A proposito di Kimi

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Rinnovo di Kimi, reazioni 2–08/07/2016


Raikkonen: scelta a perdere

8 luglio 2016 – Non spetta a me giustificare la scelta della Ferrari rinnovando il contratto a Kimi Raikkonen per la prossima stagione.

Comprendo l’entusiasmo dei tifosi di Raikkonen nel vederlo ancora al volante di una Ferrari: hanno ragione. In uno sport che cambia così rapidamente, il tifo ha bisogno di identificarsi in personaggi stabili e Kimi è un personaggio stabile, ultimo pilota di Maranello ad aver vinto un titolo mondiale, per cui ha tutti i meriti. Invece mi risulta difficile capire la scelta non facile della Ferrari. Incompetenza? Scarso potere attrattivo verso i piloti? Nulla di tutto questo. Molto peggio. La Ferrari in questo momento è una squadra alle prese con tante variabili e cerca disperatamente di semplificarle. In matematica una equazione con un numero di variabili molto elevato, tali da rendere l’equazione irrisolvibile, se ne scelgono alcune facendole diventare delle costanti per ottenere il risultato attraverso successive approssimazioni: quanto tempo ha la Ferrari per continuare a fare delle approssimazioni?

Oggi Maranello, forse per necessità, è in balia del suo primo pilota, Sebastian Vettel, sul quale ha puntato tutto per una rivincita che ancora non c’è. Mentre Raikkonen rappresenta una non scelta e in Formula 1 le non scelte raramente portano al successo. Sergio Marchionne ha una bacchetta magica che deve preservare perchè lo ha salvato da ogni problema. Marchionne è l’uomo degli annunci che non sempre diventano realtà, però se la cava sempre come accaduto con la Fiat quando fiato non ne aveva più. La Formula 1 con i suoi tempi serrati – quattro Gran Premi nel solo mese di luglio, per fare un esempio – comporta verifiche puntuali e ricorrenti. Lo stato attuale della Ferrari rispecchia lo stato d’animo di un Marchionne che per la prima volta in vita sua rischia la faccia.

Se non arriva una vittoria, dov’è finita quella bacchetta magica? In fondo la Ferrari rappresenta una piccola parte dell’impero FCA, però esprime una consistente parte di immagine. Allora come giustificare un insuccesso del genere? Forse è più facile giustificare ritardi del prodotto o delle politiche commerciali, mentre con la Ferrari il giudizio non è più mediato attraverso organi di stampa e organismi finanziari, è quello dello spettatore che siede in tribuna o davanti alla televisione e che trae delle conclusioni. L’aver rinnovato il contratto a Raikkonen porta alla conclusione che la Ferrari ha scelto di non scegliere, esemplificando il proprio stato di difficoltà, di quasi panico. Confido che i risultati di Silverstone mi smentiscano. Ma non credo.

Mauro Coppini da Formulapassion.it



Raikkonen??? Oh no!

8 luglio 2016 – La Ferrari ha annunciato il rinnovo del contratto per Kimi Raikkonen che quindi farà coppia con Sebastian Vettel anche nella stagione sportiva 2017.

Sono incredulo, lo ammetto. Questa notizia mi ha colto impreparato. Sono senza parole. Si vede che a Maranello hanno deciso di non vincere. Con una scelta del genere non vinceranno mai. In sintesi: quando le due Mercedes non hanno inconvenienti meccanici o non sono vittime di contrasti penalizzanti in pista, puntualmente realizzano primo e secondo posto, così come la Ferrari con Sebastian Vettel ha la possibilità di ottenere sempre il terzo posto purchè riesca a raggiungere il traguardo indenne. Invece Kimi Raikkonen sovente è impegnato nel cercare di scrollarsi di dosso macchine come la Force India o la Red Bull, per cui il giorno in cui Vettel non è in gara perchè scoppia qualcosa, gomme o motore o resta vittima di un incidente, Kimi non serve a nulla. La scelta di rinnovare il contratto a Raikkonen offre una chiara indicazione sulla filosofia seguita dalla Ferrari e sulla sua vision che rispetto ma, diciamo pure, non capisco.

Cesare Fiorio da Formulapassion.it



Ferrari senza coraggio

8 luglio 2016 – Pur nutrendo profonda stima e simpatia per Kimi Raikkonen, non mi sento di condividere la scelta operata dalla Ferrari rinnovandogli il contratto per la prossima stagione.

n Formula 1 hanno debuttato giovani e giovanissimi piloti con grande talento come Max Verstappen,
Stoffel Vandoorne, Pascal Wehrlein e alcuni di loro non sanno se riusciranno ad ottenere mai un posto in un team, escludendo le prove che possono fare di tanto in tanto il venerdi. Questi rappresentano un capitale inutilizzato per colpa di senatori che occupano da troppi anni un posto di primopiano, bloccando di fatto il ricambio in Formula 1. Risulta difficile valutare la posizione di Raikkonen in funzione dei piani Ferrari che comunque lo relegano al ruolo di seconda guida, scudiero di Sebastian Vettel. Così come non capisco Maranello quando avrebbe voluto ingaggiare Carlos Sainz per accontentare uno sponsor – una grande banca spagnola disposta a sostenere un proprio connazionale, un esempio che dovrebbe far riflettere – prontamente bloccato dalla Red Bull che invece attua una politica completamente diversa dalla Scuderia del Cavallino Rampante per quanto concerne i piloti.

E’ triste constatare che un team di rango come la Ferrari operi scelte in funzione degli introiti che possono derivare dall’appoggio degli sponsor, invece di privilegiare i migliori conduttori disponibili sul mercato. Alla Ferrari manca il coraggio di affiancare a un campione un giovane capace, invece hanno preferito destinare il nonno della Formula 1 – considerando che Raikkonen è il pilota più anziano in attività – al compito di guardaspalle di Vettel, quando avrebbero potuto dimostrare il coraggio di rischiare con un giovane. E’ sbagliata la filosofia che ha ispirato la scelta in favore della riconferma di Raikkonen, perchè alla fine si è tradotta in una vera e propria non scelta, è stata la dimostrazione palese della mancanza di coraggio, che a partire dal fronte dei piloti mi fa riflettere sulle possibili non scelte nell’ambito tecnico. Vettel con la riconferma di Kimi ha avuto il suo Barrichello, esattamente come nell’era Schumacher, con la differenza che a quell’epoca la macchina e la squadra funzionavano come un orologio svizzero.

E’ pur vero che Vettel ha vinto quattro mondiali, ma se a Maranello pensavano di raggiungere il titolo quest’anno con il solo pilota tedesco, è un disegno che svela tutta la sua assurdità insieme ai limiti che ha evidenziato Raikkonen, pilota dal carattere roccioso e mai felice, spesso vicino alle prestazioni del compagno di squadra, a volte davanti, ma non più all’altezza di Vettel. Eppure la Ferrari lo ha riconfermato e Kimi ha accettato il ruolo assegnatogli sapendo che il predestinato, vettura permettendo, sarà sempre il tedesco. La Red Bull al Gran Premio di Spagna ci ha offerto un esempio di come debba essere gestita la strategia tra due campioni, mentre la Ferrari per Raikkonen adotta sempre una strategia di serie B. Per non parlare dei lamenti inascoltati di Kimi quando in passato la macchina risultava per lui inguidabile. La Ferrari ha scelto l’uomo che in virtù di una certa età, accetta, subisce e non si agita più di tanto sapendo che il primo ad essere assecondato è Vettel.

n uno scenario dove sempre meno giovani seguono la Formula 1, dove il coraggio è scomparso, dove il futuro per il finlandese sarà senza acuti, se non quello scaturito dal seguito dei suoi inesauribili tifosi, obbiettivamente cosa potrà dare Raikkonen in più oltre a quello che abbiamo visto sin qui?

Siegfried Stohr da FormulaPassion.it



Ecco perché Raikkonen ha rinnovato alla Ferrari

Punto per punto, una tesi che non si può smontare ….

Naturalmente la Ferrari ha fatto benissimo a prolungare il contratto di Kimi Raikkonen a tutto il 2017.

Mi fa piacere che Sergio Marchionne e Maurizio Arrivabene abbiano condiviso la mia tesi. Per le ragioni che seguono.

1) L’ultimo problema della Rossa è chi la guida. Vettel e Raikkonen sono terzi nel mondiale a pari punti. Hanno davanti in classifica solo i drivers della formidabile Mercedes.

2) Il Biondino finlandese in graduatoria sta ex aequo con il tedesco. Se Seb e’ un fenomeno e lo è, come si può considerare un disastro il rendimento di Raikkonen?

3) Kimi ha l’anima ferrarista. E’ l ‘ultimo iridato con il Cavallino nel. 2007. Fu sacrificato inutilmente sull’altare di Alonso. Bravissimo Fernando, per carità. Ma zero tituli…

4) Raikkonen capisce le esigenze della squadra. Va (quasi) forte come Vettel e non rompe le scatole. Mai una polemica in pubblico, una lamentela sbracata. Conta anche questo.

5) Uno che ha gli stessi punti del tedesco con chi lo sostituisci? Chi sta in Mercedes non si muove. Il predestinato Verstappen sta blindato in Red Bull. Con Kimi scegli l’usato sicuro e hai tempo per progettare il futuro a medio termine.

6) Poi, lo so, Raikkonen non gode della simpatia di molti osservatori. Bisogna capirli: lui li ha smentiti spesso, vincendo il mondiale al primo colpo con la Ferrari e poi tornando in F 1 in Lotus dopo due anni stop dando spettacolo.

Inoltre, sono orfani di Alonso. Se ne faranno una ragione: a fine 2017, Kimi si ritirerà.

Meritatamente, da ferrarista.

Da Quotidiano.net



La vera storia della conferma di Kimi

Ringrazio quanti hanno voluto congratularsi con me per il piccolo scoop planetario di ieri mattina, l’annuncio anticipato della permanenza di Raikkonen in Ferrari

Respingo invece affettuosamente i complimenti di chi suppone io abbia avuto un ruolo nella risoluzione della stucchevole vicenda.

Onestamente, non c’entro niente.

Mi spiego.

Quando parlo con Marchionne (mi è capitato) o con Arrivabene, semplicemente ripeto le stesse cose che scrivo qua, che pubblico sui miei giornali, che racconto a Sky.

Niente di più. E niente di meno.

Banalmente ricapitolando, come sa chi ha la bontà di leggermi, io ho sempre pensato quanto segue. E l’ho sempre detto a chi sta in sella al Cavallino.

L’ultimo problema della Ferrari sono i piloti.

Se il guaio sta nella macchina, sostituire Kimi non garantirebbe alcun miglioramento nelle prestazioni della Rossa.

Se fossero stati disponibili Hamilton e/o Rosberg, per carità, tutto bene. Ma ovviamente nessuno dei due piloti Mercedes ha mai nemmeno lontanamente pensato di trasferirsi a Maranello. Mica sono scemi! E per questo certe ipotesi nemmeno hanno meritato un commento, in questa sede.

Verstappen è blindato Red Bull e provare a prendere Ricciardo significa, conoscendo la storia, quanto meno mancare di rispetto a Vettel.

Con buona pace dei suoi detrattori, dal Par in giù, se quasi a metà stagione Kimi ha gli stessi punti di Vettel delle due l’una. O Seb non è un fuoriclasse e invece lo è, io lo racconto come un predestinato da quando stava in Bmw perché me lo fece notare Schumi e mi tocca pure imbattermi in cialtroni che all’epoca manco sapevano chi fosse Seb e mi rimproverano di avercela con lui, roba da querela!. Oppure, se Seb appunto è quello che credo io, la stagione di Raikkonen è buonissima.

Sarebbe ora, lo dico con pietoso riguardo, che gli ‘Anti’ se ne facessero una ragione. Ohi, dico, il tempo passa, lo so che nel 2005 Todt, con largo anticipo, con il consenso di Schumi preferì il Biondino ad Alonso per la successione. Possiamo discuterne all’infinito, è andata così, se a fine 2017 Raikkonen sarà, con 7 anni di rosso vestito, tra i più ferraristi di sempre, dopo Michael e dopo Massa, no, dico, da cosa pensate dipenda? Da me? Per carità, sono solo uno scribacchino di periferia, figlio di un muratore che purtroppo non c’è più. Dai soldi di un Banco spagnolo? Non sarà che avete sempre avuto torto, come indica anche l’albo d’oro dei campioni del mondo e del trofeo costruttori?

Infine e concludendo, vedi libere di Silverstone, come dicevo all’inizio il vero problema Ferrari è la macchina, non chi la guida. Se mi dimostrassero che sostituendo Kimi vinceremmo il mondiale, andrei io a cacciarlo a pedate. Ma non è così, fidatevi.

Spazio sotto a chi volesse narrare la caccia alla pole inglese. E tanti auguri al nostro ammiraglio Nelson66, che sta risolvendo un piccolo guaio di salute e che si è commosso quando, ieri mattina alle nove, gli ho anticipato la notizia di Kimi.

Da Blog.quotidiano.net


Q & A con Turrini, a proposito di Kimi


@akexandersupertamp. Cominciamo bene! Prima domanda: ci sarà ancora Kimi a Maranello nel 2017? Mia risposta: in Ferrari hanno le idee chiarissime in merito, fermo restando che l’ultima parola spetta al presidente. Ed è giusto così.

@tommyiceman. Sì, secondo me Kimi con la macchina giusta lotterebbe per il mondiale e del resto solo chi è in malafede non ha notato, fin qua, la vicinanza di prestazioni tra lui e Vettel. L’ho detto un miliardo di volte: in Italia (solo in Italia, eh) c’è un pregiudizio nei confronti di Raikkonen che risale alla scelta di Todt per il dopo Schumacher. Cose di oltre dieci anni fa, purtroppo nell’ambiente un sacco di gente vive con la testa girata all’indietro, non riesce a dimenticare e non sopporta un elenco, quello dei campioni del mondo al volante della Ferrari, che parla da solo, così come un altro elenco, eh…

@amicodigarth. In Ferrari sono contenti di entrambi i piloti e lo dicono sempre. S’intende che Vettel è più giovane e questo conta in una logica di prospettiva, ma se Raikkonen andasse più forte lo lascerebbero davanti al compagno, fidati.

@luis64. La Ferrari riprese Kimi a fine 2013 perché è un grande pilota e se tanti che lo ciritcano fossero bravi come lui nel loro mestiere le cose andrebbero meglio. Inoltre c’era una ragione ‘politica’, Alonso aveva già fatto capire di non voler restare fino alla scadenza naturale del contratto e a Maranello temevano di rimanere senza un top driver, quindi fecero la mossa giusta.

Da aspettando-la-spagna-le-mie-risposte

@paolino. Sul futuro di Kimi ho detto, deciderà Marchionne ed è giusto, tocca al presidente valutare anche elementi non strettamente connessi al valore del pilota. Quindi se stai pensando a Perez hai capito ma io il messicano lo lascerei dov’è.

Da aspettando-lirlanda-le-mie-risposte

@Ferrari2015T Ma guarda che Vettel è un tizio molto positivo nel rapporto con la squadra. Naturalmente è più fumantino di Kimi però questo rientra nella norma, c’è anche una differenza anagrafica. I due piloti non li incontro mai, so che pochi ci credono, ma ad esempio con Raikkonen ho parlato una volta cinque minuti, ci siamo trovati simpatici e non c’erano dubbi in proposito, amen. Sul film di Ferrari ho letto da qualche parte che Bale, il bravissimo attore, ha rinunciato alla parte, non so se ci siano altri sviluppi, a Hollywood le cose cambiano in fretta. Di libri in verità ne sto preparando addirittura tre…

Ògianlu27. Ehi, non sono così presuntuoso da pensare che Marchionne abbia cambiato atteggiamento dopo aver fatto quattro chiacchiere con me! Non esageriamo, dai. Poi così vicino al team me lo aspettavo, avendo Marchionne preso come causa della cacciata di LCDM il flop della F1 rossa nel 2014, è chiaro che ci tiene anche una ragione di prestigio personale. Ti dico anche che Bobbi è amico di Alonso, aggiungo che Arrivabene è amico mio e anche per lui alla fine della fiera conteranno i risultati. Kimi sta facendo una stagione più che buona. Vettel vuole vincere, è normale sia su di giri se non ce la fa. Allison è stato colpito da un destino crudele, qualunque cosa scelga di fare avrà diritto di farla e stop. Per me la Ferrari ‘deve’ assumere gente in gamba per colmare quel deficit di metodo-filosofia-cultura che considero il vero limite della Scuderia nel presente..

@schroedingerscat. Un nickname più complicato no, eh? Guarda, sulle strategie Ferrari, stando al 2016, io credo ci sia stata, quasi sempre, la voglia di azzardare per compensare il vantaggio Mercedes, insomma cercavano di inventare qualcosa per vincere solo che si è perso lo stesso. Abu Dhabi 2010 francamentefu una storia diversa, certo sarebbe una vicenda da rielaborare, pensando a come si è comportato Seb a Baku. Su Kimi il discorso è semplicissimo, almeno secondo me. Può darsi ci siano comprensibilissime ragioni, non strettamente sportive, per sostituirlo. Pecunia non olet. Ma, come ho spiegato qua e là, l’ultima parola spetta a Marchionne ed è giusto così e anche questo ho già detto.

Da tra-iniesta-e-perez


Vettel-Räikkönen, l’opinione di Turrini


Kimi, Seb e i versi di Franco Battiato – 16/04/2016

‘Ne abbiamo avute di occasioni, perdendole. Non rimpiangerle, non rimpiangerle, mai’.

Facciamo che questi versi di Franco Battiato sono la perfetta colonna sonora del momento Ferrari.

Con Hamilton scaraventato in fondo alla griglia, era ovvio pretendere una Rossa in prima fila. Non dico in pole, mai avevo immaginato che Rosberg potesse perderla. Ma in prima fila, accidenti, sì.

Ho aspettato qualche ora per buttare giù queste righe. Non per nascondere la frustrazione: esiste ed era palpabile anche nel body language di Kimi e di Seb, dopo l’epilogo.

Aggiungo che a parer mio i due piloti qualcosa hanno sbagliato, altrimenti Ricciardo (ohi, congratulations) l’avrebbero tenuto dietro.

Aggiungo ancora che mi sorprende (non in questa sede, in generale) la meraviglia di molti perchè Raikkonen è stato davanti a Vettel.

A parte l’episodio in sè, per mesi e mesi sono stato beatamente solo a sostenere che di ottimi drivers la Ferrari ne aveva due, non uno.

E’ il destino delle minoranze. Siamo il sale del mondo (e del mondiale di F1) e ci danno ragione, spesso, quando è tardi.

Va bene.

Ci sono anche elementi positivi, nel sabato delle ombre cinesi.

I crack di Hamilton segnalano che, se messi sotto pressione, non necessariamente gli amici di Stoccarda sono invulnerabili.

Immagino l’irritazione del Nero per la situazione che si è creata: senza casini in pista o guasti Ferrari, bene che gli vada arriva quarto. E perde altri punti su Nico, che, considerata anche la equazione gomme, non vedo come possa perdere questo Gran Premio (e così la gufata gliela abbiamo tirata, eh).

Comunque la Ferrari è andata in Cina con l’obiettivo di portare due macchine al traguardo.

Sul podio.

‘Ancora un altro entusiasmo ti farà vibrare il cuore’ (Franco Battiato, ancora).

Da Blog Turrini



Vettel-Raikkonen come Lauda-Regazzoni? 17/04/2016

Riuscirò a vedere, in questo 2016, un Gran Premio senza rogne-casini-inciampi per la Ferrari?

Comincio a nutrire qualche dubbio in proposito.

Stavolta c’è stato l’episodio in partenza, dal quale parto.

Ha sbagliato Vettel nei confronti di Raikkonen e infatti si è scusato immediatamente via radio e poi nel dopo gara.

Sulle responsabilità di Kvyat, uhm, il russo si butta all’interno a palla di cannone e questo appartiene al Dna di un pilota.

Sul faccia a faccia post race tra Seb e l’ex sovietico, insomma, era un siparietto con un tono molto ‘televisivo’, a beneficio di telecamera.

Comunque, tornando al contatto tra i due ferraristi, siamo nella logica del ‘contatto di gara’. Cioè sono cose che possono accadere, sarebbe meglio non capitassero e amen.

Aggiungo che non esiste acrimonia tra i due, non siamo sullo standard Lauda-Regazzoni o Mansell versus Prost: faccio notare che, quando necessario, Kimi ha immediatamente dato strada a Seb.

‘Anche’ per questo e visto come sta guidando (da ultimo a quinto, eh) che mi batterò per la sua conferma per il 2017, grazie e arrivederci.

Dopo di che, rimando alla prima riga.

Stiamo 3-0 per la Mercedes e occorre prenderne atto. Ma mai, insisto, fin qui abbiamo visto una Rossa in grado di esprimere pulitamente il suo potenziale dal primo metro all’ultimo. A parte il via Vettel è stato grande, Raikkonen anche, chi non se ne accorge ha la mia umana comprensione.

Siamo anche 3-0 per Rosberg su Hamilton e in realtà è questa la sorpresa più grossa.

Non penso, ovviamente, che il Nero possa abdicare senza combattere. Qualcosa dovrà inventarsi, del resto se prendiamo anche le tre tappe finali della passata stagione sta 0-6, punteggio tennistico. Imbarazzante, no?

Il resto.

Mi è piaciuto tantissimo Ricciardo. Il sorpasso su Hamilton nel finale è stato fantastico.

Kvyat ha talento e qualcuno che conta dove sono io me l’aveva raccontato in tempi non sospetti.

Interessante il recupero dei Bibitari, in generale.

Contento di aver rivisto in pista Alonso, dopo il crash australiano.

Bottas in Ferrari non è venuto e in effetti sarebbe stato meglio, nel caso, riprendersi Massa.

Da Blog Turrini



Ancora su Vettel e Raikkonen

Ancora su Kimi&Seb (Kvyat è un optional).

1) Come era ovvio, l’episodio ha alimentato un fiume di discussioni. Del resto, erano anni e anni che una cosa del genere non capitava tra due piloti Ferrari.

2) A mio parere non è accaduto nulla di drammatico. Vettel ha commesso un errore e si è scusato subito, addirittura via radio. Negarne la responsabilità, onestamente, è infantile.

3) Discorso diverso sul ruolo del russo che spinge i ferraristi a fare un’insalata russa. Mi spiego. A un pilota, soprattutto se giovane!, non puoi chiedere di alzare il piede se gli si presenta una opportunità. Altrimenti dovresti chiedergli di cambiare mestiere.

4) S’intende che il pilota in questione, cioè il russo che non russa al via, deve domandarsi se la sua manovra possa costituire un pericolo per i colleghi. Non è una questione di lana caprina. Voglio dire: Vettel si lamenta con Kvyat (lasciamo stare i modi e i toni, ognuno sceglie i suoi e io sto sempre con chi privilegia la franchezza piuttosto che l’ipocrisia) perchè sospetta, non del tutto a torto dal suo punto di vista, che l’alfiere Red Bull si sia buttato infischiandosene delle possibili conseguenze. Non è in gioco la ‘legalità’ della manovra. In pista ci sono cose che sono formalmente lecite e però foriere di sviluppi potenzialmente pericolosi. Su questo, il dibattito rimane aperto.

5) Kvyat non è maleducato. Risponde a Vettel come Schumi replicò quella volta a Senna in Francia. Guardate che chiunque guidi una monoposto crede di essere il migliore e il più veloce di tutti, lo credeva persino Mazzacane. Preciso, per i buontemponi, che non sto paragonando il russo a Michael, non sono impazzito. Mentre Seb a Ayrton somiglia. oh se gli somiglia. Anche nelle incazzature.

6) Ma siamo ancora all’aria fritta. Veniamo alla vera sostanza. Perchè per Vettel era così fondamentale scavalcare Raikkonen in partenza? Per hubrys? Per cattiveria? Per dispetto? Per riaffermare una gerarchia?

7) Ma no. Il fatto è che Seb ha capito benissimo che Kimi, con questa auto, va forte quanto lui. Non ci voleva Einstein per rendersene conto e a Maranello lo avevano intuito sin dai test di Barcellona. Quindi per il tedesco, legittimamente, diventa imperativo stare davanti al compagno. Se non in qualifica, alla fine del primo giro del Gran Premio. E pure qua non c’è nulla di male, purchè non si produca un danno come nella domenica cinese. E a patto di concedere lo stesso desiderio e la stessa chance a Raikkonen.

Vi assicuro che gli verrà concessa.

8) La verità è che, dopo tempo immemorabile, la Ferrari dispone di nuovo di due piloti che si equivalgono, nel rispetto di caratteristiche diverse. Non capitava dai giorni di Alesi e Berger, per la semplice ragione che Schumi era tremendamente superiore a qualunque partner, così come Alonso si sgranocchiava Massa come una pannocchia. Questa logica (vogliamo una coppia che non preveda un capo e un gregario) era all’origine del ritorno del Santo Bevitore nel 2014. Come andarono le cose in quella stagione lo sapete, causa auto tragica e quant’altro (comunque, Fernando fu nettamente più competitivo del mio idolo biondo, per carità). Già nel 2015, a saper vedere, si coglieva un avvicinamento nella prestazione dei due manici, intesi come Vettel e Raikkonen.

Nel 2016 sono lì lì.

9) In breve. Se la SF 16 H diventasse più veloce della Mercedes, sia Seb che Kimi potrebbero vincere il campionato. E’ un ‘se’ grande come l’Everest, non mi sono bevuto il cervello.

La cosa bella è che lo sanno entrambi. La cosa curiosa è che a questa banalità stanno pervenendo tutti, togliendomi da una solitudine della quale andavo orgoglioso (vabbè, a Maranello e a Detroit c’era chi la pensava come me, in tempi non sospetti).

10) Vettel e Raikkonen hanno una buona relazione personale, un tipo rancoroso a Shanghai non avrebbe dato strada al compagno lanciato verso il secondo posto, dopo il pasticcio iniziale. Questo aiuterà Maurizio Arrivabene a governare una situazione che io spero possa, prima che sia troppo tardi, portare l’uno e l’altro a giocarsi la vittoria.

Da Blog Turrini


GP Australia 2007, il ricordo di Turrini–16/03/2016


Ricominciamo (da Melbourne 2007)

Could we start again? (Jesus Christ Superstar, 1973).

Un’altra esperienza speciale a Melbourne fu, per me, quella del 2007.

Per la prima volta dal 1992 iniziava una stagione senza Michael Schumacher ai box.

Per la prima volta dal 1996 la Ferrari non poteva contare sul suo Campionissimo.

Era una atmosfera insolita. Straniante.

Mi ricordo che arrivai in Australia la sera del 13 marzo, martedì.

Anni di routine svanivano all’improvviso.

Al giovedì non ci sarebbe stato l’incontro stampa con Schumi.

Non dirò che mi sentivo orfano, la cosa era stata comunicata con largo anticipo e inoltre lo scorrere del tempo appartiene alla natura delle cose.

Cambiano i protagonisti, cambiano le storie, cambia la Storia.

Ma c’era poco da fare. Nell’aria mancava qualcosa. Anzi, Qualcuno.

Quella lunga settimana coincise anche con il debutto di Kimi Raikkonen sulla Rossa.

Non starò a farla tanto lunga, perché almeno la memoria non può essere intaccata.

Hat trick, come piace dire ai puristi.

Pole position. Giro veloce in gara. Vittoria.

Naturalmente quelli che non avevano mai potuto sopportare Michael (e ce n’erano, ce n’erano!) si affrettarono a spiegare che evidentemente vincere corse con la Ferrari non era poi esercizio così arduo. Dicevano così e implicitamente spargevano il dubbio ‘anche’ sul Santo Bevitore.

Eh, vengono da molto lontano, i pregiudizi!

Ancora.

Quel 18 marzo 2007 vidi esordire in Formula Uno un certo Lewis Hamilton.

Lo conoscevo pochissimo.

L’anno prima mi ero accorto (credo fossimo in Ungheria) che proprio Schumi, alla fine di una gara di Gp2, era andato di pirsona pirsonalmente a cercare il ragazzo nero, per complimentarsi per la sua prestazione.

Mi ero informato presso colleghi inglesi e mi avevano raccontato la storia di Hamilton. Alcuni sostenevano fosse un predestinato. Altri asserivano che Dennis lo aveva messo in squadra, in McLaren, giusto per non creare fastidio a Fernando Alonso, che aveva scelto la squadra che era stata di Senna e di Prost per ampliare il suo curriculum, già arricchito da due titoli mondiali.

Per non sapere né leggere né scrivere, il sabato e la domenica mi misi a tenere d’occhio il Nero.

E saranno stati i koala.

E sarà stato il fuso orario che mi rintronava.

E saranno state le birre che mi scolavo sulla spiaggia di Santa Kilda o le bistecche di coccodrillo che ingurgitavo da Donovan, un piacevolissimo ristorantino.

Non lo so, però alla fine del Gran Premio, concluso da Lewis al terzo posto, dietro Kimi e Fernando, mi scappò scritto che forse la Formula Uno aveva trovato un nuovo asso.

Di sicuro quel week end a Melbourne del 2007 rimane indimenticabile.

Ps. Non starò a rammentare che in Australia ci fu il prologo della spy story che avvelenò poi l’intero campionato. Si coglievano strane vibrazioni nell’aria, tra McLaren e Ferrari c’era un clima molto pesante, ma chi poteva immaginare cosa bolliva in pentola? Eppure, viaggiavano le mail, di notte. Eravamo sull’orlo di un vulcano. E non lo sapevamo, noi innocenti innamorati di una emozione.

Da Blog.quotidiano.net


A proposito di Kimi, le risposte di Turrini–12/03/2016


@ferrarista raikkoniano. Kimi in Ferrari è circondato da una simpatia che alcuni proprio non riescono a giustificare. Ciò non significa che resterà a Maranello oltre il 2016. Io me lo auguro, vorrebbe dire che ha fatto parlare i risultati. Quanto a Verstappen, sì, lo prenderei.

@Victor61. Davvero, non conosco le abitudini private di Kimi. So che non è mai stato ostile alle bevande e credo che questa non sia una novità. Però io francamente ubriaco o intossicato di tabacco nel paddock non l’ho mai visto.

@Grumpy_Black 2. Penso che Raikkonen possa fare una buona stagione. Ho qualche dubbio sulla sua capacità di adattarsi alla strampalata formula ideata per le qualifiche,ma può darsi che il meccanismo, almeno all’inizio, colga di sorpresa più di un driver. Wait and see.

@luis64. I mondiali li vinci se hai una macchina almeno pari al livello del concorrente più forte. Regola aurea, che è valsa per tantissimi manici da paura. Se la Ferrari fosse ad altezza Mercedes, sarebbe Vettel il mio favorito, ma Raikkonen stupirebbe tanti…

@gian79. Conosco Arrivabene e so come la pensa. Se la macchina va (e anche se non va) la Ferrari non emette ordini di scuderia preventivi. Di sicuro Seb e Kimi non possano danneggiare gli interessi della Scuderia, ma davanti ci sta chi viaggia più forte, fidati.

goferrari. Sul cuore del problema mi sono già espresso e mi scuso se ho generato panico (don’t panic, I ‘ve goti t!). A Melbourne la Rossa sarà un poco diversa dai test ed è normale. A Maranello hanno i piedi per terra, sanno che non sarà facile. Il futuro di Kimi dipende da Kimi, fosse molto competitivo resterebbe.

@federico carlino. Spero che Kimi vinca prima di Spa. Sul resto hai ragione, tanti non hanno memoria, nel 2002 al giornale mi commissionarono una inchiesta sulla troppa noia nei Gp e già me l’avevano fatta fare, identica, nei primi anni Novanta. La nostalgia della giovinezza spinge talvolta a ricordare (male). Ma a me la memoria funziona ancora e vedo che funziona anche a te.

@gtv916c. Ho parlato con un viandante bulgaro che di mestiere fa il bookmaker. Le sue quote iridate: Hamilton 80%, Vettel 10%, Rosberg 6%, Raikkonen 3%, Mazgiorg 1%

@riccris. Ciao carissimo. Se Kimi andasse proprio in Mercedes, io lo sostituirei con Verstappen.

@guaro. Kimi è un grande pilota. Ha molti detrattori in Italia e moltissimi estimatori a livello globale. Se la macchina è buona, se la gioca con gli altri top drivers.

@Ferrari2015T. Credo che Kimi manco sappia chi sono. Io dopo Senna non ho più voluto essere amico di un pilota, intendo amico nel senso profondo del termine. Dubito che Raikkonen o Vettel leggano le mie scemenze. Al loro posto, io non le leggerei.

@devel. Se tra Vettel e Raikkonen vincono 7 Gran premi io vado a piedi da Piandelagotti al santuario di San Pellegrino, sull’Appennino. Mi auguro di fare la scarpinata, ma ho il dubbio che …

@Alex2781. L’attacco alla Mercedes arriverà da entrambi i piloti Ferrari, se ci saranno le condizioni per andare all’assalto. Con Arrivabene non esistono ordini di scuderia prefissati, ci sarà una gerarchia di comportamenti solo quando la matematica escluderà uno tra Seb e Kimi da discorsi grossi di classifica. Lo sanno tutti che a Maranello adesso funziona così: sta davanti chi va più forte e stop.

@079Max. Monza non la vedo bene. Kimi continua se quest’anno va forte. Dipende da lui, al netto del valore della macchina.

@lory. Ciao amica. Ci sono piccoli episodi, nella vita di un cronista, che è bene non svelare. A volte io faccio allusioni (tipo Abu Dhabi, ma potrei anche narrare di una notte in discoteca con gli ultimi due campioni del mondo con la Ferrari) a vicende che mi hanno divertito e che però debbono rimanere private. Nulla, comunque, che possa cambiare l’immagine o la storia dei personaggi in questione.

@Rossboss. In Red Bull dicono che immaginano di finire dietro alla Toro Rosso, per via delle power unit. E se lo dicono loro… Quanto al dopo Kimi per il 2017, la Ferrari ha alcune opzioni interessanti, fermo restando che se Raikkonen va forte lo tengono molto volentieri.

@mazgiorg. Fratello, o la Borsa o la vita. Meglio. O la Borsa o la corsa. So già che una delusione Ferrari nei Gp ci farà leggere amenità del tipo: si temono contraccolpi al listino di Piazza Affari o Wall Street! Ovviamente sono stronzate. Ma il mondo è pieno di gente che tutto pretende di conoscere e che ragiona per luoghi comuni. Secondo te e secondo me Soros ha messo i soldi nelle azioni Ferrari perché crede in Vettel e Raikkonen o perché crede nella unicità del marchio e nei profitti che la azienda può continuare a generare? La prima che ho detto. Ma se va male, fidati, ti racconteranno che Arrivabene e Raikkonen vanno cacciati perché deprimono il valore al listino. Per tua fortuna, io racconto cose diverse.

@zebaldo. Fidati, l’ho già detto. Nella Ferrari di Arrivabene una prima guida preventivamente designata non c’è. Sta davanti il più forte e stop. Poi, ripeto, se ad un certo punto della stagione uno dei drivers è in lizza e l’altro no, il secondo dovrà fare da gregario. Sono tutti d’accordo, da Vettel a Kimi, non esiste problema, la cosa fondamentale è che non si diano fastidio in gara danneggiando gli interessi della Scuderia. Anzi la speranza comune è che entrambi i piloti abbiano interessi di classifica fino alla fine.

@rob1. Kimi e il futuro sono figli dei risultati che il diretto interessato saprà ottenere. Se la storia arrivasse all’epilogo, come detto io punterei su Verstappen.

@AlphArAve Ribadisco: in Ferrari vogliono bene a Raikkonen, è il beniamino del gruppo, ha anche una certa età, la sua permanenza oltre 2016 sarà, giustamente, una conseguenza dei rendimenti suoi in pista.

@WleRosse. Sull’ultimo segreto ho già spiegato. Sul 2008, uhm, te le racconto così. Se ne va Todt, che era stato il grande protettore di Raikkonen in Ferrari. Montezemolo comincia a dire che tocca a Massa. Effettivamente Felipe fa una gran stagione e senza talune sfighe si sarebbe laureato campione. Ma Kimi fu sfigato almeno quanto lui (le gomme di Silverstone, la mancata vittoria in Francia, Kubica che lo tampona in Canada) e ovviamente nessuno (tranne uno) segnalò la cosa, sempre per via di certi meccanismi mediatici che ho illustrato abbondantemente altrove. Sugli interventi tecnici apportati alla vettura, è vero che ci furono nell’arco della stagione e che furono apprezzati di più da Felipe, poi da lì a dire che fu un complotto studiato a tavolino contro il Santo Bevitore, beh, io non l’ho mai pensato, men che meno scritto. Chiudiamola così: un campione in carica (e Kimi lo era) con Todt ancora al muretto sarebbe stato trattato diversamente? Risposta mia: sì. E sfido chiunque a darmi torto.

@jeuthy85. Se la Ferrari lottasse per il titolo e Kimi fosse davanti a Vettel e a un certo punto Seb fosse matematicamente escluso dai giochi e il finlandese no, ecco, il tedesco aiuterebbe il Santo Bevitore (e viceversa, s’intende). Non esiste problema su questo, a livello teorico le indicazioni sono chiarissime e se accadesse quanto da te prospettato io sono convinto che non ci sarebbero problemi nemmeno nella pratica. Quanto al pronostico, a me basterebbe una Rossa ad altezza Mercedes, sarebbe importantissimo giocarsela spesso e volentieri.

Da Blog.quotidiano.net


Le aspettative di Turrini su Kimi per il 2016–15/02/2016


F1 2016, cosa aspettarsi da Kimi

Quando mi occupo di Kimi Raikkonen, io non nascondo mai la mia ammirazione per il pilota e la mia simpatia per l’essere umano.

Voglio dire che sono dichiaratamente partigiano, nel senso che sto oggettivamente dalla sua parte. Poi, almeno spero, cerco di essere intellettualmente onesto nei giudizi. Per capirci, non è che abbia scritto che nel 2014 si rese protagonista di una ottima annata, eh….

La premessa sentimentale è semplice. Kimi è l’ultimo campione del mondo a bordo di una Ferrari. Correva l’anno 2007 e nessuno tra noi poteva immaginare che quello fosse l’estremo atto felice di una gestione (Montezemolo-Todt-eccetera) che ha fatto la storia.

Ho anche sempre pensato che non fu elegante liquidare il Biondino a fine 2009 semplicemente perchè c’era una cambiale da pagare (per le ‘confessioni’ del 2007) e questo senza nulla togliere alle qualità professionali di Fernando Alonso.

Dopo di che, l’era Alonso si è risolta in mille rimpianti e anche qui senza particolari responsabilità dello spagnolo.

Nel frattempo, Raikkonen era tornato in Formula Uno e con la Lotus andava fortissimo. Io dissi a chi di dovere, già a estate 2012, che andava riportato a casa. C’erano molte resistenze in altissimo e l’operazione Come Back slittò di dodici mesi.

Non mi sono pentito. Il 2014, nella sua catastrofica dimensione Rossa, è un buon parametro per dibattiti che non inficiano la sostanza dei dati. Nel 2014, Alonso ha messo sotto Kimi, punto e basta.

Ma nel 2015, come ho sostenuto spesso, a me il Santo Bevitore non è dispiaciuto. Evidentemente non solo a me, visto che la Ferrari mica aveva l’obbligo di tenerselo. Aggiungo che considero Vettel un fuoriclasse e se il finlandese non sfigura a cospetto di un fuoriclasse, anzi, talvolta in gara è pure più veloce, insomma, siamo sempre lì, cosa ci sarebbe da pretendere?

Qualcuno obietta: ah, ma è discontinuo, pasticcione, vittima di attacchi di letargia. Io ho ammesso di essere partigiano in materia, non sarebbe male se alcuni tra i detrattori ammettessero il pregiudizio negativo, che viene da lontano, viene da una scelta datata estate 2005 e da molti non condivisa, scelta vissuta anche come una ferita, a maggior ragione dopo Interlagos 2007.

Cioè, il giochino ‘spara a zero su Kimi che tanto è un freddo nordico e non ha grandi potenze a coprirgli le spalle’ è talmente smaccato! Raikkonen arriva terzo in un Gp dopo le due Mercedes? E’ andato piano, non ci ha provato, è bollito. Vettel arriva terzo in un Gp dopo le due Mercedes? Un grande, gli ha messo pressione, ah se la strategia lo avesse assecondato e bla bla bla.

Bene. Questo è il quadro. Io non sto dichiarando che il Raikkonen del presente sia un Fenomeno. Penso lo fosse nel 2003, nel 2005, nel 2007. Oggi lo considero un buon pilota, innamorato della Scuderia e i sentimenti, alla mia età, contano. Inoltre sarà un caso, ma oltre il Brennero gode di una popolarità strepitosa. Che siano tutti scemi, extra Italia?

Bene, so di essere noioso e quindi la faccio breve, la taglio corta. Nel 2016 da Kimi mi aspetto, sempre al netto di una macchina che non sappiamo come sarà e quanto forte andrà, mi aspetto sia molto regolare nelle prestazioni, molto vicino a Vettel e mi aspetto pure che vinca un paio di Gran Premi, avendo a disposizione un mezzo che gli consenta di farlo.

Credo sia un auspicio onesto.

Ps. Per quanto riguarda il 2017, uhm, uhm….

Da Blog.quotidiano.net


La griglia di Turrini – 29/12/2015


40 anni di F1, ecco Alonso e Kimi…

Può darsi che questa ottava fila faccia discutere, nel contesto della Griglia di Partenza di 40 anni della F1, dal 1975 al 2015 (tra parentesi: Graham Hill non è incluso, di fatto la sua carriera si era esaurita prima, come per Stewart e per altri, diversamente destinati ad altissima collocazione).

Farà discutere, dicevo. Ma vi assicuro che è scritta con il cuore.

[…]

KIMI RAIKKONEN.

Ah, beh.

Ho visto un re.

Stavo ai cancelli di ingresso di Melbourne, in un anno imprecisato. Non volevano far entrare un biondino che dichiarava di essere il driver della Sauber.

L’ho raccontata un migliaio di volte, questa storiella. Invece raramente ho segnalato che se il verdetto del Gp del Brasile non fosse stato rivisto a tavolino (peraltro giustamente, pro Fisichella) questo finlandese avrebbe già vinto il mondiale nel 2003, ai danni della Ferrari di un certo Schumi. E se nel 2005 il motore Mercedes non fosse stato di burro, il titolo non sarebbe andato ad Alonso. Infine voglio strafare: nel 2008 dipese dal capriccio di Qualcuno, la rinuncia a un bis che era scritto.

Bene. Di Kimi Raikkonen ovviamente si può parlare malissimo e in Italia c’è una compagnia di giro che si presta all’esercizio molto volentieri. Curiosamente all’estero il soggetto invece è stimatissimo, pur non essendo un ruffiano addetto alle pubbliche relazioni. Quello che ha realizzato con la Lotus al rientro dopo due anni di stop rimane clamoroso, anche se rapidamente dimenticato (magari se altri vanno in sabbatico biennale e poi tornano ne riparliamo, eh).

Dice: ah, ma riportarlo in Ferrari è stato un errore. Rispondo: a parte che non sono d’accordo, qui stiamo parlando di storia e vorrei proprio sapere come si potrebbe escludere da questa classifica dei 40 anni l’ultimo campione del mondo al volante di una Rossa. Per inciso, in quattro decenni sulla faccia della Terra hanno camminato miliardi di bipedi e ce ne sono solo 4 (Lauda, Scheckter, Schumi e Kimi) a potersi vantare di una certa cosa.

Se è un caso, amen.

Se non è un caso, può soccorrere la risposta di Michael Schumacher quando in un ufficio di Maranello gli chiesero: ma al tuo posto, tu chi prenderesti, Fernando o Kimi?

Era l’alba del 2005.

Raikkonen tutta la vita, disse il tedesco.

Oh, va mo là: ci saremo sbagliati insieme.

Da Blog.quotidiano.net