A proposito di Kimi

Interviste

Nuova avventura al via–10/03/2015


Kimi Raikkonen: «Ferrari in rimonta E la vera novità sono io non Vettel»

Raikkonen: «Una grande sensazione diventare papà. Ora la squadra è davvero unita Per battere la Mercedes serve un miracolo? Basta una buona macchina»

BARCELLONA Kimi Raikkonen, è nuovo lei o è nuova la Ferrari in questa F1 ormai pronta a dare il via al Mondiale 2015? «Guardate che io sono sempre lo stesso…». Ride di gusto, Iceman. Ha risposto così apposta, perché perfino a Kimi piace giocare con il personaggio Raikkonen, che è un po’ orso, un po’ arguto e un po’ amante dell’understatement. E originale: la sua compagna Minttu Virtanen gli ha appena dato un maschietto, ma del piccino si sa solo che alla nascita pesava 3,7 chili e che era lungo 51 centimetri. Magari l’ha chiamato davvero «3,7×51», però in ogni caso il nome rimane noto solo a un circolo ristretto di persone. Del resto, Kimi è anche colui che, quanto a comunicazione, vola bassissimo: sta a zero su Twitter (solo i tifosi alimentano un account; e su un altro, in teoria ufficiale, segue solo un interlocutore e appare ancora in divisa Lotus), mentre se cliccate sul sito Internet personale, appare la scritta «back soon», «torno presto».

Nuova Ferrari, allora…
«La squadra in inverno ha lavorato bene sull’insieme della macchina e ha recuperato la maggior parte del divario accusato nel 2014. Ma solo le gare diranno a che punto siamo».
Anche Raikkonen, però, un po’ diverso lo è: a gennaio è diventato papà.
«Beh, sotto questo aspetto, sì, la novità c’è». (nota: lo dice con un sorriso sincero, arrossendo perfino un po’) .
Fare il padre è un «mestiere» difficile?
«È presto per dirlo, sono appena all’inizio di un’esperienza che è comunque meravigliosa: non vedevo l’ora di avere un figlio. Il bambino è vispo e sano e pure sua mamma sta bene: sono felice. Mi pesa stare lontano da loro, però è il mio lavoro e non posso farci nulla».
Enzo Ferrari sosteneva che un pilota-padre diventa inevitabilmente più lento.
«Sarà dura essere più lenti dell’anno scorso…». E qui, invece, la risata è feroce…
Ci può raccontare che cosa intende per «nuova Ferrari»?
«Che tutto funziona meglio. Si lavora con un feeling superiore; c’è un team unito che fa le cose giuste e nella direzione corretta».
Lei è amico di Vettel. Però Jacques Villeneuve ha dichiarato che tra i piloti non può esserci amicizia.
«Jacques parla spesso e gli piace provocare. Io e Seb ci conosciamo bene e ora siamo felici di essere assieme alla Ferrari: ci spingiamo a vicenda per riportare la scuderia là dove deve essere».
Quanto è stato duro lavorare in una squadra perdente?
«Nello sport vince solo uno e tutti gli altri, a ben vedere, sono perdenti. Quindi, non vincere fa parte del gioco. Ma non è mai divertente e noi abbiamo provato a lottare. Anche la sconfitta, comunque, insegna: abbiamo imparato molto».
Lei è l’ultimo iridato della Ferrari. Quanto è stato sorprendente, tornando a Maranello, scoprire una Rossa dal profilo fiacco?
«Più che altro, mi ha colpito un altro aspetto: abbiamo capito troppo presto come sarebbe andata a finire…».
Nel 2014 ci sono stati vari «terremoti» nel team: era giusto ribaltare?
«Non giudico. Però per dare una vera svolta era necessario un cambiamento deciso. Immagino anche che ci fossero buone ragioni per modificare così tanto».
Quanto spesso sente il presidente Marchionne?
«Non tanto, lui è un manager impegnato…».
Le ha già venduto una Fiat?
(risata) «No, non ancora. Scherzi a parte, ci sentiamo: si informa su quello che stiamo combinando».
Altra tesi del paddock: Raikkonen lavorerà meglio con Vettel che con Alonso.
«Mah, delle differenze ci saranno. Però la cosa fondamentale non è tanto che cosa ci diremo Seb ed io, quanto come tutti stanno lavorando».
A proposito di Fernando e del suo incidente non ancora chiarito. Quanto gli è capitato rischia di generare dubbi in voi piloti?
«Noi dobbiamo salire in macchina avendo sempre fiducia in tutti e in tutto».
Che cosa le piace di più della nuova situazione alla Ferrari?
«Il fatto che la macchina risponde bene: lavoro e sacrifici saranno ripagati».
Kimi Raikkonen che cosa chiede al Mondiale 2015?
«Parlo in generale: la Ferrari oggi è migliore rispetto al 2014. Mi aspetto molto da noi stessi e attendo progressi decisi».
Sarete i primi degli altri?
«Ci proveremo».
Quando affronterà la questione del nuovo contratto?
«È presto: prima mi preoccupa ritrovare la «performance» in pista. Ci sarà tempo per parlare di certe cose».
Per battere la Mercedes occorre un miracolo, oppure basta una buona monoposto?
«Lavorando come sappiamo, forse non servirà un miracolo: facciamo le cose giuste, i risultati arriveranno».

Da Corriere.it



Uomini felici–20/02/2015


Ferrari boss says F1 should expect a new, happier Kimi Raikkonen

Ferrari team principal Maurizio Arrivabene believes Formula 1 will see a new, happier Kimi Raikkonen this year.

The 35-year-old endured the worst season of his F1 career in 2014 with a solitary fourth place in Belgium his best result.

The Finn, who was Ferrari’s last world champion back in 2007, was well-beaten by team-mate Fernando Alonso, finishing 106 points and six places adrift in the drivers’ standings.

He struggled with the handling of the Ferrari, which did not suit his style of being heavy on the front tyres and gentle on the rear.

But Raikkonen seemed happier during 2015’s opening test at Jerez and has said that he is feeling more comfortable with the car.

And Arrivabene says he has noticed a change in Raikkonen’s typically uncommunicative persona, joking that the Finn must be feeling "sick" because he’s smiling so much.

"He had his problems [last year]," said Arrivabene. "Problems because he was not feeling the car, especially the front.

"It was not a car that was adapted to the style of Kimi.

"He is demonstrating that these days, he is feeling the car better and he is smiling.

"This is very, very strange. It is the real scoop of the weekend."

Arrivabene added that Raikkonen’s behaviour in the garage has also been different to 2014 so far during testing.

"Kimi was also on the ground to move the car and try to adjust something," he said.

"I asked him: ‘What are you doing?’ He said ‘I was a mechanic’.

"This is the atmosphere in the team, all the guys around him were surprised to look at him and to hear him talking and talking and talking.

"I thought he was sick but he is not. It is just enthusiasm and I am sure this year Kimi can demonstrate his level.

"Kimi is very motivated and he is getting very, very well with [new team-mate] Seb [Vettel] and this is great."

Da Autosport.com


Circuit: Montmelò circuit – 4.655 km
Driver: Kimi Raikkonen
Car: Ferrari SF15-T
Weather: Air temperature 4/14 °C, track temperature 9/20. Sunny
Laps/Km completed: 90/419
Fastest time: 1:24.584
Tyres used:  Soft, Medium, Hard,
Programme: System checks, long runs, set-up work and tyre testing.

Kimi Raikkonen: “Today was not ideal, we had some small issues which prevented us from running as much as we wanted, but still we managed to do other stuff, try things and learn. We are going in the right direction in all areas and the team did a good job over the winter. Of course, racing is a different story from testing, but so far it has been good. The team bosses have managed to put the right people in the right places. It’s still early days, but everybody seems to enjoy it more. For the next test we’ll try to put the right things into the car”.

Da Ferrari.com


Bilancio dei test, opinioni–06/02/2015


Mauro Forghieri: Non è la Ferrari di Alonso, Tombazis e Fry

Ingegner Forghieri, la Ferrari torna a casa dalla Spagna con il sorriso sulla faccia dei tecnici e dei piloti. Fuoco di paglia o il vento è cambiato?
“A mio modesto avviso si possono dire, in questo preciso momento, poche cose credibili in merito all’esordio della SF15-T. Vettura decisamente meno brutta rispetto a quella del 2014. La nuova Ferrari mi sembra “più sana” se volessimo confrontarla con la F14-T, mentre non sono assolutamente in grado di stabilire se gode di maggiore o minore carico aerodinamico e probabilmente gli stessi tecnici di Maranello non hanno ancora l’esatta cognizione di quali siano gli effettivi punti di forza e i limiti della nuova macchina. Con la definzione di “più sana”, intendo la capacità di risposta della vettura rispetto agli interventi e quindi alle aspettative degli ingegneri. La nuova monoposto risponde puntualmente in positivo o in negativo alle soluzioni adottate di volta in volta e questo è un fattore di valutazione molto importante e contituisce un elemento promettente. Mi auguro che gli uomini della Ferrari abbiano raccolto tanti dati preziosi in questa prima sessione di test.”

Tombazis e Fry non ci sono più. I loro sostituti sono in gran parte giovani italiani che da anni lavorano alla Ferrari, una storia simile alla sua quando all’età di 23 anni si è trovato a dirigere il reparto corse dopo un’epurazione di tecnici decisa in poche ore da Enzo Ferrari…
“Un altro aspetto importante della Ferrari 2015, è l’entusiasmo ad un livello che mancava da anni ed anni tra gli uomini di Maranello. L’esplosione di battimani quando Sebastian Vettel è rientrato ai box di Jerez, è la prova migliore del livello di intesa e di complicità di un team che sta bene insieme sotto la regia di Maurizio Arrivabene, uomo con grandi capacità motivazionali. Se è vero che è stato Sergio Marchionne a designare Arrivabene alla guida della squadra, mi sembra non potesse fare scelta più azzeccata il presidente del Cavallino Rampante. Maurizio lo conosco sin dai tempi in cui – con Aleardo Buzzi al vertice della Philip Morris – aiutava economicamente Clay Regazzoni a correre in Formula 1. E poi Arrivabene, grazie alla precedente lunga esperienza nel settore del marketing, ha il pregio di conoscere quali sono i migliori canali per trovare mezzi ecnomici per la squadra che, visti i tempi di crisi, per quanti possa disporne, non bastano mai. I quattrini inoltre hanno il pregio di aiutare a superare meglio gli errori. “Meglio piangere in Rolls Royce che su un tram”, sosteneva Aristotele Onassis.”

Nella sua lunga carriera a Maranello ha disegnato di tutto: motori, alettoni, telai, sospensioni, monoposto e prototipi di successo… Quali sono gli aspetti della nuova vettura che di più hanno colpito la sua “visione” di tecnico?
“Ritengo in assoluto che l’aspetto più importante della nuova Ferrari sia quello del profondo miglioramento della meccanica della vettura, carenza invece che aveva segnato pesantemente i risultati, almeno negli ultimi tre anni. Penso che i correttivi apportati da Allison con il nuovo staff dei giovani ingegneri, siano scaturiti dalla lunga serie di lamentele sollevate da Kimi Raikkonen in passato. Quante volte il pilota finlandese manifestava poca fiducia per la macchina che, secondo lui, non riusciva a controllare in quelle che avrebbe voluto reazioni più dirette? Vedendolo guidare la F14-T, Kimi sembrava un principiante. A Jerez invece ha svolto un lavoro importante e mi risulta che oggi Raikkonen sia molto contento del suo primo approccio con la nuova Ferrari, tanto quanto Sebastian Vettel, compagno con il quale – aspetto non trascurabile – va molto d’accordo. Kimi è un pilota istintivo, tutt’altro che sprovveduto e se ha confermato le qualità di base della SF15-T, significa che la strada imboccata dai tecnici è quella giusta. Da qui a vincere un Gran Premio, bisogna andarci piano perchè nei test spagnoli i concorrenti non hanno mostrato il loro vero potenziale, quindi la cautela è d’obbligo.”

La vettura 2014 soffriva in particolare per una carenza nella componente motoristica. Si diceva che il peccato originale fosse il sottodimensionamento della power unit…
“I concorrenti della Ferrari ritengo abbiano cercato, in questa prima fase, l’affidabilità e i migliori protagonisti della scorsa stagione dovrebbero confermarsi anche nel campionato 2015, sebbene a Maranello un passo avanti lo hanno fatto sicuramente con l’evoluzione della componente motoristica, migliorando la coppia intermedia attraverso un profondo lavoro sull’elettronica, aumentando il dimensionamento del turbocompressore e cercando nuove soluzioni per ottimizzare la combustione con quella “brutta bestia” che è l’iniezione diretta nei motori sovralimentati. Raccogliendo voci di corridoio, mi pare di capire che gli ingegneri abbiano svolto un gran lavoro di ricerca mettendo a punto soluzioni interessanti. Questi sono gli aspetti più rilevanti, non quelle strane considerazioni sulla distribuzione dei molleggi derivanti dalla sospensione pull rod rispetto alla push rod: tutte due le soluzioni sono valide portando a risultati equivalenti, quindi senza differenze se non nel meccanismo di funzionamento. Mentre su queste vetture la vera differenza è costituita dal motore.”

I risultati consueguiti a Jerez quest’anno, in termini di affidabilità e prestazioni, sono stati molto diversi rispetto all’esordio nelle passate stagioni…
“I tempi registrati a Jerez non devono far nascere troppe speranze perchè il lavoro da svolgere è ancora lungo e impegnativo. Però se di buon mattino c’è un po’ di sole, è già un buongiorno che dovrebbe scongiurare l’arrivo delle fredde nevicate di questi giorni. La prossima sessione di test prevista a Barcellona potrebbe offrire maggiori elementi in termini di continuità di prestazioni. Consideriamo che oggi i tecnici di riferimento della Ferrari sono molto giovani e questo comporta un vantaggio indiscutibile: hanno la testa in un continuo turbinio di idee a differenza dei vecchi che quando si trovano nel pantano, purtroppo non reagiscono con la stessa velocità ed energia. I più giovani non si vergognano di imparare guardando cosa fanno gli altri ed in questo, devo riconoscerlo, gli inglesi sono bravissimi, mentre noi italiani, credendoci un po’ tutti figli di Leonardo da Vinci, a volte ci sentiamo troppo importanti, quando invece la grandezza di un uomo si misura dalla modestia. I giovani devono esserci perchè sono il futuro e la Ferrari è sulla buona strada per diventare competitiva come tutti noi vogliamo. Poi vincere è cosa diversa, sebbene mi senta di condividere il pensiero di Horner della Red Bull, il quale si è ripromesso di mettere sotto pressione la Mercedes: mi sembra una ottima strategia per iniziare ad imporsi in un campionato che l’anno scorso aveva le sembianze del monomarca.”

La vittoria appare ancora lontana, ma il primo passo in quella direzione pare sia stato fatto, quindi potremmo pensare ad una evoluzione positiva durante la stagione sportiva, contrariamente alla regressione senza fine degli anni scorsi…
“Ammetto – amando la Ferrari per le ragioni che tutti possono ben comprendere – di essere contento perchè ero stanco e dispiaciuto di vedere la “mia squadra” maltrattata moralmente. Con ciò non voglio dire che la Ferrari sia uscita dal pantano in cui si era venuta a trovare negli ultimi anni, ma almeno oggi si respira aria nuova senza dover subire il condizionamento di vivere con un team dentro ad un altro team. Questa è stata la grave colpa del passato: Alonso, Tombazis e Fry insieme avevano creato una squadra nella squadra, generando una condizione negativa di alternanze politiche. Anzichè unire gli uomini, avevano dato origine a divisioni interne sempre più profonde, con rimpalli di responsabilità e alibi che non potevano portare risultati nel lavoro.”

La faccia di Alonso, anno dopo anno, era sempre più buia, così come stagione dopo stagione anche la faccia dei tecnici attorno a lui assumeva la stessa espressione nell’attesa di un risultato che ormai tutti sapevano impossibile…
“Fernando Alonso è un gran pilota, non c’è ombra di dubbio. Ma ha avuto a disposizione una macchina che non andava bene nemmeno a lui. Ricordate le critiche che ha rivolto in pubblico ai suoi tecnici? Dovunque è andato, mai ha saputo creare il buonumore e quella coesione all’interno di tutta la squadra, fattori che sono indispensabili per progredire. Con Alonso gli uomini della Ferrari erano in difficoltà tra loro e, come ho detto prima, arrivando al paradosso di avere una squadra dentro alla squadra, condizione questa che un pilota deve assolutamente evitare. Dall’esperienza che ho maturato con Niki Lauda, con Clay Regazzoni, con Jody Scheckter, ho visto come questi piloti sapessero “fare squadra”, creando il clima ideale per lavorare, includendo e non escludendo, infondendo a piene mani la speranza del risultato. A un meccanico impegnato tra box e officina praticamente senza orari, chi può offrirgli la speranza che il lavoro svolto sia proficuo, se non il pilota? Per fortuna che tra Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen corre buon sangue e poi guidano in modo abbastanza simile. Invece fino all’anno scorso anche il solco tra compagni di squadra era molto profondo. Per fortuna è cambiato tutto. Sono proprio contento e fiducioso.”

Da formulapassion.it



2014, bilancio abbreviato…–14/12/2014


Kimi Raikkonen insists tough 2014 F1 season at Ferrari no surprise

Kimi Raikkonen says he expected to endure a difficult 2014 Formula 1 season after rejoining Ferrari from Lotus.

The Finn failed to finish on the podium for the first time since his debut F1 campaign in 2001, and his 12th place in the championship was the lowest finish of his career.

Raikkonen, a race-winner with Lotus in 2012 and ’13, said it was no surprise to him that he faced a tough adjustment period back at Ferrari after four years away.

"Obviously with the new team I expected it to be difficult because of how things work," said Raikkonen, who will work with a different race engineer in 2015.

"If the car doesn’t suit you, and [I’ve had] similar situations before with Ferrari, it’s not easy to change things when certain things are not right for you.

"Over the year they have a clear plan what we have to improve to get back where Ferrari should be.

"I feel all the areas are going to make a big, big improvement.

"It’s unfortunate we’ve had this kind of year because it’s not good for me, Ferrari or fans of Ferrari, but that’s part of the game.

"It’s not the first time I’ve had difficulties – you just have to take the good out of them and make sure it does not happen for the future."

The 2007 world champion said the bad season on his side was less important as the Ferrari had not been quick enough to fight for the title anyway.

"I have had difficult seasons before – it doesn’t matter, it is what it is," he added.

"When you’re not fighting for the championship it makes no difference, it was just overall difficult all the time."

Da Autosport.com


Kimi vede lontano, intervista–10/12/2014


Da Autosprint n.49 del 09/12/2014:

  

  

  


A un anno dal ritorno–05/12/2014


The First Time – with Ferrari’s Kimi Raikkonen

2014 has been a year of firsts for Kimi Raikkonen, and not all of them wanted – his return to Ferrari marked his first winless Formula One season since 2006, and his first without a podium since his maiden year in 2001.
As the Finn refocuses for 2015, determined to help the Scuderia become a front-running force once more, we asked him about some of the other firsts in his life – including why he never bothered with childhood heroes, how his first big crash came in one of his first F1 tests, and why he quickly established as a child that ice hockey wasn’t for him…

Who was your first hero when you were a child?
Kimi Raikkonen: I never had any heroes. That’s not for me.

What was the first Grand Prix you can remember watching?
KR: I don’t know the year, but it was in the times when Keke Rosberg was driving – and then when [Mika] Hakkinen was racing. Of course you are interested when you see that some of your compatriots are racing.

How old were you when you first decided you wanted to be an F1 driver?
KR: I wanted to do many things when I was a kid. And making it into Formula One – I didn’t really believe it was possible until I was 17 and had won some races.

When was your first big accident in a race car?
KR: It was with Sauber at a test. One of my first outings in a Formula One Car!

What colour was your first helmet?
KR: White – and off the shelf.

When did you win your first trophy in racing and what did it look like?
KR: No idea, but for sure it was small. And if I dug deep enough in my house I would probably find it.

 
What was the first road car you drove?
KR: It was a Lada – the family car.

Where was the first house you lived in?
KR: Of course, the family house in Espoo.

How nervous were you on your first day of school?
KR: I cannot remember. But for sure I have been nervous many times – also at school.

What was the first meal you ever cooked?
KR: I guess some pasta. For sure nothing complicated. (laughs)

What was the first thing you did this morning?
KR: Wake up!

What was the first thing you did after getting your first F1 seat?
KR: I was happy about it. I had done a test beforehand and was not sure if I had the seat – so I was just happy.

What was the first record you bought?
KR: It was a Guns N’ Roses cassette.

What was the first sport you participated in as a kid?
KR: Very likely ice hockey. I think all boys in Finland play hockey at one point in their childhood. I stopped because I had to wake up so early in the morning for the training – that was not for me.

When was your first romantic kiss?
KR: Hah! I don’t know. It must have been in school. That is way over 20 years ago…

When was the first time you were asked to sign an autograph for a fan?
KR: Maybe it was in Formula Renault.

When did you first taste champagne?
KR: When I raced in Europe and won – whatever race.

Which would you eat first – a piece of fruit or a piece of chocolate?
KR: I am not into chocolate so much so very likely fruit. Candy would be a different matter… (laughs)

 
What was the first word you said as a baby?
KR: My parents have told me, but I don’t remember. I am no good at remembering.

Da Formula1.com


GP Abu Dhabi, il futuro compagno–20/11/2014


Ferrari F1 2015: Kimi Raikkonen expects ‘fun’ with Sebastian Vettel

Kimi Raikkonen believes his close relationship with new Ferrari Formula 1 team-mate Sebastian Vettel will be a boost to Maranello’s efforts to return to the front of the grid.

Nearly two months after Vettel agreed to join Ferrari, the Italian F1 outfit finally announced on Thursday that the German would be replacing Fernando Alonso next year.

The move is one that Raikkonen is excited about, as he claimed that Vettel is the driver he knows the best in the paddock.

"Obviously I haven’t worked with him before in the same team but I know him best out of any of the guys," said the Finn.

"Our relationship has been always been very straightforward and I don’t expect any changes.

"On that side, I expect it to be normal and good, and hopefully we can get the team where we should be."

Raikkonen reckons he and Vettel can put their own competitive interests to one side, and actually have "fun" in their quest to help Ferrari.

"I think it is nice to be with him in the same team and obviously the main objective is to get the team, Ferrari, in the position where we should be in front," he said.

"We try to beat each other all the time, but we can have fun and get things done in a good way."

Da Autosport.com


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