A proposito di Kimi

Interviste

Regole più chiare–05/11/2018


Kimi Raikkonen: Tougher penalties would stop F1 ‘stupidity’

Kimi Raikkonen believes tougher stewarding on bigger incidents would eliminate "stupidity" from Formula 1 drivers.

The FIA is constantly adapting its stewarding process to try to improve how it polices bad driving, ranging from appointing former racing drivers to its panel of race officials back in 2010 to tweaking how those stewards should consider applying penalties.

New penalty options and a driver penalty points system are among the ways the FIA has recently tried to clamp down on even minor indiscretions and deter repeat offenders.

Stewards have been criticised heavily by several drivers for being too harsh with penalties but Raikkonen believes the perception they have been "very strong" is incorrect.

"It is so random, that you cannot really say it’s very strong," he told Autosport.

"If they would be very strong on the right things, then they wouldn’t need to do a lot of other stuff.

"If you are strong enough to stop certain stupidity that is happening, I think we wouldn’t have to have these small penalties here and there, for no big reason.

"Sometimes you have a good reason, sometimes not – but it is so random.

"If you would be really strict in the main points, then the whole thing would change. Then nobody would start doing stupidity."

Presently, one licence penalty point is automatically applied when a driver is punished for a driving offence.

Max Verstappen has been a vocal opponent of that system, and is particularly aggrieved by the concept of punishing drivers for small demeanours.

Raikkonen believes if a precedent was set with bigger incidents then "you don’t need to give, every time, five seconds or 10 seconds for crazy things".

"That is the issue, that it looks like it’s very harsh or very hard, but it is actually not hard enough in the right place," said Raikkonen.

"Then the rest would sort itself out.

"I think it just looks a bit silly, because you get [penalties] for this or that and then last race somebody does [same] and it’s completely the opposite thing.

"If it’s been done a proper way and hard enough on the right thing, where everything starts, then I am sure it would look a lot better [and] it would work out better."

Da Autosport.com


Semplicemente Kimi–24/10/2018


Raikkonen Ferrari resurgence made 2018 F1 season ‘more fun’

Ferrari driver Kimi Raikkonen believes his resurgent 2018 Formula 1 season has been down to things "running more smoothly" that have made the year "more fun".

Raikkonen will leave Ferrari at the end of the season to rejoin Sauber, bringing an end to his second spell with the Scuderia after returning to the team in 2014.

He has struggled for form throughout much of that spell, but this season has been his strongest so far.

It has featured 10 podium finishes from 18 races, pole position for Ferrari’s home race in Italy and a first victory in five and a half years in the United States last weekend.

Speaking exclusively to Autosport in Austin, before he went on to end his 111-race win drought, Raikkonen said: "Generally things have been running more smoothly.

"It depends if the car is good or not, then we found straight away [it is], but I have a good group of people that I’ve been working this year.

"It’s been a shame to lose [race engineer Dave] Greenwood, but then in the beginning of the year he was working with us.

"So we had a very strong foundation to go and build [from], but I think it’s been more smooth.

"We had [a] few unfortunate races, that we didn’t finish, but that’s how it goes sometimes.

"We’ve been up there at least fighting, so [that’s] obviously always more fun."

Raikkonen retired from the third race of the season in Bahrain thanks to a botched Ferrari pitstop that left a mechanic with a broken leg.

He also suffered an engine problem in Spain and had unspectacular races in Monaco and Canada, before sparking back into life with a mid-season run of five straight podiums.

Ferrari lost its way with upgrades in its fight against Mercedes, which has put its rival on the brink of a fifth straight title double, but Raikkonen believes Ferrari is not far from being able to beat it.

"If you take [the season] generally we’ve been very good, and [we were] not really missing anything," said Raikkonen.

"It’s putting everything together and avoiding any major issues on us as drivers or any other part.

"In the past it was very easy to expect that everybody has some DNFs and stuff, but these days you cannot just count on, ‘Oh I didn’t finish the race, it’s going to happen [to others as well]’.

"It doesn’t work like that anymore.

"I don’t think there is any magic. I don’t think F1 has changed since 20 years ago – the same things make the car fast today as they did 20 years ago.

"You don’t need to try to create new things [to be successful]."

Da Autosport.com


Raikkonen esclusivo: “Non avevo mai visto un GP fino al primo test in F1 con la Sauber!”

Kimi Raikkonen, fresco vincitore del GP USA chiarisce che a Monza “…volevo conoscere il mio futuro, non ero interessato al tipo di risposta”. E su Vettel: “Non so se ha fatto molti errori. In Germania è uscito, ma le condizioni erano difficili. Da fuori è facile giudicare…”.

Nel paddock di Austin gli spazi a disposizione dei singoli team sono decisamente ridotti, e quando ci presentiamo all’appuntamento con Kimi Raikkonen, nell’hospitality della Ferrari tutti i tavoli sono occupati dal personale per il pranzo.

Arriva in soccorso Maurizio Arrivabene che si rivolge a Kimi: “Vi presto il mio ufficio”. Iceman entra per primo, e si accomoda sulla sedia di Arrivabene, il quale divertito la butta li: “Dai Kimi, sei il team principal, dicci cosa dobbiamo fare”.

Iceman sorride, ma per poco, poi attacca: “Bene, tutti fuori di qui, ho un’intervista da fare e non disturbate!”.

Dopo le prime domande di prassi, Raikkonen si è lasciato andare, rivelando un personaggio che dell’Iceman ha ben poco. Un modo sorprendentemente normale di vivere la vita, così comune da diventare un tratto distintivo.

Sorrisi, battute, senza preoccuparsi del tempo che è trascorso velocissimo, diventando il doppio di quello programmato. Una delle domande dell’intervista è stata sulla possibilità di non salire mai più sul gradino più alto del podio, e questa è stata la risposta:
“Ovviamente vogliamo vincere, è questo il motivo per cui siamo qui. Ma che arrivi o meno, una vittoria non cambierà la mia vita, nel bene e nel male. La gente non credo si aspetti che io vinca, ma quando sono tornato in Formula 1 con la Lotus, nessuno immaginava che potessi tornare a vincere e, invece, è successo. Quindi, mai dire mai”.

Ventiquattr’ore dopo Kimi Raikkonen ha vinto il Gran Premio degli Stati Uniti.

Per molti appassionati, ed anche addetti ai lavori, questa è stata la tua miglior stagione nel secondo ciclo che hai trascorso con la Ferrari. Cosa è cambiato rispetto alle annate precedenti?
“Iniziamo col dire che in ogni stagione c’è una monoposto diversa, e le prestazioni dipendono molto da quanto performante è la vettura. Credo che in generale le cose siano andate meglio, il feeling con la monoposto è stato immediato, e collaboro con un buon gruppo di persone”.

“È stato un peccato concludere la collaborazione con Dave Greenwood, con cui ho lavorato a lungo compresa la fase iniziale di questo Mondiale, ma ha lasciato delle basi solide su cui abbiamo proseguito riuscendo anche a fare dei passi avanti”.

“Ci sono stati dei weekend sfortunati, in cui purtroppo non è stato possibile concludere la gara, ma in generale siamo riusciti ad essere sempre nella lotta per le posizioni di vertice, e diciamo che è stato più divertente rispetto agli anni precedenti”.

Cosa credi che manchi alla Ferrari per battere definitivamente la Mercedes?
“Per la maggior parte della stagione credo che siamo stati in grado di batterli, e complessivamente sempre molto, molto vicini. Ma quando i margini sono così ridotti, capita che in alcuni weekend ci possano essere piccole cose che risultano determinanti”.

“Abbiamo visto nelle ultime gare che la nostra performance non è stata eccezionale, ma sono convinto che tutti nel team siano stati molto bravi, e non credo che manchi nulla in particolare per potercela giocare”.

“Bisogna però mettere tutto insieme, cercando di evitare imprevisti e problemi, perché se in passato era normale che tutti nell’arco di una stagione mettessero in conto dei ritiri, oggi non è più così. Anni fa accadeva che non terminavi un Gran Premio e ti dicevi ‘si, ma succederà anche ai miei avversari’, mentre oggi non funziona più così”.

“Ci sono piccole cose che possono comportare un ritiro, come un errore o un incidente, e questo ha un impatto enorme nell’economica di un campionato. Non credo che serva qualcosa di magico (per battere la Mercedes) ma solo concentrarci sul nostro lavoro, su tutte le piccole cose, e restare concentrati su noi stessi. Sono convinto che la F1 non sia cambiata rispetto a 20 anni fa, le cose che rendono una monoposto veloce sono le stesse, e non c’è bisogno di inventarsi nulla, solo lavorare e fare le cose nel modo giusto”.

Però 20 anni fa si parlava poco o nulla di pneumatici, mentre oggi sembra essere l’unico argomento che tiene banco nei weekend di gara. Credi sia meglio o peggio?
“Dal mio punto di vista non credo sia meglio. Sappiamo che oggi la situazione non è come venti anni fa, perché abbiamo tutti le stesse gomme, e non essendoci concorrenza come ai tempi del confronto tra Bridgestone e Michelin, è chiaro che il livello di eccellenza non è lo stesso. Quando hai un confronto tecnico la qualità aumenta sempre”.

“Anni fa i team chiedevano ai fornitori degli pneumatici che rispondessero alle loro esigenze specifiche, e venivano realizzati ad ‘hoc’ con costi ovviamente molto alti. Chi fornisce le gomme oggi non ha il problema di dover battere un avversario, quindi non credo che vengano spese le stesse energie, e sono certo che in generale la qualità non sia la stessa”.

“Da parte nostra sappiamo che sono gomme uguali per tutti, e investiamo davvero molto tempo ed energie per cercare di tirare fuori il massimo da questi pneumatici. Ma personalmente non è un aspetto che mi piace, diciamo che ci dobbiamo convivere”.

Rimpiangi anche il periodo in cui le squadre potevano provare molto in pista?
“Non tantissimo, ma diciamo che stava ai team decidere se girare oppure no. Oggi però vengono spese delle cifre talmente elevate per i simulatori da pensare che sarebbe più economico tornare a girare in pista. Ne sono certo”.

“Non intendo il girare ogni giorno tra una gara e l’altra, ma se si pianificasse un buon numero di test, sono sicuro che sarebbe più economico rispetto ai budget che richiedono i simulatori, e la differenza è che si lavorerebbe nel mondo reale”.

Parliamo della prossima avventura che ti attende alla Sauber. È stata una scelta di passione?
“Non è che proprio volessi restare (Kimi scoppia a ridere…) voglio correre, questo sì, ma non mi esalta particolarmente l’idea di restare in Formula 1. Chiarisco: la gara sì, il resto no, quindi è stata una scelta un po’ complicata”.

“Ho scelto di andare in Sauber per diversi motivi, perché sono convinto che abbiamo una buona squadra, che si possano fare delle belle cose insieme e in più sono anche vicino a dove vivo. La squadra è in una fase di grandi cambiamenti dopo anni difficili, magari all’inizio non sarà facile, ma è una sfida diversa, e potremmo sorprendere molta gente. E poi credo che sarà divertente”.

Forse la tua famiglia era pronta ad averti a casa a tempo pieno: come è andata quando hai comunicato la tua decisione?
“Nessun problema! Mia moglie è stata favorevole, e credo che avrò comunque più tempo da trascorrere in famiglia”.

Maurizio Arrivabene ha raccontato di aver chiarito la situazione futura a te e Sebastian alla vigilia della gara di Monza, confermando di essere stato certo che questo non avrebbe avuto alcun impatto sulle tue performance.
“Sono da un po’ in questo sport, e credo di aver visto molte situazioni. Sinceramente non credo che avere o meno un contratto faccia la differenza quando sei in pista. L’unica cosa che ho chiesto alla Ferrari è stata di conoscere il mio futuro, non ero interessato al tipo di risposta, ma volevo sapere cosa era stato stabilito per poter fare le mie scelte professionali e di vita, questo è ciò che volevo. Non ho alcun risentimento in merito a quanto è stato deciso, sono contento di andare dove ho deciso di andare, e non cambia davvero nulla dal mio punto di vista, correrò comunque”.

Alcuni piloti sostengono che la Formula 1 nelle prime file sia uno sport diverso rispetto al resto della griglia…
“No, non penso, è lo stesso sport, non credo che ci sia qualcosa di diverso. Ogni squadra gestisce gli aspetti in modo leggermente diverso, pur perseguendo gli stessi obiettivi. Sono stato in un team svizzero, inglese ed italiano, e tutti hanno un loro modo per affrontare le problematiche, ma non credo che lo sport cambi. Probabilmente se sei nel gruppo di metà classifica sarai coinvolto in un’azione maggiore in pista, credo che sotto certi aspetti sia anche più entusiasmante”.

Togliendo di classifica i tre top team ci sarebbero in effetti sei piloti in lotta per il titolo…
“Con questo dato confermi quello che ho detto, ovvero che a metà classifica il confronto è più serrato, e spessi si vede bene in pista. In un certo senso c’è più lotta in quella zona dello schieramento”.

Negli ultimi anni abbiamo visto i commissari sportivi infliggere un crescente numero di penalità. Sei d’accordo con questa linea?
“Non credo che siano più duri rispetto al passato, ma trovo che gli interventi siano occasionali. Credo che in alcuni casi sarebbe auspicabile una linea più dura, e se fosse davvero così, sono certo che i commissari avrebbero meno lavoro da fare”.

“Se i provvedimenti fossero rigidi e davvero punitivi, non ci sarebbero più certe stupidaggini che vediamo in pista ultimamente. Purtroppo vediamo spesso piccole punizioni che in alcuni casi non hanno neanche tanta ragione di esserci. A volte le motivazioni sono corrette, altre meno, e tutto è decisamente casuale”.

“Abbiamo visto casi in cui un pilota ha subito penalità di cinque o dieci secondi per un’infrazione che la gara precedente non è stata sanzionata, è questo che non funziona. Vorrei punizioni più dure, ma applicando sempre lo stesso criterio”.

Essere stato l’ultimo pilota a laurearsi campione del Mondo al volante di una Ferrari ha per te ancora un significato particolare?
“Non ci penso. Magari un giorno mi fermerò e penserò ‘ah, sono felice di essere l’ultimo campione del Mondo con la Ferrari’, chissà, ma se devo essere onesto è qualcosa a cui proprio non penso. La gente a volte me lo ricorda, ma magari tra poco non sarà più così, e ci sarà un nuovo campione del mondo in Rosso”.

Ti capita invece di pensare a delle gare perse per ordini di squadra?
“Fa parte della vita, a volte è così. Se si rivede tutto ci sono sicuramente gare in più che avresti potuto vincere e che non hai vinto per piccole cose, ma credo che sia sempre così”.

Com’era il tuo rapporto con il presidente Sergio Marchionne?
“Personalmente sempre molto buono. Un rapporto genuino, schietto, poi gli italiani hanno un’attitudine unica nello scrivere grandi storie, a volte giuste altre sbagliate. Ma non posso che confermare che il mio rapporto è sempre stato diretto”.

Baratteresti una Formula 1 senza media e pubbliche relazioni ma al dieci per cento del tuo stipendio?
“No, e penso che se ne andrebbero tutti! Per prima cosa non credo che siano i media a farci guadagnare lo stipendio che percepiamo, anzi”.

“Sento che la gente si lamenta perché la Formula 1 non è sempre esaltante come vorrebbe, ma se penso a quante cazzate ci sono nei media, storie, pettegolezzi e cose del genere, beh… credo che senza questi aspetti la Formula 1 sarebbe molto migliore”.

“Quante volte vengono scritte cose false, che in realtà danneggiano l’immagine di questo sport, se ce ne fossero meno, o se non ce ne fossero più del tutto, sarebbe meglio per la Formula 1”.

Hai sorpreso molta gente con il tuo ingresso nel mondo dei social media. È un gioco o un modo per avere una linea diretta con i tuoi sostenitori?
“Penso che sia bello per i fans. Non ci sono altre particolari ragioni dietro questa scelta, vedrò poi in futuro cosa ne verrà fuori”.

Ti è mai accaduto di non aver voglia di partire alla vigilia di un weekend di gara?
“Molte volte, anzi, la maggior parte delle volte! Odio viaggiare, lo sai. Se potessi guidare da casa fino alle piste forse sarebbe già meglio, perché non mi piace trascorrere così tanto tempo sugli aerei e negli aeroporti”.

“In Europa va meglio, perché comunque sono trasferimenti brevi, ma le altre volte mi sento proprio di mer… No, non mi dispiace se lo scrivi. Penso spesso che mi piacerebbe di più stare a casa, perché non mi piace il viaggio e tutto il resto. Ma amo correre, e nella vita non si può sempre prendere la parte ci che piace evitando il resto”.

“Anche se fai un lavoro che reputi bellissimo, ci sono sempre alcuni aspetti negativi, alcune cose di cui non sei un grande fan. Credo che valga per tutti gli aspetti della vita in generale”.

Il Gran Premio ideale per te sarebbe il GP di Svizzera!
“Sarebbe forse meglio, ma… ci sono anche altri tipi di problemi oltre a quelli logistici. Adesso è un periodo in cui mio figlio è sempre attaccato alle mie gamba, e non è bello dirgli papà torna a casa tra due settimane’, ed anche la bimba più piccola sta iniziando a capire sempre di più, credo che il prossimo anno sarà più cosciente”.

“Quando vai via hai sempre un pensiero in testa, e a volte quando sei lontano, magari stanco a fine giornata, capita di pensare… ‘ma che ca… sono qui a fare? Potrei essere a casa ora’. Ma credo sia normale per tutti coloro che trascorrono molto tempo lontano dalla famiglia”.

C’è chi ha calcolato il tempo che si trascorre in aereo nell’arco di una stagione in 500 ore…
“Credo che sia meglio non saperlo, ed io infatti non lo so. A volte mi chiedono quanti giorni all’anno passo lontano da casa, ma davvero non lo so, immagino che se lo facessi mi ritroverei a pensare ‘oh ca…’!”.

Come reagirai se un giorno tuo figlio di chiederà di fare del karting?
“Ma lo ha appena chiesto! Non so come gli sia venuta in mente di guidare un kart. Me lo ha chiesto un mese fa, è saltato fuori con ‘Voglio provare un kart, andiamo a girare sui kart!’, e gli ho risposto: ‘okay, un giorno ci andremo’. È sempre stato incuriosito dal motocross, ricordo che una volta siamo andati su un kartodromo ma era davvero troppo piccolo, e dubito che ricordi”.

“Ma comunque se lui o mia figlia un giorno mi chiedessero questo, non sarei proprio contentissimo… magari sarebbe un hobby, ma in ogni caso è troppo presto”.

Diciott’anni fa sei apparso dal nulla in Formula Renault 2.0. Quanti dei sogni di quel ragazzo si sono avverati?
“Non lo so. Non ricordo di aver sognato di essere un giorno in Formula 1. Nel karting, quando sei molto giovane, probabilmente hai qualche sogno, ma onestamente non pensavo neanche di poter lasciare il karting per passare alle monoposto, visto che non avevo soldi”.

“Poi ho trovato delle persone molto in gamba che mi hanno supportato, e quando ho iniziato a vincere in Formula Renault pensavo ‘okay, forse riesco a guadagnarmi da vivere’, e ricordo di essere stato molto sorpreso da un’offerta per andare a correre in Giappone in Formula 3 percependo uno stipendio. Ma poi le cose hanno preso un’altra direzione, molto rapida, verso la Formula 1”.

Hai avuto successo nello sport e nella vita. Ti è capitato di fare qualcosa che non avresti mai pensato di fare, o di incontrare di persona un idolo della tua infanzia?
“Non so, probabilmente ci sono delle cose che immaginavo come impossibili, ma nel mio caso non avevo mai visto un Gran Premio prima del mio primo test con una… monoposto di Formula 1! Non avevo in generale grandi aspettative, sono andato a vedere ‘com’è questa F1’, senza pensare troppo. Ovviamente speravo di fare bene, ma senza stress: vediamo cosa succede”.

Sulla base della tua esperienza professionale credi che la politica abbia un ruolo molto importante nello sport?
“Si, suppongo che giochi un ruolo importante… senza sarebbe meglio, ma credo che in molti sport oggi sia la stessa storia a causa dei molti soldi che girano. E non penso che questo vada a vantaggio dello sport, diciamo così”.

Domanda cattiva: credi che Sebastian abbia commesso troppi errori durante questa stagione?
“Non so se ha fatto molti errori. In Germania è uscito, vero, ma le condizioni ero davvero molto difficili, e francamente non so quale impatto possa avere avuto questo episodio sul bilancio finale della sua stagione”.

“C’è sempre gente che punta il dito qua e là dicendo ‘ecco perché!’. Se vuoi puntare il dito su qualcuno, ci sono milioni di cose che si possono tirare in ballo: ‘ah, se avesse fatto così il risultato sarebbe ottimo!’, ma a posteriori è molto facile dire cosa si doveva fare. Se guardi dieci anni indietro, trovi tante chiavi di lettura secondo le quali facendo una certa scelta e avresti vinto. Ma serve?”

Kimi, un’ultima cosa. Se tornassi indietro al 2006, quando hai firmato per la Ferrari, inizieresti a studiare l’italiano?
“No. Sono qui per guidare una macchina da corsa, e poi… avevo firmato nel 2005…”.

Da it.motorsport.com


Velocità costante – 31/08/2018


I’m driving at same level as a decade ago – Raikkonen

Kimi Raikkonen’s future at Ferrari has been much talked about this year, with the Finn’s contract at the Scuderia set to expire at the end of the season. But the 38-year-old believes he is still delivering his highest potential – and the statistics back him up, too…

Despite being the oldest driver on the grid, Raikkonen has perhaps proved he has plenty more to give in F1. This year, he has played a vital part in Ferrari’s challenge for world championship glory, with his team narrowly trailing Mercedes in both standings.

The Finn has delivered eight podiums for Ferrari so far in 2018, an impressive feat given it is more than he managed over the course of last season, and he currently sits third in the drivers’ standings behind leader Lewis Hamilton and his Ferrari team mate Sebastian Vettel.

Even when you go back to his 2007 championship-winning campaign – his one and only title triumph – the experienced racer had the same number of top-three finishes at the same stage of the season, and he has no doubt that this is one of his most consistent displays in the last decade.

“I don’t feel like I drive any differently than 10 years ago,” Raikkonen said. “I think I drive pretty well in my own books at least. That’s enough for me.

“I wouldn’t be here if I didn’t think I could drive as well as I feel I should. That’s my tool to measure, and decide when it’s enough. Who knows? Maybe I’ll wake up one morning and I don’t know how to go fast anymore.

“I don’t think there is a time, it’s more feelings, how do you feel yourself doing – good or bad. People say the speed would disappear but to this day, I don’t feel it has disappeared for me.

“Like I say, maybe I wake up one morning and it’s not there anymore. It could be like that. But I don’t think you put a date on it – it’s more if you have it, if not, that’s it.”

So when we can expect to find out whether Raikkonen will remain with the Italian squad? Well the Finn, speaking ahead of the Italian Grand Prix, doesn’t think it will be this weekend.

“I don’t know. Obviously at some point, that’s for sure. But you probably can’t expect anything here, that’s what I’ve learned in the past. We’ll see. I don’t know."

He added: “You need to talk to the team. It’s not up to me. It’s not my decision in the end.”

Raikkonen sits on 146 points, two ahead of nearest rival Valtteri Bottas, heading to Monza.

Da Formula1.com


“Kimi, un grande”–18/12/2017


[…] “Kimi è un grande. Dobbiamo trovare la vite da azionare che gli permetta di essere Kimi sempre e non solo ogni tanto. Con lui mi messaggio in continuazione con il cellulare, è una grandissima persona con un grandissimo talento. Non sono d’accordo con chi dice che era forte una volta, è ancora forte, dobbiamo solo trovare la vite! E’ ancora un piacere vederlo guidare, quando va…”

“Dopo Raikkonen prenderemo un giovane, vediamo come se la cava Leclerc al debutto in Formula Uno e non dispero che si apra uno spazio anche per Giovinazzi, se lo meriterebbe…” […]

Da Blog Turrini


Corse, che passione–16/12/2017


Ferrari F1 driver Raikkonen still has hunger to win races

Ferrari driver Kimi Raikkonen says he still has the hunger to win again in Formula 1 as he starts to prepare for his 16th season.

The 2007 F1 world champion has not won a race since the 2013 Australian Grand Prix, but scored his best points haul since the ’12 season with 205 this year.

Raikkonen, whose contract expires at the end of 2018, will line up alongside Sebastian Vettel next season with Ferrari aiming to produce a title-contending car for a second successive year.

In a clip from Motorsport.tv’s weekly programme The Flying Lap, Raikkonen said: "I wouldn’t be here or next year on the circuit [if] I didn’t have the hunger to win.

"I enjoy racing. I wouldn’t be shy to say it’s the only reason. I want to be in F1. So long as that [hunger] is there, it’s the reason why I’ll give my best."

Raikkonen said a fast start next season will be key to Ferrari mounting a serious challenge to Mercedes, which has won every F1 title since 2014.

"We started the year a bit slowly," said Raikkonen. "We had some good moments, but far from what we wanted if you take the whole year.

"We just need to put things correct for the first race.

"If you don’t get things perfectly, it will cost you a lot of points."

Da Autosport.com


GP Messico, commenti del giovedì–26/10/2017


Kimi Raikkonen: Max Verstappen has to accept US Grand Prix penalty

Kimi Raikkonen says Max Verstappen just has to accept his United States Grand Prix penalty, even if the Red Bull Formula 1 driver feels it was not justified.

Verstappen lost third place to Raikkonen in last Sunday’s Austin race, after transgressing track limits to pass the Ferrari driver on the final lap.

F1’s stewards penalised Verstappen five seconds for the move, which provoked a huge backlash from Verstappen, Red Bull and many fans.

Raikkonen was also critical of the stewards after receiving what he called a "pointless" yellow flag penalty in August’s Belgian GP, but says being on the receiving end of decisions you feel are poor is part of the game in F1.

"You have to accept it," Raikkonen said. "Sometimes you feel it’s harsh against you, sometimes it goes your way, but that’s how it’s going to be.

"Everyone was saying ‘oh, Mika Salo was helping Ferrari’ but in Spa he was a steward and I got a penalty for nothing, really.

"I got many penalties for reasons were a bit… you feel that is nothing. But you leave it and next time you try to do differently and get a different result.

"They do their work the best they can. I know the feeling when it’s against you is not the greatest, but that’s life."

Raikkonen said having the same group judge every race would not necessarily add consistency, and suggested other motorsport categories face similar problems.

"There’s a few different stewards around and everybody has their own opinions on everything – somebody will be happy, somebody will be sad, and that’s how it’s always going to be," Raikkonen added.

"I don’t see that changing even if we have the same guys always.

"Would we be happy with more consistency? No incident is the same as another, so the end result is not always going to be the same because there will always be differences in the things they’re going to look at.

"Unfortunately, it’s part of racing – we’ll always be discussing this, but if you go to MotoGP you have a similar story there."

The stewards were heavily criticised at Austin for not enforcing track limits consistently, and Raikkonen suggested grippy runoff areas are always going to lead to drivers taking liberties if officials are not strict.

"I think the main part of the problem is that the tracks have so much runoff areas," Raikkonen said.

"If you find a lot of grip in the run off areas, of course you’re going to go there – if you give us a little chance we start running wherever it’s the fastest way around.

"When I started, the circuits had kerbs and gravel, so you’d never think to go there, but every year you have more asphalt.

"In some places we have rules, in some corners we haven’t. Until we put gravel everywhere, it’s a never-ending story.

"It’s one of those discussions that goes on, like with the blue flags, forever."

Da Autosport.com


Un solo e unico: Kimi–03/01/2017


There is only one… Kimi Raikkonen

If there is one driver who comes across as being very much his ‘own man’, it’s Ferrari’s 2007 world champion Kimi Raikkonen. But is Finland’s famous ‘Iceman’ really as single-minded as his laidback public persona suggests? It’s time to find out…

If you could pick just one meal to eat for the rest of your life, what would it be?

Kimi Raikkonen: Salmon? Very Scandinavian…

If you could pick just one pizza topping what would it be?

KR: Tuna – to stick with the fish!

If you could pick just one holiday destination…

KR: Home. Who needs a holiday destination?

If you could pick just one track to race on…

KR: Spa, I guess.

If you could pick just one road car to drive…

KR: A Ferrari, of course. Any kind of Ferrari.

If you could pick just one race car to drive…

KR: Ferrari – the one I became world champion in (F2007).

If you could pick just one colour to wear…

KR: Black.

If you could pick just one sport to play…

KR: Motocross.

If you could pick just one song to listen to…

KR: Depends on the mood, so any! (Laughs) Or actually, the radio. So you see I’m not very sophisticated when it comes to music, but rather random.

If you could pick just one thing to drink…

KR: Water.

If you could pick just one book to read…

KR: I don’t read. No books for me.

If you could pick just one city to live in…

KR: My summer place. It has a name, but I’d rather not tell you more than that it is in Finland.

If you could pick just one movie to watch…

KR: Nothing in particular.

If you could pick just one person to live with…

KR: My family – I’m unable to choose just one.

If you could pick just one team mate…

KR: This one that I have now.

If you could pick just one fruit to eat…

KR: Banana.

If you could pick just one vegetable to eat…

KR: Carrots.

If you could pick just one mode of transport to use…

KR: Car – what else!

If you could pick just one F1 corner to drive…

KR: Eau Rouge.

If you could pick just one age to be…

KR: Any. I am super satisfied with my life so far.

If you could pick just one F1 era to race in…

KR: 1970s.

If you could pick just one band/singer to listen to…

KR: When I was young it was Guns N’ Roses – but that’s a bit of a long time ago.

If you could pick just one piece of exercise equipment to train with…

KR: If I could I would do Motocross for exercise – all the time.

If you could pick just one thing to collect…

KR: I don’t collect anything. It’s boring.

If you could wear just one type of footwear to wear…

KR: Shoes! (Laughs)

If you could pick just one type of chocolate or candy to snack on…

KR: Finnish candy.

If you could pick just one memory from your racing career to keep…

KR: When I won the championship.

If you could pick just one other race series to watch…

KR: I watch a lot of motorsport, but my favourite is Motocross. Does that come as a surprise?

If you could pick just one person to date…

KR: I don’t need to worry about that!

Da Formula1.com