A proposito di Kimi

GP Ungheria, rassegna stampa–31/07/2017

Kimi Raikkonen 10 Nemmeno fosse Kevin Costner con Whitney Houston, fin dalla partenza guarda le spalle a Vettel, lo segue come un’ombra, sa di poter vincere, ma non ci prova, conscio dell’importanza del suo ruolo. La sua gara è una gemma nel deserto. E’ dimostrazione di velocità, tecnica, sangue freddo, dedizione totale alla causa Ferrari. Corre da campione vero, senza sbavature e affanni, tra l’incudine (Vettel) e il martello (Hamilton). Gestisce una corsa infernale alla grande, dimostrando di essere ancora una pedina fondamentale nello scacchiere di Maranello. GUARDIA DEL CORPO

Da F1grandprix.com


Perché Raikkonen è diventato "incedibile

31 LUGLIO 2017 – MILANO

Ci sono due momenti che raccontano meglio di tutte le spiegazioni possibili quello che davvero ha fatto ieri Kimi Raikkonen. Uno è stato durante la premiazione, quando lo hanno chiamato sul podio. E da sotto, dalla pista colorata da tantissime bandiere bianche con la croce azzurra, è salito un boato che un attimo dopo non sarebbe stato nemmeno avvicinato da quello per il vincitore, Sebastian Vettel. L’altro è stato in conferenza stampa, quando a Kimi è stato chiesto se pensasse di avere avuto il passo per vincere, e lui secco ha detto: «Sì, assolutamente». Come nessuno, a cominciare da Sebastian Vettel, ha peraltro nemmeno pensato di mettere in dubbio.

CHI LO AMA Quello di Budapest è quasi gran premio di casa, per Kimi. La Finlandia è lontana duemila e più chilometri, ma non si direbbe. Lungo l’autostrada che dal centro città porta al circuito in questi giorni i soli striscioni esposti non erano per Lewis Hamilton o per Sebastian Vettel, erano per lui. Uno strepitoso: «Chiunque ami Kimi non può essere una persona cattiva». E di «buone persone» che lo amano ce ne sono un bel po’, qui e altrove. Ovunque, anche in Estremo Oriente, le bandiere finlandesi sono sempre tantissime. Improbabile che a sventolarle siano solo suoi concittadini. Sono tifosi di tutto il mondo che non lo vedono vincere da 86 gran premi (da Melbourne 2013, per l’esattezza), ma per i quali ieri è come se avesse vinto. O forse persino di più. Tutti quei giri attaccato al socio Vettel, ma senza mai pressarlo, due secondi di distacco, poi anche uno solo, al 52° e al 57° persino meno (8 decimi, 7 decimi), sono stati in un certo senso un capolavoro. Un servizio di scorta, una guardia armata ed efficace per impedire la rimonta delle Mercedes che dietro facevano anche loro gioco di squadra. Specie dopo il pit stop e il cambio gomme, con le soft, le Frecce si facevano via via più minacciose. Ma c’era lui a «far da cuscino». Stoppandole. Così che, per merito suo, più che altro, una gara in difesa, con gli occhi puntati sui tempi e le distanze, è riuscita ad entusiasmare. Il tutto senza che si sia vista nemmeno l’idea di un sorpasso vero.

RINNOVO Non che in mezzo alle tante critiche Kimi abbia mai dato l’idea di preoccuparsi granché, questo no: eppure ieri aveva l’aria di chi si è preso una rivincita. Facile far dell’ironia sul rinnovo di contratto che l’impresa gli avrebbe garantito. Immancabile la sua flemma: «Non c’è niente di diverso dagli altri anni. E non è una decisione che dipende da me». Kimi si è persino divertito a sentirsi provocato: se nel box non ci fosse stato Sergio Marchionne, avrebbe provato a superare Seb? Un sorrisetto. E poi subito serio: «Non avrebbe fatto nessuna differenza. Sono partito molto bene, sono arrivato forte alla prima curva. Ma tra compagni di squadra….». Sarebbe stato troppo rischioso, insomma.

GRANDE MACCHINAE così è cominciato il servizio scorta. «Oggi avevo una macchina grandiosa», ha poi spiegato meglio Kimi. E poi, insistendo sull’importanza della partenza: «Credo che sia stato decisivo quell’errore di sabato in qualifica». Quello che gli era costato la pole e del quale si era già molto rammaricato. «Una volta secondo, incastrato tra Vettel e le Mercedes, non volevo forzare la situazione. Forse avrei potuto ritardare il pit, restare fuori per qualche giro in più, ma è stato deciso così e bisogna avere fiducia nelle strategie della squadra. Allora ho seguito Sebastian, sperando che andasse più forte possibile, e stando attento, perché c’erano le Mercedes che mi davano la caccia. Anche se devo dire che non sono mai stato troppo preoccupato, perché, come ho detto, la macchina oggi andava benissimo». Dunque guardando più avanti che dietro. A un obiettivo possibile eppure mai mirato: «Ovviamente avrei voluto vincere, ma è stato lo stesso un grande risultato per la squadra»

Da Gazzetta.it


Quando Vettel e Kimi ti fanno venire il magone…

Fatico  persino a trovare le parole.

Se si è commosso un duro come Sergione Marchionne, figuriamoci io.

Ed è bello che in una domenica così ai box ci fosse anche il figlio del Drake.

Piero sa di cosa parlo.

Una delle più grandi gioie Ferrari.

Vettel stratosferico, costretto a guidare in condizioni estreme causa sterzo.

Raikkonen commovente per velocità, dedizione e spirito di sacrificio. Quando tanti detrattori in servizio permanente effettivo gli chiederanno scusa, eh, sarà sempre troppo tardi.

L’efficacia di una Squadra che un anno fa era a pezzi. Maurizio Arrivabene è stato spesso trattato come un crapulone di periferia, magari non lo era.

E Mattia Binotto ha dato un senso allo sforzo di gruppo, con Cardile e altri tecnici bravi.

Come finirà, non so.

In cuor mio, considerate le piste che ci aspettano, sospetto che la Mercedes rimanga favorita. Anche se sono curioso di comprendere quali conseguenze avrà la bizzarra vicenda Hamilton-Bottas (prego, passa pure, ma io però ripasso se tu non passi la Ferrari, cioè a quanto paure non si punta più su un uomo solo, in casa argentata. Boh).

Ma non importa.

Chi se ne frega del futuro.

Don’t worry.

Be happy.

Da Blog.quotidiano.net

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...