A proposito di Kimi

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GP USA, rassegna stampa–22/10/2018


Kimi è un Iceman, Vettel no

Dopo 113 gare Kimi Raikkonen è tornato sul gradino più alto del podio in F1 esattamente nel giorno in cui undici anni fa si laureava campione del mondo a Interlagos in Brasile. Raikkonen ha così anche superato Patrese, che aveva atteso 99 gare per festeggiare un successo. La vittoria del finlandese ha rimandato la festa iridata di Lewis Hamilton, terzo alle spalle anche di uno strepitoso Max Verstappen. Ancora una volta insufficiente la prova di Sebastian Vettel, quarto e autore di un altro errore nel corso del primo giro. Ecco come i principali quotidiani nazionali sportivi e non hanno analizzato il bellissimo Gran Premio degli Stati Uniti.

Kimi is back

“Scrive Paulo Coelho che quando vuoi davvero qualcosa tutto l’Universo cospira perché tu possa ottenerlo. Ieri le stelle si sono mosse per aiutare Sebastian Vettel e hanno spinto Kimi Raikkonen e Max Verstappen a collaborare, rimandando la festa iridata di Lewis Hamilton e della Mercedes. L’inglese ci ha provato in tutti i modi a blindare il Mondiale con 4 gare di anticipo, ma sulla sua strada ha trovato due rivali imprevisti e una strategia infelice della squadra che l’ha costretto sempre a rimontare, dopo il sorpasso incassato in partenza da Kimi che ha cominciato a complicargli la vita. L’ultimo assalto per il secondo posto, quando mancavano due giri alla fine, ha visto andare in scena un duello magnifico con Verstappen, risolto a favore dell’olandesino volante. Mentre pochi metri più avanti Raikkonen si involava verso un trionfo atteso da cinque stagioni e oltre cento gran premi, il primo con la Ferrari fin dal suo ritorno a Maranello nel 2014. Del resto, solo un miracolo (in questo caso due) poteva salvare Vettel e allungare la speranza, anche se a Hamilton mancano 6 punti per l’aritmetica certezza del quinto titolo, e la logica dice che il sipario calerà domenica prossima in Messico. Per fortuna di Seb ci hanno pensato Kimi e Max a mettere i bastoni fra le ruote di Lewis. Perché, fosse stato per il tedesco, i conti sarebbero già chiusi. L’incidente al primo giro con Daniel Ricciardo ha infatti complicato per l’ennesima volta la corsa di Vettel, finito subito in testacoda e costretto a una rimonta furiosa dalla 15a posizione. Prima del contatto, il pilota della Ferrari aveva superato quello della Red Bull in fondo al rettilineo opposto di Austin, arrivando però lungo in frenata e consentendo la replica dell’australiano. In una delle curve successive, Seb ha provato a resistergli, ma ha perso il controllo (sottosterzo) toccando la fiancata di Daniel e girandosi. Una dinamica simile a quella dello scontro con Hamilton a Monza e conclusa allo stesso modo”.
Luigi Perna, La Gazzetta dello Sport

Un memorabile acuto nell’ora dei saluti

“L’aspettava, lo aspettavamo da cinque anni. Cinque anni della sua seconda giovinezza in rosso carichi di giorni amari, deludenti, grigi, nell’ombra di Alonso prima, di Vettel poi. Ma Kimi Raikkonen è un dadaista della velocità, un mattocchio amatissimo, capace di regalarsi e regalarci un memorabile acuto nel momento dell’addio. Come dire, beh, sono ancora qui, sulle note di Vasco Rossi, ad anni 39, ad un passo da un futuro (nel Team Sauber) che non gli permetterà giorni così carichi di smalto, così gonfi di una emozione che questo strano uomo, glaciale per finta, nasconde da una vita. Dunque, applausi. Meritati, in arrivo dall’intera platea, avversari compresi. Ma il volo magnifico di Kimi ad Austin contiene molti significati. […]  La vittoria di Kimi dimostra ancora una volta quanto questo Mondiale avrebbe potuto offrirci tutt’altro finale. Perché la macchina, affanni compresi, reagisce e tiene testa anche in un epilogo dal destino scontato causa punti gettati dal suo primo pilota. Il quale fa ora tenerezza, schiacciato come pare da una serenità perduta. Anche perché Raikkonen, già dimesso e vincente, si trasforma adesso in un ennesimo, implicito, sghignazzante testimone dell’accusa”.
Giorgio Terruzzi, Il Corriere della Sera

È la festa rossa di Raikkonen, rinviata quella di Hamilton

“C’erano cheerleader, cantanti, vip e le bandierine già pronte ad Austin. Ma la festa di Lewis Hamilton è rinviata, con ogni probabilità solo di una settimana al Gp del Messico. Non aveva calcolato due «imbucati» il campione della Mercedes. Il primo è il «nonno» del paddock: Kimi Raikkonen torna a vincere dopo 5 anni e 113 Gp nel momento più inaspettato della sua lunghissima carriera. Il secondo è Max Verstappen, il predestinato della Red Bull: partiva 18° dopo una qualifica da incubo (per la rottura di una sospensione e per aver sostituito alcuni elementi del motore), ha evitato il far west del primo giro, ha rimontato furiosamente con sorpassi pazzeschi e poi a due tornate dalla fine ha chiuso la porta in faccia a Hamilton con coraggio e classe. Per l’inglese è un podio insapore dopo la pole conquistata al sabato con una delle sue magie sulla pista dove vinceva da 4 anni di fila. Ma non si dispera, ha il campionato in pugno e ha imparato che a volte conviene limitare i rischi. Chi, invece, non cambia mai è Sebastian Vettel: dopo il pasticcio del venerdì (-3 posizioni al via per non aver rallentato in regime di bandiere rosse nelle prove)ne combina un altro, anche peggiore. Nel tentativo di liberarsi di Daniel Ricciardo nelle prime curve perde la macchina, frana addosso all’australiano e va in testacoda. È condannato a una gara di rimessa, i commissari non puniscono nessuno dei due, ed è giusto così”.
Daniele Sparisci, Il Corriere della Sera

Colpo di coda di Raikkonen

“Gara divertente e incerta fino agli ultimi giri il Gran premio degli Stati Uniti. Hamilton è scattato (non benissimo) dalla pole position e alla prima curva ha ceduto la testa della corsa a Raikkonen. Avrebbe potuto chiudere lo stesso il campionato grazie all’errore di Sebastian Vettel, finito in testacoda nella fretta di superare Ricciardo. Ma stavolta nelle strategie la Ferrari è stata più astuta della Mercedes: ha chiesto a Kimi di resistere con le gomme che stavano andando in pappa e gli ha fatto fare un solo pit stop. Hamilton, invece, si è fermato due volte e non è riuscito a rimontare oltre il terzo posto, dietro a Verstappen e davanti a Vettel”.
Stefano Mancini, La Stampa

Da FormulaPassion.it


KR7, finalmente e dimmi che non vuoi morire

KR7, finalmente.
Hamilton è stato costretto a rinviare l’inevitabile festa iridata.
Vettel mai come ora ha bisogno di essere aiutato.
“E dimmi che non vuoi morire”, Vasco Rossi per Patty Pravo.
Ps. Scrivete quello che volete. Io scrissi.

Da Blog Turrini


Lo scambio, reazioni–13/09/2018


Daniel Ricciardo surprised by Kimi Raikkonen’s Sauber deal

Daniel Ricciardo was surprised by Kimi Raikkonen’s two-year Sauber deal as he thought the Finn would retire after losing his Ferrari Formula 1 drive.

Outgoing Red Bull driver Ricciardo had eyed a move to Ferrari earlier this year but eventually decided to sign for Renault.

Raikkonen will be replaced by Charles Leclerc and take the youngster’s seat at Sauber having confirmed a two-year deal with the team that gave him his grand prix debut in 2001.

Asked if he was surprised by Raikkonen’s move, Ricciardo said: "A little bit.

"I suspected Ferrari would make the change they’ve made, but I thought if Kimi left then he was leaving, riding dirt bikes and spending time with his kids.

"I’m surprised he’s committed to a two-year deal as well.

"His body language doesn’t always show he enjoys the sport but obviously he likes it more than we think he does."

Raikkonen has not won a race since rejoining Ferrari in 2014 but he has added two pole positions and 22 podiums to his overall record in that time.

Though Sauber has improved significantly in the last 12 months under Fred Vasseur’s stewardship, Raikkonen will likely swap his podium-contending form for scrapping for points.

Renault’s Nico Hulkenberg said that is why he was also "a bit surprised" to hear about Raikkonen’s switch.

"Obviously, we all love racing," said Hulkenberg. "It’s hard to stop that, especially in Formula 1.

"It’s the pinnacle of racing. It’s an awesome life and job that we have.

"From that point, to just stopping and doing nothing, is quite hard but to go backwards from a top team – and from a car that you do lapping to probably a car that you get lapped [in] – it’s quite interesting.

"I’m sure he has his reasons for it. He obviously still gets some good pace so he has every reason to still be going."

Raikkonen’s former Ferrari team-mate Fernando Alonso, who last month announced his intention to leave F1 at the end of the year, said he was not surprised Raikkonen has decided to stay.

"I think everyone has different feelings, different character, different ambitions," said Alonso.

"So, it’s difficult to judge all these things from the outside."

Championship leader Lewis Hamilton believes Raikkonen’s longevity in F1 "has to be admired" as the 38-year-old will take his tally to 18 seasons if he sees out his two-year Sauber deal.

Raikkonen will also break Rubens Barrichello’s all-time GP starts record if he completes the 2019 and 2020 seasons.

Da Autosport.com


Ciao Kimi, è stato bello (anche per chi non ti capiva)

Il comunicato è arrivato.
Firmato Maurizio Arrivabene.
A fine stagione Kimi Raikkonen saluta la Ferrari.
Si sapeva.
Ci sta.
Il tempo passa per tutti.
Anche per i Grandi.
Io sommessamente penso che il Santo Bevitore resterà nella storia migliore del Cavallino.
La Storiacon la maiuscola.
Il resto è cronaca.
Non sempre piacevole da raccontare.

Da Blog Turrini


Quell’incrocio tra Vettel e Leclerc

Alcune considerazioni spicciola pre Singapore e post scambio Carletto Kimi.
1. Povero Marchionne. Visto che non può più parlare, gli si attribuisce di tutto. Da vivo, tutti zerbinati. Da morto, mancano solo le interviste dalla tomba. Che tristezza.
2. Casualmente, io lo so cosa Marchionne pensava di Raikkonen e di Leclerc. Magari qualcuno me lo farà dire quando sarò in Purgatorio (niente inferno per un ferrarista, abbiamo sofferto troppo qua sulla terra).
3. La vera scommessa sul 2019 riguarda la combinazione Vettel Leclerc. Non è un mistero: Seb si era pubblicamente espresso a favore della permanenza del Santo Bevitore.
4. Cioè, Vettel preferiva una soluzione. La Ferrari ha scelto diversamente. Ne aveva diritto e non c’è nulla di male. A patto di saperlo.
5. Vettel non è solo molto bravo. È anche molto intelligente. Conosce la storia. A Schumi avrebbero dato un compagno in presenza di un gradimento di Michael per un’altra soluzione ? Rispondete voi.
7. Questo non significa che le cose non funzioneranno. In Ferrari pensano anzi che a Seb farà bene lo stimolo di un compagno fresco, giovane, affamato. In teoria sono d’accordo, poi dipende da come saranno gestiti i delicati equilibri interni.
8. Ho fiducia in Maurizio Arrivabene. So che qui sotto non di rado rimedia critiche ferocissime ma Io tutta questa commedia degli errori, nella gestione della stagione Ferrari, ecco, io non l’ho vista e chiedo scusa. Sara colpa della cornea trapiantata.
9. Possibile che nessuno, tra i miei amici cloggari anti raikkoniani, si chieda chi pagherà due anni di ingaggio a Kimi e perché? O pensate che paghi la Sauber? Non vi viene in mente che…(non dite che sono criptico, su, congiungete i puntini e il disegno apparirà).
10. Da domani parliamo solo di Sing Sing. In teoria, ci sarebbe ancora un mondiale da vincere.
Con Vettel.

Da Blog Turrini


Seb,Kimi,Leclerc: il triangolo no, non l’avevo considerato

“Il triangolo no, non l’avevo considerato. Garantisci per lui, in questo amore un po’ articolato?” (Renato Zero).
Seb Vettel: “Kimi è il miglior compagno che ho mai avuto. Mi dispiace sapere che l’anno prossimo non sarà più nel nostro box. Con lui c’è sempre stata lealtà assoluta e reciproca. Leclerc? Ha una grande occasione, lavoreremo insieme”.
Carletto Leclerc. “Se nel 2019 la Ferrari andrà forte come quest’anno, io punterò a vincere il mondiale. Non ci saranno differenze di trattamento tra me e Seb”.
Kimi Raikkonen. “Naturalmente non ho deciso io di lasciare la Ferrari”.
Molto bene.
Queste cose le avete lette o sentite da Singapore.
Sono la plastica dimostrazione di quanto ho tentato di spiegare nei giorni scorsi (immagino con scarso successo, sono abituato ad avere ragione in anticipo ma è fastidioso sentirsela dare, la ragione, sempre dopo).
Comunque e a scanso di equivoci, io sto con Vettel (e dai). Qui rischia di passare l’idea che Seb sia un problema e non una risorsa.
“Deus dementat quos perdere vult” (cit.)
Ricordatevi di allacciare le cinture, nel 2019. E intanto buone notti a Singapore.
Ps. Quando ho sentito KR7 rispondere a chi gli chiedeva se avesse ancora voglia di correre “No, sono ancora qua per rispondere a domande del genere”, eh, ho capito che non mi sono mai sbagliato, sul conto del personaggio.

Da Blog Turrini


Domande e risposte, Leo Turrini–20/08/2018


@daniela. Kimi ha le idee molto chiare sul 2019, stai tranquilla.

@dona. Ricordati che Marchionne ha confermato Raikkonen nel 2015, nel 2016 e nel 2017. Il resto è aria fritta.

@blade spirit. Rispondi al tuo bimbo che Kimi non vince perché tiene troppo alle coronarie. Le mie.

@Thommy21. Tempo fa scrissi un post sull’argomento perché Kimi è impopolare tra i media (solo italiani, eh). Vedi di recuperarlo. Io credo che le cose recentemente dette da Horner e Wolff sul congedo di Alonso spieghino tanto. In Italia, sorry, per anni le hai lette solo qui. Shakera Briatore e compagnia bella e tutto si tiene. Sai, i fatti sono cocciuti. Quando chiedi: ma come mai Marchionne, idolatrato per altre cose, ha confermato Raikkonen nel 2015, nel 2016 e nel 2017 se è così scarso? Eh, non ti rispondono (ah, tra parentesi: e Sergio non ha mai pensato di riprendersi Nando, che sarebbe tornato a piedi. Chissà come mai!)
@raik7777. Si, Spa 2008 fu un duello tra titani. La pioggia fregò Kimi, che aveva già vinto. Pensa che a tavolino, per penalità di Hamilton, la spuntò Massa!

@Thommy21. La storia di Kimi l’ha scritta, giustamente, chi lo conosce meglio di me. Io sono anziano per certe cose…

Da Blog Turrini


@Thommy21. Kimi ama correre, altrimenti non sarebbe ancora lì. Ma non vive per le corse, non considera la F1 l’ombelico del mondo e non direbbe mai cose dette da popolari mitomani.

@roberto. Io con Raikkonen ho parlato due volte in vita mia. Lo considero un grande pilota e una bella persona. Rispetto chi non condivide la mia opinione, per inciso adoro stare in minoranza!

Da Blog Turrini


Domande e risposte, Leo Turrini–17/08/2018


riccardo78. In America quasi mai hanno capito la F1 e il disastro di Indy2005 fu un autogol pazzesco. Austin per ora è una buona soluzione. Altri Gp negli Usa sono nei progetti di Liberty Media. Vedremo.
Su Kimi, sicuramente è un pilota che viene da un’altra era e il discorso vale anche per Alonso, che certamente non è mai stato “gentile” con i suoi compagni di scuderia. Ma guarda che nemmeno Schumi lo era.

@paul. Kimi è terzo nel mondiale piloti. Ha perso punti (meccanico al box e un motore kappao) non per colpa sua. La Ferrari ha le sue strategie ma io tutto questo ostracismo nei confronti di Raikkonen, chiedo scusa, ma non lo colgo. Si vede che sono suonato, cosa vuoi che ti dica? Ciao.

@AUZbar. Io immagino che Kimi, quando smetterà di correre, ai box non metterà più piede. A meno che Robin da grande…

@carbone. Arrivabene, Vettel e Kimi non leggono i giornali e nemmeno i siti web (ma esiste l’eccezione che conferma la regola).
@seldon. Sei un grande! Allora, il testo della Carlona lo scrisse un coetaneo di Raikkonen che si chiamava Paolo Villaggio e…

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@luca Raikkonen. Nel 2019 Kimi sarà dove è logico stia uno come lui.

@pask 7. E meno male che avevo chiesto una domanda alla volta! Ma apprezzo lo spirito. In breve. I progetti di Marchionne io li porterei avanti, rilancio Alfa compreso. Leclerc è in gamba, solo non lo aiutano i babbei odiatori di Kimi che per questo astio verso il finnico debbono dipingerlo come il Messia, che ancora non può essere.

@beverly. La Ferrari ha le sue strategie. Kimi è un uomo intelligente. Per ora, la combinazione funziona.

@kimi7. La Ferrari non ha interesse a penalizzare Raikkonen, fermo restando che Vettel è Vettel e che ha vinto, particolare non trascurabile, i primi Gp della stagione.

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Domande e risposte (2)–Leo Turrini 11/08/2018


@ massimo Alfani. Sai, oggi tramite web uno può leggere commenti di ogni tipo, da ogni paese (a patto di conoscere le lingue, eh). Io credo ci sia un problema: una parte dei media tricolori non ama Vettel (per tacere di Kimi!). Rispettabile sentimento, che a me però risulta incomprensibile. Da lì, suppongo, una timidezza nel valutare certe prodezze Fia (lo slalom alla Tomba di Hamilton in Germania, per dire). Richiamo anche un’altra domanda di Maipora: certo che mi girano, quando scopro che qualcuno è più uguale degli altri.

@giuly98. Scrivi molto bene, cara collega. Sei invece meno brava a…leggere, dato che avevo chiesto una domanda sola! Scherzi a parte, vittoria più bella 2018 Silverstone. Voto a Seb e Kimi fin qui: 8 a entrambi.

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@AlessandroRocco. Kimi è in pole per una vita felice, che tale continuerà ad essere a prescindere dalla collocazione datata 2019.

@sabina. Seb e Kimi, a parte i doveri professionali e promozionali, non curano le pubbliche relazioni in modo viscerale, cioè non fanno i ruffiani e insomma ai miei occhi sono fantastici. Ad occhi di altri molto meno (fantastici, intendo). Ma c’è libertà di opinione.
@un Dario qualunque. Kimi sa che io sono un ferrarista di rito raikkoniano e io so che lui è un lettore di rito turriniano. Ci vogliamo molto bene, da lontano.

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@maipora. A livello mediatico globale Hamilton e Verstappen sono più popolari di Seb e Kimi. Ma io mi tengo Seb e Kimi.

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Domande e Risposte–Leo Turrini 07/08/2018


Cosa pensava Marchionne di Raikkonen

Inizio a rispondere alle vostre domande. Mi sto divertendo molto. Grazie, non salterò quesiti, almeno spero.

@Timetravel. Sai, contrariamente a quanto taluni sostengono, Marchionne si era tenuto tutte le opzioni aperte per il 2019. Ti racconto questa: quando Vettel vinse in Canada, il presidente, ancora in discrete condizioni di salute, non rilasciò la consueta dichiarazione ufficiale. Disse: se la facessi dovrei anche rimproverare Kimi per la prestazione opaca e non lo voglio fare…

@079Max. Caro amico, so bene che spesso a me vengono attribuiti poteri divinatori. Ma non sono Nostradamus. Io su Kimi mi comporterei come Marchionne, che lo ha confermato nel 2015, nel 2016 e nel 2017 (a dimostrazione che se ne intendeva, eh). Ora la decisione spetta ad altri, che hanno il diritto di scegliere come meglio credono.

@anna M.Io reggo meglio il Lambrusco e Kimi regge meglio la vodka. Ma ti assicuro che siamo entrambi lucidissimi.
@GrandPrix4. Kimi aveva almeno 4 ipotesi extra Ferrari per il 2019, a fine primavera. Le ha lasciate cadere perché la sua priorità è quella di sempre.
@Bedroom8. I nuovi vertici Ferrari cercheranno la continuità (parlo dell’azienda) anche per rassicurare gli investitori, molto turbato dalla scomparsa di Marchionne. Sulla F1 conserveranno le posizioni “politiche”del predecessore.

Da Blog Turrini


Aspettando…–28/07/2018


Ferrari, aspettiamo Robin Raikkonen

E che vi posso dire?
“It’s not over until is over” (cit).
Di sicuro Giove Pluvio non è iscritto a un Ferrari Club.
Nemmeno temo sia un fan di questo Clog!
Dopo di che, bisogna essere bravi anche nella gestione della emergenza. Non c’è dubbio che in Mercedes siano stati più abili.
Hamilton è un fuoriclasse e lo ripeto sempre. Credo si stia rendendo conto che le circostanze lo stanno agevolando. Lo ha anche ammesso nelle esternazioni post qualifiche.
Ma è ancora lunga, fidatevi.
La Ferrari, storicamente, è un modello di resilienza e non mi sono ancora rassegnato all’idea che il prossimo campione del mondo vestito di Rosso sia Robin Raikkonen nel 2038.
Suo padre va fortissimo e io l’ho sempre saputo, con tanto rispetto e affetto per Leclerc che qualcuno sta rischiando di bruciare.
E Vettel è Vettel. Non aderirò mai all’esercito degli Anti. Non capiscono una beata mazza, se posso esprimermi con un francesismo.
La gara sarà molto, molto dura. Se la partenza fosse normale, un Bottas in versione sughero non ce lo toglierebbe nessuno.
Ma, come dico sempre, in Ferrari siamo abituati a soffrire.
Aspettando Robin Raikkonen, s’intende.

Da Blog Turrini