”.

Gli sviluppi della strategia del muretto ferrarista sono stati poi azzerati dopo un solo giro, quando la bandiera rossa ha interrotto la corsa azzerando tutti i margini tra le monoposto.

Da Motorsport.com

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