A proposito di Kimi

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La griglia di Turrini – 29/12/2015


40 anni di F1, ecco Alonso e Kimi…

Può darsi che questa ottava fila faccia discutere, nel contesto della Griglia di Partenza di 40 anni della F1, dal 1975 al 2015 (tra parentesi: Graham Hill non è incluso, di fatto la sua carriera si era esaurita prima, come per Stewart e per altri, diversamente destinati ad altissima collocazione).

Farà discutere, dicevo. Ma vi assicuro che è scritta con il cuore.

[…]

KIMI RAIKKONEN.

Ah, beh.

Ho visto un re.

Stavo ai cancelli di ingresso di Melbourne, in un anno imprecisato. Non volevano far entrare un biondino che dichiarava di essere il driver della Sauber.

L’ho raccontata un migliaio di volte, questa storiella. Invece raramente ho segnalato che se il verdetto del Gp del Brasile non fosse stato rivisto a tavolino (peraltro giustamente, pro Fisichella) questo finlandese avrebbe già vinto il mondiale nel 2003, ai danni della Ferrari di un certo Schumi. E se nel 2005 il motore Mercedes non fosse stato di burro, il titolo non sarebbe andato ad Alonso. Infine voglio strafare: nel 2008 dipese dal capriccio di Qualcuno, la rinuncia a un bis che era scritto.

Bene. Di Kimi Raikkonen ovviamente si può parlare malissimo e in Italia c’è una compagnia di giro che si presta all’esercizio molto volentieri. Curiosamente all’estero il soggetto invece è stimatissimo, pur non essendo un ruffiano addetto alle pubbliche relazioni. Quello che ha realizzato con la Lotus al rientro dopo due anni di stop rimane clamoroso, anche se rapidamente dimenticato (magari se altri vanno in sabbatico biennale e poi tornano ne riparliamo, eh).

Dice: ah, ma riportarlo in Ferrari è stato un errore. Rispondo: a parte che non sono d’accordo, qui stiamo parlando di storia e vorrei proprio sapere come si potrebbe escludere da questa classifica dei 40 anni l’ultimo campione del mondo al volante di una Rossa. Per inciso, in quattro decenni sulla faccia della Terra hanno camminato miliardi di bipedi e ce ne sono solo 4 (Lauda, Scheckter, Schumi e Kimi) a potersi vantare di una certa cosa.

Se è un caso, amen.

Se non è un caso, può soccorrere la risposta di Michael Schumacher quando in un ufficio di Maranello gli chiesero: ma al tuo posto, tu chi prenderesti, Fernando o Kimi?

Era l’alba del 2005.

Raikkonen tutta la vita, disse il tedesco.

Oh, va mo là: ci saremo sbagliati insieme.

Da Blog.quotidiano.net


Brevi su Kimi–Turrini–12/12/2015


Un aneddoto su Interlagos 2007? Veramente ne avrei  una dozzina. Ti dico solo questa: il taxista che dalla città mi portava all’autodromo la mattina della domenica mi disse: meu amigo, se vince il biondo le due corse di oggi, 100 km complessivi, sono gratis. Io gli risposi: non mi coglionare, ti pago in anticipo. E così feci. A notte fonda, uscendo dal circuito dopo il maccherone delle benzine congelate, lui, il taxista, si offrì di restituirmi i soldi. Io ero così gasato che invece gli pagai un’altra corsa e giuro che non c’entra lo splendore della sua compagna mulatta. Quanto al Raikkonen 2017, io ovviamente non faccio testo, quindi propongo di estendere il contratto anche al 2018,, va mo là.

[…]

In Ferrari sono contenti del rendimento di Kimi. Non lo avrebbero confermato se avessero considerato deludente il suo rendimento. In classifica gli mancano un po’ di punti, ma al 90% i punti che non ha non li ha persi per colpa sua. Aggiungo che in squadra per Raikkonen stravedono (e questo ovviamente fa ancor più incazzare i suoi detrattori, ci mancherebbe).

Da Blog.quotidiano.net


Campionato 2015, le pagelle di Turrini


Il Pagellone Ferrari 2015

.. e per finire in bruttezza, ecco il pagellone Ferrari datato 2015.

MODDY MENABUE, 10 e lode.E’ il tecnico mandato da Arrivabene sul podio di Singapore con Seb e Kimi, a rappresentare la Scuderia nel giorno più bello dell’anno Rosso. Il gesto non valeva solo per la persona, Moddy è in Ferrari dai tempi del Vecchio, forse capisce più di pallavolo che di macchine, eppure basta non dirglielo, se no si incazza. Grande lui e grande chi lo ha mandato sul palco, eh.

MARCHIONNE, 6,5. Qui parlo esclusivamente in riferimento al settore F1. Le grandi manovre finanziarie (borsa, scorporo, indebitamento coatto, dividendo straordinario, bla bla bla) non mi appartengono, fermo restando che, ammesso interessi, non le condivido. Aggiungo che solo il futuro dirà quanto e come queste iniziative incideranno sulle prospettive del reparto corse: sono azioni senza precedenti nell’economia storica della Rossa, dunque si possono semplicemente avanzare supposizioni. Io suggerisco di tenere bene allacciate le cinture e, se credenti, di appellarsi alla Provvidenza.

Ciò premesso, il Sergione Conceicao Marchionne ‘da Gran Premio’ non mi è dispiaciuto Ha combattuto e sta combattendo le battaglie giuste contro Ecclestone e Todt, ha capito di dover recuperare sul piano politico e non ha esagerato nei commenti e nelle pressioni sul lavoro dello staff. In questo, meglio del previsto. Ma, anche qui, conviene aspettare.

GINONE ROSATO, 10. Non tutti lo conoscono, ma è l’uomo-ovunque della squadra, il segretario generale, il controllore, il custode, il leader internazionalpopolare, il body guard. Viene dalla stessa terra di Sergione Conceicao Marchionne ma è molto meglio. Io sto con Ginone, tra l’altro quando imita Montezemolo, Todt e Raikkonen mi fa sbudellare, una volta al Montana mi ha mandato di traverso un whisky. Formidabile.

VETTEL, 9,5. Io sapevo che era in gamba e ne avevo parlato sempre con grande ammirazione, già quando stava in Toro Rosso e poi in Red Bull figuratevi. Ma mi ha stupito, mi ha restituito entusiasmi che credevo smarriti per sempre. Ho ritrovato in lui e con lui la felicità di essere (Seb, mica io) il protagonista di una avventura straordinaria, perché vincere un mondiale con la Ferrari è una impresa straordinaria, se uno si rende conto che in quarant’anni solo quattro (4) esseri umani sono riusciti nell’impresa.

Della stagione di Seb mi è piaciuto praticamente tutto. La tenacia, L’immedesimazione con le esigenze e con lo spirito della Scuderia. Il mettere sempre il bene del gruppo al primo posto. La sensibilità di chi è in grado di assumersi pubblicamente le responsabilità in caso di errore individuale. Non mi meraviglia che ovunque, non solo in Italia, i ferraristi si siano innamorati di lui.

Io spero di restare vivo fin quando ce la farà, perché temo che, nonostante il suo talento, non sarà una conquista facile. Ma hic manebimus optime, eccetera eccetera.

ANTONINI, 7. In quasi quarant’anni ne ho conosciuti, di pierre Ferrari. Nessuno ha mai raggiunto il livello, mitologico, di Franco Gozzi, che per me è stato uno zio e per il Drake era un supporto straordinario. Ci sono stati addetti alla comunicazione dimenticabilissimi e infatti già dimenticati. Altri da ricordare: Claudio Berro era un genio, riusciva a limare le asprezze di una personcina come Jean Todt, abitualmente simpatica come un gatto selvatico appeso allo scroto. Del Cola non parlo per fratellanza interista, l’affetto mi fa velo. Il meteorico Bisignani ha appena lasciato l’azienda,

Antonini dovrebbe certamente tagliarsi la barba e altrettanto certamente dovrebbe sorridere un po’ di più. Ma capisco la tensione del ruolo, persino l’emozione di chi si trova ad occupare una posizione del genere. Ha scelto un profilo molto basso nell’esercizio delle funzioni sue, non fa il fenomeno, forse perché proviene dal campo, pardon, dalla pista, io me lo ricordo Anto che la sera della domenica del Gp si faceva a piedi tutto il paddock per sentire la versione di un ingegnere Sauber o il problema di un pilota Minardi. Ama l’automobilismo come pochi e non è un fighetta e nemmeno uno sfigato. Insomma, è meno divertente di Ginone Rosato ma gli voglio bene e tanto basta.

SASSI-BINOTTO, 8. E in generale tutto il plotone dei motoristi. Hanno compiuto un mezzo miracolo, se uno ricorda la situazione del 2014. La power unit ha acquisito un livello decente di competitività, si è avvicinata tanto al gioiello Mercedes, eccetera eccetera. Vedere i disastri Renault e Honda per apprezzare. Ma la sfida vera comincia adesso. Mi raccomando, non fate arrabbiare Sergione Conceicao Marchionne.

JAMES ALLISON, 8,5. E’ un mio cavallo. Non ha la spocchia intollerabile di tanti britannici, sarei tentato di affermare che è emiliano sotto la pelle. Aveva ereditato una situazione largamente compromessa, ci ha messo molte pezze, sdoppiandosi tra le funzioni di direttore tecnico e responsabile in pista (dal 2016 la seconda mansione spetterà a Jock Clear). Mi piace il suo realismo, non ti racconta mai balle, non vende fumo. E’ un signor progettista. L’auto 2016 sarà interamente sua: o la va o la spacca. Auguri, però ci credo.

ARRIVABENE, ng. Non posso dargli un voto per una ragione semplicissima: è mio fratello, quindi sarei parziale nel giudizio, totalmente sbilanciato a suo favore. Quando a fine 2014 trapelò da Abu Dhabi la notizia che era l’uomo scelto da Marchionne, gli mandai un messaggio telefonico. Ero sicuro non avrebbe risposto, ci conosciamo da oltre vent’anni ma si sa, i Grandi Ruoli ti cambiano la personalità. Lui no, in un amen si era già messo in contatto. Ama visceralmente la Ferrari, vive per farla tornare grande: dal mio punto di vista, non potrei chiedere di più. Ha un modo di porsi verso l’esterno molto franco e molto diretto, rispetto a gran parte dell’ambiente della F1 è un alieno e infatti se l’Operazione Rinascita non si completasse, ecco, mi aspetto che lo facciano a pezzi, trasformando i pregi di oggi in mostruosi difetti. Così va il mondo e se non altro lui lo sa. Iron Mauri ama dire sempre quello che pensa, io talvolta gli suggerisco di pensare un po’ di più a quello che dice e magari a chi lo dice, eppure il soggetto non lo cambierei mai con un Toto Wolff o con un Chris Horner. Di errori plateali non ne ha fatti, su Kimi ha tenuto la barra dritta, con Vettel ha costruito un rapporto fantastico. In squadra lo chiamano Hunter, perché è il Cacciatore che insegue la preda Mercedes.

Essendo un suo fan, gli perdono persino l’inaccettabile tasso di juventinismo, il che significa che sono proprio messo male.

RAIKKONEN, uhm. Cioè, lo so che qualcuno sarà corso subito a queste righe, quindi il voto lo metto in coda. La prendo da lontano. Vettel parte terzo in un Gp e arriva terzo dietro le due Mercedes e tutti giustamente, io per primo, scriviamo che è stato formidabile, complimenti, gran podio. Kimi parte terzo ad Abu Dhabi e arriva dietro le due Mercedes e tutti ingiustamente, escluso me, giù a spiegare che è stato poco aggressivo, che non ha rappresentato una minaccia per le Frecce d’Argento e il solito rosario di puttanate.

Ora, scusate. Non intendo farla tanto lunga. Tutto questo si chiama doppiopesismo, così come si chiama alterazione manipolatoria della realtà calcolare il distacco in punti tra il tedesco e il finlandese ignorando i ritiri per rottura auto del Biondino e le carambole con Bottas.

Ma è una battaglia persa. Gli odiatori (in senso buono, per carità) sono una schiera. Non si rassegnano all’idea che Raikkonen sia l’ultimo campione del mondo con la Rossa, non accettano che il ritorno in Lotus dopo sabbatico biennale sia stato strabiliante, non tollerano che a Maranello se lo siano ripreso. Poi, certo, se uno mi dice: ah, ma Vettel è stato molto più brillante di lui, sì, rispondo io, verissimo, infatti Seb è un fenomeno e speriamo che si aggiunga a Kimi nell’elenco dei ferraristi iridati. E non sarò io a negare alcune prestazioni incolori del mio idolo. E’ capitato, un paio di volte, anche al suo formidabile compagno di squadra.

Dov’è il problema, allora? Con Vettel leader, quale altro driver in groppa al Cavallino sarebbe andato oltre il quarto posto nella classifica generale? Me lo segnalate, per favore, così lo faccio assumere immediatamente da my brother Iron Mauri?

Insomma, ce ne si faccia una ragione. Eh già, eh già, il Santo Bevitore è ancora qua. Se vi piace, godetevelo. Se non vi piace, pigliatevela con me, mica avreste tutti i torti.

Ps. Dimenticavo il voto all’arzillo vecchietto nordico. 7.

Da Blog.quotidiano.net



[…] Ma escludo che in Mercedes qualcuno cominci a dire, come accaduto a Maranello a fine 2007: ah, ma l’anno prossimo tocca all’altro pilota. Sì, ciao, tanti casini che ci potevamo risparmiare vengono da lì (in Ferrari) e non fatemi dire altro perchè erano tutti amici miei (in stile Antani, supercazzola con scappellamento a destra, va mo là). […]

Da Blog.quodiano.net


Turrini e la leggenda del Santo Bevitore–12/09/2015


La leggenda del Santo Bevitore (a Monza)

@Stefano Zoolander. Tu vuoi sapere perché più di un commentatore (italiano) sia spesso così pregiudizialmente ostile al biondino finlandese. Gran bella domanda! Premesso che ogni opinione è lecita, io ti rispondo con un rovescio a due mani. Ecco qua: a livello globale, Raikkonen, anche senza cibarsi di sondaggi, è uno dei piloti più amati. Motivo: sta in F1 da un sacco di tempo, è stato un leale avversario del grande Schumi, è l’ultimo campione del mondo a bordo della Rossa. Non solo: dopo due anni di stop tornò con la Lotus (la Lotus, vediamo di capirci) e nel 2013, quando smise di correre perché non lo pagavano, era secondo nel mondiale. Quindi, calcolando anche il campionato del 2005 perso per i cedimenti del motore Mercedes sulla McLaren, è evidente che stiamo parlando di un fuoriclasse. La Ferrari è andata a riprenderselo non perché era una mia idea (non sono così potente), ma perché era una operazione intelligente. Poi c’è stato il 2014, negativo in toto: qui chi ha sempre rifiutato le verità sopra esposte (esempio classico: “il mondiale del 2007 glielo hanno regalato", mò aspettiamo allora che a Maranello ne arrivi un altro in pacco dono”) si è crogiolato nella presunta rivincita. E in tutto questo Alonso c’entra, perché tante belle persone avrebbero voluto lui al posto di Michelone (a fine 2006). Opinione rispettabilissima, ma Todt e lo stesso Schumacher la pensarono diversamente. Il resto è storia, interpretabile come meglio si ritiene. Di sicuro in questo 2015 Kimi non è andato piano e infatti la Ferrari l’ha confermato, per la disperazione degli anti. Io partecipo sobriamente al loro lutto e quasi quasi mi impegno per una estensione contrattuale pro Santo Bevitore a tutto il 2017. Scherzo (scherzo?)

@JulioCesare. Io per il dopo Raikkonen vedrei benissimo Raikkonen Comunque, visto che il tema è interessante, a livello teorico affiancherei a Vettel un talento più giovane. Ci sono alcune soluzioni incoraggianti e chi deve si sta già adoperando in merito.

@Zigzloga. Ah, la (non) partenza di Monza del Santo Bevitore! Assist perfetto per quanti sabato sera erano sull’orlo del suicidio Senti, io ti dico quello che so. Kimi non è stato perfetto, usiamo un eufemismo, con quei pulsanti o leve, come ti pare. E nemmeno la macchina nella situazione l’ha aiutato. Facciamo, serenamente, che non doveva capitare e il diretto interessato è il primo a saperlo. Tanto che giovedì si è chiuso al simulatore, alimentato per ore solo a pane e vodka, per imparare a non sbagliare più. Infine, mica è una tragedia. Io ho visto toppare al via Senna, Prost, Schumacher. Erano forse tutti poveri sfigati da rottamare?

@Davide De La Hoz. Dopo Kimi io sono per Kimi ma non posso stravincere sempre, quindi come già segnalato in altra risposta sono per un ragazzo giovane. Anche molto giovane, ok?@Hikomun Numo. Quando il Santo Bevitore si è addormentato in griglia, io ero intento ad un salvataggio umanitario. Infatti al mio fianco c’era Nelson66, paonazzo e con salivazione azzerata. E’ stata dura rianimarlo, ma alla fine ce l’ho fatta. Gli ho ricordato di quella volta che un certo Prost a Imola si piantò in una pozzanghera!

@burbured. Ascolta, la Ferrari non ha alcun interesse a sputtanare Raikkonen. Si dicono tante cose sulle esternazioni di Arrivabene, lo stile eccetera, ma Maurizio ha sempre voluto confermare Kimi ed è questo che conta. Sulla partenza di Monza chi non ci sarebbe rimasto male? In generale nella squadra Rossa l’atmosfera è molto buona, fidati. Almeno per ora.

Da Blog.quotidiano.net

 


Il rinnovo di Kimi, commenti–20/08/2015


Perché Kimi mi deve un caffè (a fine 2016)

Scrivevo nei giorni scorsi che qualcuno mi doveva un caffe.

Era Kimi. Va bene che ha accettato di ridursi l’ingaggio pur di restare, ma gli spiccioli non gli mancheranno.

Sono molto contento dell’epilogo del tormentone estivo.

Non ho mai creduto nella soluzione Bottas. Non aveva senso pagare la Williams per portarlo a Maranello.

Né ho condiviso l’accanimento terapeutico nei confronti del Biondino. Andava pianissimo solo nelle fantasie dei detrattori.

Secondo me Arrivabene ha fatto la cosa giusta, meglio l’ha fatta fare a Marchionne.

La Ferrari deve pensare alla macchina, non a chi la guida.

E nel 2017, al posto del Santo Bevitore, potrà arrivare una alternativa credibile.

È una bella notizia, grazie.

Da Blog.quotidiano.net



Was Ferrari right to keep Kimi Raikkonen for 2016 F1 season?

Ferrari brought the Kimi Raikkonen contract saga to an end this week by announcing the Finn as part of its 2016 Formula 1 driver line-up, but was that the right decision?

Both Raikkonen and team principal Maurizio Arrivabene have fielded questions (and slammed speculation) on the subject for the majority of the season, but after this weekend’s Belgian Grand Prix everyone will be able to move on from talking about it.

Ferrari has opted for consistency going into next year rather than replacing Raikkonen with someone younger. IAN PARKES and BEN ANDERSON debate if that was the right thing to do.

YES – Raikkonen is still box office
Ian Parkes, Chief F1 correspondent (
@ianparkesF1)

Raikkonen may be 36 in October, out-qualified by his Ferrari team-mates 24-5 since his return at the start of last year and out-raced 20-3, but you can understand Maurizio Arrivabene’s decision to retain the Finn for 2016.

There were specific reasons as to why Raikkonen languished behind Fernando Alonso so often last year as the F14 T struggled in many areas and was almost the complete opposite in the way he likes a car to handle.

With those faults addressed over the winter, and with the hiring of a team-mate in Sebastian Vettel he is close to and has considerable respect for, Raikkonen has been a far happier man this year.

The results, however, have betrayed him as Vettel has enjoyed seven trips to the podium, including two wins, compared to Raikkonen’s one second place.

There have been mistakes in qualifying, highlighted by the team, that have undermined Raikkonen’s grid position, and ultimately his finishing spot.

Arrivabene has long made clear, though, the key to Raikkonen’s future was in his own hands, and as long as he showed sufficient appetite and desire, a new deal was his for the taking.

Now in the Indian summer of his career, by his own admission Raikkonen is more content than he has ever been, the initial key ingredient to extracting the best from him.

Technical director James Allison has also stated in terms of speed there is nothing to separate Vettel and Raikkonen, with only those little errors letting him down.

So you have a fast, happy, and a clearly still hungry Raikkonen, and in terms of box office, he continues to remain one of the top attractions in the business.

One can only assume in assessing the competition for the seat – Valtteri Bottas, Nico Hulkenberg and Daniel Ricciardo – there was no-one to compare to Raikkonen at present when you take the aforementioned characteristics into consideration.

In that respect, Ferrari has done exactly the right thing in holding on to him for one more season.

NO – This is a results business
Ben Anderson, Grand Prix editor, (
@BenAndersonAuto)

Ferrari’s decision to retain Kimi Raikkonen makes some sense, but from a pure results perspective it is overwhelmingly the wrong one.

Looking at the numbers, Raikkonen’s return to Ferrari represents 29 races of almost uniform disappointment.

Setting the limitations of last year’s woeful F14 T aside, the Finn was still totally trounced by team-mate Fernando Alonso in the first season of his Maranello comeback.

Alonso dominated Raikkonen in qualifying (16-3) and Raikkonen accumulated less than 35 per cent of the Spaniard’s points total across 19 races.

Things have improved marginally this season, but Raikkonen has still scored less than 50 per cent of Sebastian Vettel’s points across the first 10 races of 2015.

True, Raikkonen has been unlucky in a few races this campaign, but he has also made his own life difficult with a succession of errors – particularly in qualifying.

In a tighter constructors’ championship fight than Ferrari currently finds itself in, Raikkonen would potentially represent an expensive liability.

He is no longer the super-fast qualifier that lit up F1 with McLaren in the previous decade – insiders at Lotus calculated he was 0.3s a lap slower than Romain Grosjean over a single-lap during their two recent seasons together – and prime Ferrari target Valtteri Bottas is one point better off than Raikkonen in this year’s title race,
despite driving a slower car and missing the first race of the season through back injury.

Don’t get me wrong, Raikkonen is still a fine driver, but he is not currently the best one available to what stands as the second best team in F1.

So it seems Ferrari has weighted Raikkonen’s underperformance against the bad luck he’s encountered this year, his marketing pull as a one of only five world champions on the current grid, and the harmony he brings to the team through a productive working relationship with Vettel.

It has decided the pros outweigh what represents a significant con in the grand scheme of things – results.

But this won’t be the end of the matter. Next year will surely represent Raikkonen’s farewell tour before Ferrari signs his replacement.

Frontrunner Bottas is free to leave Williams at the end of 2016, which is perhaps another reason why Ferrari has stuck rather than twisted.

Williams would thus be wise to strike a fresh deal with its star asset before the next ‘silly season’ comes around.

Da Autosport.com


Il commento di Turrini, la vicenda Kimi-Arrivabene


Ancora su Arrivabene e Kimi

Ancora su Kimi e su Arrivabene.

Giusto per chiarire il mio banalissimo pensiero.

1) In Inghilterra, dal venerdì fino all’arrivo della pioggia, Raikkonen è sempre stato davanti a Vettel.

2) Quando sono arrivate le prime gocce d’acqua, io ho detto a voce alta agli amici in mia compagnia: se fossi nel muretto Ferrari, proverei l’azzardo. Cioè rischierei subito le intermedie su uno dei due piloti. Se funziona, abbiamo vinto. Se non va, un quinto/sesto posto diventerà ottavo posto. Sai che differenza, con la classifica del mondiale che conosciamo.

3) Raikkonen ha scelto di fare esattamente questo. Non importa che io gli voglia bene e che consideri ributtante il linciaggio al quale da un mese e mezzo viene sottoposto, same old stories, avevano torto nel 2009 e hanno torto nel 2015 e lo sanno ma non lo ammetteranno mai, cialtroni si diventa e si resta. Importa che si trattava di un tentativo comprensibilissimo, nella logica del presente che stiamo vivendo. E direi la stessa cosa se l’azzardo l’avesse tentato Vettel.

4) A questo punto, l’acqua non arriva e Kimi rimane fregato. Ci sta, quando scommetti. Il mio amico Luca Colajanni, detto il Cola, magari c’era al box della Malesia nel 2009 o a Silverstone nel 2008. Furono mosse geniali? No. Avevano un senso, in presenza di una sconfitta comunque certa? Sì.

5) Tra parentesi, io c’ero anche in Ungheria nel 2006 quando Schumi (Schumi!) decise di restare fuori con le intermedie nonostante la pista si fosse asciugata. Fu una cazzata? Sì. Aveva un senso? Sì, sempre calcolando che sul piatto della bilancia c’era comunque una sconfitta sicura.

6) Quindi, riassumiamo. Raikkonen prima della pioggia stava davanti a Vettel. Uno quinto e l’altro sesto. Kimi sbaglia la mossa e Seb invece la azzecca, come Hamilton. Bravi loro, per carità. La Ferrari chiude con un terzo e un ottavo posto, con una macchina imbarazzante. La differenza è tragica? Cinque più sei fa undici, tre più otto fa undici, cambierà qualcosa per l’aritmetica del campionato, ma pochissimo, quasi niente. E’ questo il problema? O non sarà piuttosto che il problema è che la Rossa andava più piano non solo di Mercedes, ma anche di Williams?

7) E così veniamo ad Iron Mauri, alias Arrivabene. A me pare che nel dopo gara Iron abbia detto, con estrema franchezza, che il vero guaio della domenica era la prestazione, così deficitaria nei confronti di Massa e di Bottas, al netto della pioggia. Cioè non si è nascosto, non ha cercato alibi, non ha esultato per un ‘finto’ podio. Dove starebbe la sua colpa? Dire la verità è un reato?

8) Ah, sì: Iron Mauri sarebbe colpevole di aver puntato il dito contro Raikkonen. Ma qui siamo al simpatico imbroglio, al gioco delle tre carte. Ho ascoltato e riascoltato le parole di Arrivabene. Le riassumo: in quelle situazioni limite è il pilota a ‘chiamare’ la sosta. Kimi ha scommesso sulla sosta anticipata, la mossa si è rivelata errata, fine. Attenzione, perchè qui viene il bello: il diretto interessato, cioè Kimi, ha dichiarato che era stato uno sbaglio, suo, passare alle intermedie con quattro giri di anticipo di concorrenza. Fu uno sbaglio perchè la  pioggia tardò. Amen.

9) E allora, come in una serie tv della Piovra, veniamo di arrivare al cuore del problema. Il cuore del problema è che Arrivabene, esaltato per mesi fin quando la Ferrari non era lontanissima dalla Mercedes, diventa un gigantesco imbecille nel momento in cui gli sviluppi sulla Rossa non funzionano. Quindi lo stile che piaceva tanto (la trasparenza! la schiettezza! il rifiuto dell’ipocrisia!) si trasforma in un boomerang.  Cosa aspetta il geniale Marchionne a rimuovere l’indegno? E chi è mai questo sempliciotto che parla pane al pane e vino al vino? Come si permette di affermare che è deludente andare più piano della Williams e che osa proclamare l’ovvio, cioè che la ‘chiamata’ del mio amico Kimi si è rivelata errata? E chi se ne frega se l’ha detto anche Raikkonen! Qui dobbiamo fare a pezzi il personaggio, descriverlo come una mezza sega in transito, giù merda tramite ventilatore e chi si schizza si schizza. E ricordatevi: se si vinceva in Malesia il merito era dei miei amici che c’erano prima, se si perde oggi è colpa di Arrivabene e basta. Questi sono giochetti da magliari e lo scrissi e lo dissi ad aprile al vedovo Montezemolo. Ma scusate: volete che io abbocchi? Ho scritto in tempi non sospetti che condivido l’approccio di Arrivabene e le sue idee sul futuro della F1 sono, al novanta per cento, quelle che i fans dei Gran Premi reclamano inutilmente. Diventa un cretino di botto? Sette podi in nove gare sono una schifezza? Meglio un decimo posto in tutto? E sul serio qualcuno qui crede che Kimi (non a Silverstone, dove prima dell’azzardo con la macchina che aveva stava facendo meglio di Vettel) sia condizionato, alla sua età, da un mancato rinnovo del contratto?!?

10) Ma, come dico e scrivo da mesi e Silverstone non c’entra niente, Arrivabene ha certamente sbagliato a non comprendere che, dopo il Bahrein, doveva chiudere la pratica Raikkonen, confermare la squadra in blocco e pensare solo alla macchina. Io sto con lui per le ragioni di cui sopra ma su questo punto non cambio idea: non saranno Bottas e Hulkenberg a invertire la tendenza. E il pallino sta in mano a Marchionne, certe manovre uno come me le fiuta da chilometri di distanza. Nulla accade per caso, quando la furbizia da cortile prevale sull’intelligenza.

Nel 2028 spero di essere ancora vivo.

Da blog.quotidiano.net/turrini

 


Opzioni e indecisioni


Arrivabene: “Futuro di Raikkonen in Ferrari? Non è giusto decidere adesso”

Dal futuro di Raikkonen a quello di Monza, dalle prospettive stagionali della Ferrari al confronto iridato con la Mercedes. Anche di questo ha parlato ieri Maurizio Arrivabene, il team principal del Cavallino, intervenuto a Expo Milano 2015 in occasione di una giornata dedicata al “Sistema Brescia”.

Kimi Raikkonen da un lato, Valtteri Bottas, Daniel Ricciardo e molti altri nomi dall’altro. Ovvero, il presente e futuro della Ferrari. Quanto “futuro”, però, è ancora tutto da stabilire. A enfatizzare le difficoltà di Raikkonen, le positive prove di inizio stagione, il confronto con Vettel – soprattutto in qualifica – e i due episodi che lo hanno visto protagonista negativo in Canada e Austria. La Ferrari ha dalla sua l’opzione per prolungare il contratto anche nel 2016, ma ago della bilancia del destino dell’iridato 2007 sarà lo stesso finlandese. “Sergio Marchionne è stato chiaro e pure io“, riporta il Corriere dello Sport. “Deve ancora fare undici gare e possibilmente un altro campionato. Parlare di queste cose e aumentare la pressione, non gli giova. Questo non è il momento per attribuirgli una grossa responsabilità. Ha detto bene il presidente in Austria: il suo destino è nelle sue mani. Io non ho cambiato idea e la penso alla stessa maniera di quando è tornato qui: Kimi deve lavorare per dimostrare di valere una Ferrari. Quando mi sono arrabbiato con lui, l’ho fatto con estrema durezza e quando c’è stato da fargli i complimenti glieli ho fatti. Detto questo, una Ferrari bisogna meritarsela a ogni gran premio. Lui sta facendo di tutto per mostrare quanto vale, poi vedremo se sarà abbastanza, ma ripeto il suo futuro è nelle sue mani e ha ancora undici gare per far bene. Decidere il futuro di un pilota dopo otto gare o preoccuparsi adesso, non è giusto: so quali sono i nostri obiettivi e quali sono i suoi. Quando sarà il momento e quando verrà presa una decisione, lui e tutti gli altri sapranno”.

Detto di Kimi, il 58enne manager bresciano ha dedicato poche ma significative parole ai tanti piloti accostati in questi mesi alla Rossa. Da Bottas: “Se vi facessi l’elenco dei piloti che mi hanno telefonato dall’inizio dell’anno… Bottas è uno dei tanti. La Ferrari è l’auto che tutti sognano, ma ci sono solo due posti e sono occupati“. A Ricciardo: “Vale il discorso degli altri. Ma a me personalmente non ha mai telefonato. Forse non ha il mio numero“

Porte chiuse anche ad Antonio Fuoco: “Ha il tempo dalla sua, per il momento ha avuto il gran privilegio di guidare la Ferrari, facendo un buon lavoro, considerando anche le condizioni atmosferiche. Ma non facciamo come con Kimi l’errore di spingere e mettere pressione, facciamolo lavorare in pace“.

Al momento attuale, comunque, Raikkonen o Vettel, la Ferrari non è in grado di mettersi dietro le Mercedes. L’inaspettata vittoria della Malesia ha scatenato entusiasmi e aspettative, ma il motto 2015 “piedi per terra, testa bassa e lavorare” è restato quanto mai di attualità. Inutile, per ora, volare alto: “Le corse sono strane, la F1 è strana e in Ferrari succedono cose ancora più strane perché generalmente ti vengono attribuite frasi che non dici o aspettative delle quali non hai mai parlato“, riporta ancora il Corriere dello Sport. “Fin dall’inizio dell’anno ho sottolineato che il nostro obiettivo era fare due vittorie, che se ne avremmo fatte tre sarebbe stato ancora ancora meglio, mentre raggiungere quota quattro sarebbe stato un miracolo. Probabilmente abbiamo vinto troppo presto e si sono create delle aspettative pazzesche, ma la strada è ancora lunga da fare. Certe pressioni mettono fretta e la fretta non è una buona compagnia di viaggio per chi deve lavorare sui dettagli come noi. Faremo il possibile per finire sul podio sempre e approfittare delle occasioni. Degli incidenti di percorso però possono capitare, ma è importante sapere che siamo lì. Non ancora dove vorremmo essere, ma vicini“.

“Credo che sia più realistico pensare di prenderli l’anno prossimo o comunque di fare un campionato più competitivo l’anno prossimo. Dicendo così magari deluderò qualcuno, ma questo è l’obiettivo che ci siamo dati a inizio anno. Ora pensiamo a lavorare con determinazione evitando errori clamorosi come è successo in Austria: per cercare la prestazione a volte si trascurano dei dettagli che diventano fondamentali“.

Da FormulaPassion.it



Kimi e il mistero dell’opzione Rossa

Avevo in mente di scrivere un post intitolato ‘Kimi e il mistero dell’opzione Rossa’.

Ma poi ho pensato che vi sareste annoiati.

Quindi.

Nel contratto che lega Raikkonen alla Ferrari fino alla fine del corrente anno, è prevista una clausola.

Tale clausola concede alla Scuderia di esercitare, entro una certa data, l’opzione per prolungare l’intesa a tutto il 2016.

Eppure, conoscere la scadenza, in stile mozzarella o yogurt, non è importante.

Sembra un paradosso, eh?

Ma è stato proprio Kimi a togliere significato alla data dichiarando, in epoca non sospetta, di non aver interesse per altre macchine, diverse dalla Ferrari.

Si intende che è liberissimo di ripensarci, per carità.

Ora, i raikkoniani irriducibili si chiedono: ma perchè la Ferrari non ha fatto scattare l’opzione dopo il Bahrain, quando eravamo nel regno del latte e del miele?

Viceversa gli anti replicano: invece Arrivabene ha fatto benissimo a prendere tempo, alla luce dei risultati più recenti.

La mia opinione in merito è nota.

Uno. Non esiste alcun complotto. L’idea che a un certo punto a Maranello qualcuno si sia messo a remare contro Kimi è una barzelletta.

Due. Non sono d’accordo con chi sostiene, pensando di difendere la causa del mio idolo finnico: ah, poverino, gli hanno tolto serenità lasciandolo in mezzo al guado, sprovvisto di certezze e bla bla bla. Insomma, su, mica parliamo di un minorenne! Kimi è un uomo intelligente e maturo, possiede tutta l’esperienza per valutare la situazione. Gli si fa un torto trattandolo come un bambinone che ha bisogno delle coccole.

Tre. Poichè stiamo ragionando sull’avvenire di un pilota che attualmente è quarto in classifica nel mondiale, di fatto con due gare in meno non esattamente e non interamente sprecate per esclusiva colpa sua, io non vedo urgenze e nemmeno disastri. Un altro driver al posto di Raikkonen sarebbe al massimo quarto in classifica.

Quattro. Riprendere Alonso non si può. Prendere Ricciardo non si può, sarebbe un torto a Seb. Allora, non è che cambiare Raikkonen sia un errore. Semplicemente, è inutile: il problema Ferrari, rispetto alla Mercedes, non è chi guida la macchina, bensì la macchina.

Cinque. Infine, io che ero e rimango un ferrarista di rito raikkoniano, non mi strapperò i capelli se Marchionne, sentito Arrivabene, decidesse di puntare su un pilota con dieci anni in meno o giù (anche più giù) di lì. Ci può stare. A patto appunto di sapere che le chances iridate della Rossa, nel 2016, non aumenteranno, per effetto dell’operazione, di una virgola. Tutto qua.

Ps. E meno male che dovevo scrivere un altro post, ehm ehm.

Da Blog.quotidiano.net


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