A proposito di Kimi

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Turrini a proposito di Kimi–21/04/2015


Leo Turrini: ‘Raikkonen, Garibaldi di Sakhir’

21 aprile 2015 – Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, ormai è notorio, sono i beniamini di Leo Turrini, al quale ultimamente riservano molte soddisfazioni – grazie a una Ferrari rinata, rasserenata e motivata con l’arrivo a Maranello di Maurizio Arrivabene – specialmente dopo l’attesa affermazione di Kimi al Gran Premio del Bahrain.

Leo Turrini, la Ferrari sul secondo gradino del podio a Manama dopo tanto tempo: un segnale più che incoraggiante…
“Una breve premessa: mentre commentavo negli studi di Sky il Gran Premio del Bahrain – dove Kimi è stato il Garibaldi di Sakhir… – ho potuto verificare che Alberto Antonini c’è. Anche parla con i giornalisti della televisione, contrariamente a quanti sostengono che il nuovo portavoce della Ferrari non si conceda tanto facilmente ai comuni mortali. Forse bisogna essere un inviato della CNN per avere maggiori chance, chissà… Ritornando alla domanda, dicevo di Raikkonen: come Garibaldi! Partito da quarto è sbarcato nel regno delle due Mercedes. Un eroe. Una camicia rossa sul podio dopo quasi sei anni che il biondo finlandese – mio pupillo dichiarato, lo ammetto – non ci andava con la divisa della Ferrari. E’ stata veramente un’impresa garibaldina perchè la Rossa di Maurizio Arrivabene in quattro gare, grazie anche a Raikkonen, ha centrato quattro podi, tra i quali una vittoria piena, quella di Sebastian Vettel in Malesia. Chi l’avrebbe mai detto quattro mesi fa?”

Finalmente Kimi Raikkonen ha sgombrato il campo dai dubbi e dalle illazioni, confermando di essere pilota di livello non inferiore a Sebastian Vettel…
“Con la gara in Bahrain, Kimi spero abbia convinto i suoi detrattori ad aprire gli occhi sulle sue reali capacità di pilota. Mai lontanamente ho sospettato in passato che avesse disimparato a guidare una Formula 1, pur vedendo le peripezie vissute nella stagione scorsa a bordo di una monoposto progettata secondo i voleri del suo ex compagno di squadra. Raikkonen nel 2013 quando aveva smesso di gareggiare con la Lotus, perchè non lo pagava regolarmente, era secondo nel Mondiale, per cui ho considerato infondata l’ipotesi che fosse diventato improvvisamente un “bidone” alla guida della Ferrari versione 2014, macchina sbagliata e sicuramente non facile da guidare anche per Alonso che ne aveva ispirato l’impostazione. Oggi spero siano tutti d’accordo che Maranello di piloti validi ne ha due, la migliore coppia – per sintonia tra loro e capacità indiscutibili – schierata in campionato.”

In Bahrain la situazione vissuta nelle gare precedenti dai piloti Ferrari si è capovolta: questa volta a sbagliare è stato Vettel, mentre Kimi ha disputato la gara amministrando le gomme in modo superlativo…
“James Allison quando era alla Lotus con Raikkonen, aveva definito il finlandese “in assoluto il miglior pilota a guidare sulle uova” e infatti nel Gran Premio del Bahrain con le gomme medie il finlandese ha realizzato uno stint eguagliando la velocità delle Mercedes che montavano le Pirelli a mescola morbida. Se è vero che Kimi nei precedenti Gran Premi di quest’anno, in qualifica o in gara ha commesso qualche errore, questa volta a sbagliare – per sua stessa ammissione – è stato Sebastian Vettel, quinto al traguardo pur essendo partito dalla prima fila: non è il caso di farne un dramma, perchè può accadere che per un insieme di circostanze il risultato che sembra a portata di mano possa sfuggire. Sebastian stesso era deluso dopo la gara, constatando le potenzialità della SF15-T, consapevole delle sue qualità che considero di primo livello. Vettel per la Ferrari, così come Raikkonen, rappresenta una garanzia assoluta per centrare l’obiettivo più alto. A Maranello possono stare contenti per il bilancio che emerge dopo le prime quattro gare della stagione dove un pilota vestito di rosso c’è sempre stato tra le Mercedes, sia in griglia di partenza che sul podio.”

Vettel partito dal secondo posto in griglia è giunto quinto al traguardo, mentre Raikkonen scattato dalla quarta piazza ha occupato il secondo gradino del podio: affidabilità e pressing sarebbero state le armi migliori della Ferrari…
“La Ferrari deve essere contenta non solo per l’insieme dei risultati ottenuti in quattro gare, ma anche per il costante progresso della vettura. Domenica sul tilkodromo di Sakhir a metà gara Vettel si trovava a soli sei o sette secondi da Lewis Hamilton, dimostrando quanto la Rossa oggi sia in grado di impensierire la Mercedes attraverso l’arma che è mancata in passato, quella del pressing. Una Ferrari competitiva che riesce a partire davanti restando molto vicina a Hamilton e a Rosberg, ha messo in luce la solidità della SF15-T e al tempo stesso la fragilità della Mercedes, in questo caso quella di Nico rimasto quasi senza freni, condizione per cui Raikkonen ha potuto approfittare agevolmente negli ultimi giri per soffiargli la seconda piazza. Anche la Mercedes di Hamilton a pochi chilometri dal traguardo evidenziava qualche difficoltà di funzionamento e se il Gran Premio fosse stato più lungo di qualche giro, chissà… Giustamente Maurizio Arrivabene ha definito “martello” l’azione dei piloti di Maranello.”

Gianfranco Palazzoli in un recente articolo su ‘FormulaPassion.it’ ha dichiarato la Ferrari vincitrice del Mondiale invernale, quello che si disputa in officina, avendo registrato il migliore progresso da una stagione all’altra. Dopo la prima fase ‘orientale’, ora si apre la parentesi delle gare europee con un intervallo importante per poter aggiornare e quindi migliorare le monoposto…
“La Mercedes resta ancora la migliore vettura schierata nel Mondiale. Al prossimo appuntamento, in Spagna, mancano venti giorni: una pausa importante prima della sfida decisiva per la Ferrari che nelle passate stagioni sportive – anche quando disponeva di una buona vettura come del 2010 – mai è stata in grado di sviluppare adeguatamente la monoposto durante il campionato, tranne rarissime occasioni. In passato gli step di aggiornamento introdotti dai tecnici di Maranello erano sempre inferiori rispetto a quelli portati dalle altre squadre, prima fra tutte la Red Bull. Se da oggi in poi gli uomini del Cavallino Rampante riusciranno nell’intento di far progredire costantemente la SF15-T – mi risulta che stiano lavorando in molte direzioni, dalla power unit alla benzina – con Vettel e Raikkonen il rischio di divertirci è veramente elevato perchè, come si è visto in queste ultime gare, sono sempre in mezzo tra Hamilton e Rosberg per cercare di togliere il sonno alle Mercedes, non più libere di involarsi indisturbate verso il traguardo senza rivali sin dal primo giro. Riuscire a restare abbastanza vicini a Lewis e Nico significa avere concrete possibilità di cogliere il risultato, senza concedere all’avversario la minima possibilità di sbagliare.”

Da FormulaPassion.it



Suonate ‘The Rising’ per Kimi Raikkonen

Mi sento un po’ come i Jalisse.

I Jalisse!

Fiumi di parole a Sanremo.

Fiumi di parole: quante ne ho spese per sostenere la causa del Santo Bevitore?

Adesso che, quasi sei anni dopo l’ultima di volta di rosso vestito, Kimi è tornato sul podio, al termine di una prestazione favolosa,cosa dovrei aggiungere?

Che questo biondino è l’ultimo campione del mondo al volante di una Ferrari?

Vabbè, mettiamo ‘The rising’ di Springsteen in sottofondo e via che andiamo con il resto.

1) Hamilton non sbaglia più e anche questo l’ho scritto un miliardo di volte.

2) La Mercedes conserva un vantaggio. Non enorme, se a meta Gp Vettel era a meno di otto secondi, o giù di lì, dal Nero.

3) Rosberg ha i suoi problemi, al di là dei sorpassi che ha eseguito. Ma l’errore finale, con Kimi addosso, è un segnale. Di crisi.

4) Vettel non è stato all’altezza di Vettel.  Non gli era mai capitato da quando è a Maranello. Lo ha ammesso lui stesso, di aver sbagliato in eccesso. E’ un grande uomo, anche da questi particolari si vede il campione. Si rifarà, certo che questo quinto posto gli va stretto. Anche a me e ad Arrivabene.

5) Comunque, è una Ferrari che autorizza a sognare. Dipenderà dalla capacità di sviluppare la macchina.

6) A me Alonso è piaciuto, per orgoglio e competitività personale.

7) E mi sono piaciuti anche Ricciardo e Massa.

8) Il resto lo lascio alla vostra passione.

Com’on up for the rising.

Da blog.quotidiano.net/turrini/


GP Cina, il commento di Turrini–12/04/2015


Date a Kimi quello che è di Kimi

Date a Kimi quello che è d Kimi.

Quando ero ragazzo, Diego Armando Maradona venne a giocare in Italia.

Un collega, dopo averlo visto la prima volta con la maglia del Napoli, scrisse una frase che suonava più o meno così: un dribbling del Pibe vale da solo il costo del biglietto.

Ora, io mi guardo bene dal proclamare che Raikkonen è il Maradona della Formula Uno: ho il senso della misura. Però, il primo giro del biondino a Shanghai valeva da solo, appunto, il prezzo del biglietto. Il rabbioso doppio sorpasso sulla Williams era un po’ un modo di rispondere: a se stesso, dopo l’incertezza del sabato.

Quando dico che Kimi deve daredi più in qualifica, affermo una ovvietà. Perché in gara, persino nel mare di disastri di un campionato fa, chi voleva capire poteva comprendere che il talento non era andato via, abitava ancora nella testa e nei piedi del Santo Bevitore.

Beninteso, Vettel è arrivato terzo e io ne sono molto contento. La cosa fondamentale è che in Ferrari abbiamo due grandi piloti. Due.

[…]

Da blog.quotidiano.net/turrini/



Pesci d’aprile–01/04/2015


Clamoroso: Alonso torna in Ferrari!

Ricordo a tutti che oggi è il primo di aprile.

Alle ore 00 00 01" sul computer di Maurizio Arrivabene, Iron Mauri per i fedelissimi, è arrivata una mail.

Mittente: Kimi Raikkonen.

Testo.

‘Caro Iron, è del tutto evidente che le nostre strade sono destinate a dividersi. Non a causa del vostro bel pit stop di Melbourne e nemmeno per quello che (forse eri deconcentrato) hai dichiarato in Malesia alla fine delle qualifiche. No: ho deciso di salutarvi perchè non mantenete le promesse.

Vedi, io ero stato chiaro con il tuo predecessore, il signor Masticazzi, cioè, scusa, Mattiacci. Gli avevo detto, dopo il mio brillantissimo 2014: io accetto di restare, ma il team deve garantirmi la consegna di un otre di vodka in occasione di ogni Gp. Quando sei arrivato tu, hai confermato la promessa, delegando il nuovo cantiniere del reparto corse, il signor Alberto Antonini, all’adempimento della missione.

Ebbene, purtroppo questo Antonini sta sempre lì a discutere con un certo Mensureit a proposito di menate puerili e si scorda di me. A Melbourne di vodka ho visto un bicchierino, a Sepang manco quello. Mi duole segnalarti che il signor Masticazzi, pardon, Mattiacci, era molto più affidabile.

Tutto ciò premesso, passo felicemente al badminton. Trovatevi subito un altro pilota e già che ci siete pure un altro cantiniere".

Colto alla sprovvista, Arrivabene non ha smentito la sua fama di decisionista. Nel giro di quattro nanosecondi, ha contattato tutti i drivers su piazza. Tolto Hamilton, che ha 120 milioni (di dollari) più una macchina di buoni motivi per restarsene in Mercedes. Ma da Rosberg in giù, passando per Ricciardo, Verstappen eccetera, tutti hanno rifiutato. Motivo: mica son scemi, chi glielo fa fare di venirsi a confrontare con Vettel.

Solo uno ha detto sì.

Fernando Alonso.

Alle ore 01 00 00" dell’1 aprile il Campionissimo delle Asturie ha diramato via Facebook (su Twitter 140 caratteri non bastavano) la seguente dichiarazione, di seguito fedelmente riportata.

‘Tornare al volante della Ferrari sin da subito è sempre stato il mio desiderio. Ero bambino e dormivo con un pigiamino rosso, ero adolescente e mangiavo solo ghiaccioli alla amarena perchè rossì, la prima auto che ho guidato era una Simca tutta rossa e anche il mio cuore è rosso, mentre quello di Raikkonen è bianco come la vodka. Inoltre Ron Dennis mi sta spaventosamente sui coglioni e non credo di dover spiegare il motivo.

Sono lieto di riprendermi ciò che è sempre stato mio. Lo faccio anche per gli orfani nella categoria dei giornalisti italiani, alcuni sono proprio inconsolabili! Non ci fossi stato io a proclamare, sin da Monza nel 2013!, che tutti gli ingegneri di Maranello erano geni, chi se ne sarebbe accorto? Solo quello scemo di Mensureit poteva sostenere che io avessi detto scemi. Dissi geni, perchè io vedo le cose in anticipo, prevedo il futuro con assoluta precisione, come dimostra brillantemente la mia carriera.

S’intende che sarà per me un piacere fare da maestro al giovanissimo Vettel. E’ ancora un po’ acerbo, ma con la Bmw ha fatto una bella gara ad Indianapolis. Quando avrà vinto almeno due mondiali con me, accetterò che tra noi non ci siano gerarchie. Ho spiegato al presidente Montezemolo che la memoria, per chi fa il nostro mestiere, è una componente fondamentale. So che la Red Bull ha ancora un grosso vantaggio sulla Rossa, ma da sempre sono abituato a lottare contro Adrian Newey, il mio vero avversario. Non vedo l’ora di mantenere una antica promessa: la Ferrari sarà il mio ultimo team in Formula Uno. Per quanto riguarda il signor Arrivabene, lo conosco: si occupa di sigarette, credo abbia una tabaccheria a Losanna, vedrò di fargli avere una mia foto con dedica’.

La notizia, ovviamente, ha già fatto il giro del mondo, in questo 1 aprile del 2015.

Da blog.quotidiano.net/turrini/



Robin Raikkonen entra nell’Academy Red Bull
Far girare un 17enne su una F1 non bastava in casa Red Bull. Ecco che l’azienda austriaca, secondo FormulaSpy.com, ha bruciato tutti sul tempo nell’ingaggiare l’erede naturale di Kimi Raikkonen. Chi? Robin, il figlioletto di “soli” 3 mesi, che sarebbe già entrato nel programma giovani piloti dell’azienda di Dietrich Mateschitz. Il neonato sarebbe stato “scoperto” da Helmut Marko, che ora starebbe sfidando il tempo per far svolgere al giovanissimo finlandese un test per fargli ottenere la Superlicenza, viste le nuove regole che entreranno in vigore nel 2016. Marko, impressionato dal neonato, ritiene che Robin abbia “un bel cognome”, mentre Kimi, interrogato sull’accordo con Red Bull e sulle prospettive per il 2015 del figlio, ha risposto alle domande con un raikkoniano “si”.

Da www.formulapassion.it


Inizio 2015 in fabbrica–21/01/2015


The waiting game

Maranello, 21 January – Kimi Raikkonen was all smiles when he met up with the Scuderia Ferrari crew today. The Finn was in Maranello for meetings prior to the upcoming season.

Kimi, who is due to become a father any day now, had a busy schedule, but was keen to visit the Gestione Sportiva, where the new car is taking shape, with work temporarily halted for a welcome photo break.

Da Ferrari.com


E a Kimi chiesero: aspettiamo il 2028?

Entra Kimi nelle sale del reparto corse che conosce a memoria.
Uno dei dipendenti gli fa: aspettiamo già da otto anni con questo, dici che arriviamo a ventuno, cioè fino al 2028, come con Jody?
Sorriso affettuoso.
Eh, il senso della giornata di Yodka, il nostro Yoda finlandese alla vodka, sotto la pioggia di Maranello è tutto qua.
Usque tandem (bicicletta a due con Vettel) eccetera, per la traduzione del latinorum chiedere a Odin.
In Ferrari l’atmosfera è buona e Raikkonen, sempre popolarissimo tra le maestranze perchè la memoria conta, ne ha avuto ennesimo esempio. Invece le aspettative sono limitate e quando mi raccontano che John Elkann ha parlato dell’importanza del lavoro io rimango vagamente perplesso.
John Elkann che parla di lavoro?!?
Mah.
Questo è un mondo nel quale dilaga la separazione tra i soggetti e le sillabe che escono dalle bocche dei soggetti medesimi.

Da Turrini Blog


GP Giappone, rassegna stampa–07/10/2014


Da Autosprint n.40 del 07/10/2014:

  



GP Singapore, commenti e rassegna stampa


Da Autosprint n.38:

 



GP Singapore, commenti post gara–21/09/2014



Kimi Raikkonen: “A frustrating race”

Kimi Raikkonen: “Today’s race was really frustrating, because despite the fact we were quick, we weren’t able to finish where we wanted. My start was good, I moved up a few places and everything was working perfectly. After the first stop, I lost a place to Felipe and from then on, I found myself stuck behind a Williams for the entire race. Unfortunately, every time I managed to get close, I lost aero performance on the rear and on top of that, tyre degradation was very high. It’s a real shame I was never able to run my race, even if we already knew that straightline speed is our opponents’ strong point. I’m not happy with eighth place, but on the positive side, we have seen improvements this weekend. I’m sure that if, from now on, we don’t have problems, things will go better.”

Da Ferrari.com


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