A proposito di Kimi

Articoli con tag “Leo Turrini

Il commento di Turrini, la vicenda Kimi-Arrivabene


Ancora su Arrivabene e Kimi

Ancora su Kimi e su Arrivabene.

Giusto per chiarire il mio banalissimo pensiero.

1) In Inghilterra, dal venerdì fino all’arrivo della pioggia, Raikkonen è sempre stato davanti a Vettel.

2) Quando sono arrivate le prime gocce d’acqua, io ho detto a voce alta agli amici in mia compagnia: se fossi nel muretto Ferrari, proverei l’azzardo. Cioè rischierei subito le intermedie su uno dei due piloti. Se funziona, abbiamo vinto. Se non va, un quinto/sesto posto diventerà ottavo posto. Sai che differenza, con la classifica del mondiale che conosciamo.

3) Raikkonen ha scelto di fare esattamente questo. Non importa che io gli voglia bene e che consideri ributtante il linciaggio al quale da un mese e mezzo viene sottoposto, same old stories, avevano torto nel 2009 e hanno torto nel 2015 e lo sanno ma non lo ammetteranno mai, cialtroni si diventa e si resta. Importa che si trattava di un tentativo comprensibilissimo, nella logica del presente che stiamo vivendo. E direi la stessa cosa se l’azzardo l’avesse tentato Vettel.

4) A questo punto, l’acqua non arriva e Kimi rimane fregato. Ci sta, quando scommetti. Il mio amico Luca Colajanni, detto il Cola, magari c’era al box della Malesia nel 2009 o a Silverstone nel 2008. Furono mosse geniali? No. Avevano un senso, in presenza di una sconfitta comunque certa? Sì.

5) Tra parentesi, io c’ero anche in Ungheria nel 2006 quando Schumi (Schumi!) decise di restare fuori con le intermedie nonostante la pista si fosse asciugata. Fu una cazzata? Sì. Aveva un senso? Sì, sempre calcolando che sul piatto della bilancia c’era comunque una sconfitta sicura.

6) Quindi, riassumiamo. Raikkonen prima della pioggia stava davanti a Vettel. Uno quinto e l’altro sesto. Kimi sbaglia la mossa e Seb invece la azzecca, come Hamilton. Bravi loro, per carità. La Ferrari chiude con un terzo e un ottavo posto, con una macchina imbarazzante. La differenza è tragica? Cinque più sei fa undici, tre più otto fa undici, cambierà qualcosa per l’aritmetica del campionato, ma pochissimo, quasi niente. E’ questo il problema? O non sarà piuttosto che il problema è che la Rossa andava più piano non solo di Mercedes, ma anche di Williams?

7) E così veniamo ad Iron Mauri, alias Arrivabene. A me pare che nel dopo gara Iron abbia detto, con estrema franchezza, che il vero guaio della domenica era la prestazione, così deficitaria nei confronti di Massa e di Bottas, al netto della pioggia. Cioè non si è nascosto, non ha cercato alibi, non ha esultato per un ‘finto’ podio. Dove starebbe la sua colpa? Dire la verità è un reato?

8) Ah, sì: Iron Mauri sarebbe colpevole di aver puntato il dito contro Raikkonen. Ma qui siamo al simpatico imbroglio, al gioco delle tre carte. Ho ascoltato e riascoltato le parole di Arrivabene. Le riassumo: in quelle situazioni limite è il pilota a ‘chiamare’ la sosta. Kimi ha scommesso sulla sosta anticipata, la mossa si è rivelata errata, fine. Attenzione, perchè qui viene il bello: il diretto interessato, cioè Kimi, ha dichiarato che era stato uno sbaglio, suo, passare alle intermedie con quattro giri di anticipo di concorrenza. Fu uno sbaglio perchè la  pioggia tardò. Amen.

9) E allora, come in una serie tv della Piovra, veniamo di arrivare al cuore del problema. Il cuore del problema è che Arrivabene, esaltato per mesi fin quando la Ferrari non era lontanissima dalla Mercedes, diventa un gigantesco imbecille nel momento in cui gli sviluppi sulla Rossa non funzionano. Quindi lo stile che piaceva tanto (la trasparenza! la schiettezza! il rifiuto dell’ipocrisia!) si trasforma in un boomerang.  Cosa aspetta il geniale Marchionne a rimuovere l’indegno? E chi è mai questo sempliciotto che parla pane al pane e vino al vino? Come si permette di affermare che è deludente andare più piano della Williams e che osa proclamare l’ovvio, cioè che la ‘chiamata’ del mio amico Kimi si è rivelata errata? E chi se ne frega se l’ha detto anche Raikkonen! Qui dobbiamo fare a pezzi il personaggio, descriverlo come una mezza sega in transito, giù merda tramite ventilatore e chi si schizza si schizza. E ricordatevi: se si vinceva in Malesia il merito era dei miei amici che c’erano prima, se si perde oggi è colpa di Arrivabene e basta. Questi sono giochetti da magliari e lo scrissi e lo dissi ad aprile al vedovo Montezemolo. Ma scusate: volete che io abbocchi? Ho scritto in tempi non sospetti che condivido l’approccio di Arrivabene e le sue idee sul futuro della F1 sono, al novanta per cento, quelle che i fans dei Gran Premi reclamano inutilmente. Diventa un cretino di botto? Sette podi in nove gare sono una schifezza? Meglio un decimo posto in tutto? E sul serio qualcuno qui crede che Kimi (non a Silverstone, dove prima dell’azzardo con la macchina che aveva stava facendo meglio di Vettel) sia condizionato, alla sua età, da un mancato rinnovo del contratto?!?

10) Ma, come dico e scrivo da mesi e Silverstone non c’entra niente, Arrivabene ha certamente sbagliato a non comprendere che, dopo il Bahrein, doveva chiudere la pratica Raikkonen, confermare la squadra in blocco e pensare solo alla macchina. Io sto con lui per le ragioni di cui sopra ma su questo punto non cambio idea: non saranno Bottas e Hulkenberg a invertire la tendenza. E il pallino sta in mano a Marchionne, certe manovre uno come me le fiuta da chilometri di distanza. Nulla accade per caso, quando la furbizia da cortile prevale sull’intelligenza.

Nel 2028 spero di essere ancora vivo.

Da blog.quotidiano.net/turrini

 


Opzioni e indecisioni


Arrivabene: “Futuro di Raikkonen in Ferrari? Non è giusto decidere adesso”

Dal futuro di Raikkonen a quello di Monza, dalle prospettive stagionali della Ferrari al confronto iridato con la Mercedes. Anche di questo ha parlato ieri Maurizio Arrivabene, il team principal del Cavallino, intervenuto a Expo Milano 2015 in occasione di una giornata dedicata al “Sistema Brescia”.

Kimi Raikkonen da un lato, Valtteri Bottas, Daniel Ricciardo e molti altri nomi dall’altro. Ovvero, il presente e futuro della Ferrari. Quanto “futuro”, però, è ancora tutto da stabilire. A enfatizzare le difficoltà di Raikkonen, le positive prove di inizio stagione, il confronto con Vettel – soprattutto in qualifica – e i due episodi che lo hanno visto protagonista negativo in Canada e Austria. La Ferrari ha dalla sua l’opzione per prolungare il contratto anche nel 2016, ma ago della bilancia del destino dell’iridato 2007 sarà lo stesso finlandese. “Sergio Marchionne è stato chiaro e pure io“, riporta il Corriere dello Sport. “Deve ancora fare undici gare e possibilmente un altro campionato. Parlare di queste cose e aumentare la pressione, non gli giova. Questo non è il momento per attribuirgli una grossa responsabilità. Ha detto bene il presidente in Austria: il suo destino è nelle sue mani. Io non ho cambiato idea e la penso alla stessa maniera di quando è tornato qui: Kimi deve lavorare per dimostrare di valere una Ferrari. Quando mi sono arrabbiato con lui, l’ho fatto con estrema durezza e quando c’è stato da fargli i complimenti glieli ho fatti. Detto questo, una Ferrari bisogna meritarsela a ogni gran premio. Lui sta facendo di tutto per mostrare quanto vale, poi vedremo se sarà abbastanza, ma ripeto il suo futuro è nelle sue mani e ha ancora undici gare per far bene. Decidere il futuro di un pilota dopo otto gare o preoccuparsi adesso, non è giusto: so quali sono i nostri obiettivi e quali sono i suoi. Quando sarà il momento e quando verrà presa una decisione, lui e tutti gli altri sapranno”.

Detto di Kimi, il 58enne manager bresciano ha dedicato poche ma significative parole ai tanti piloti accostati in questi mesi alla Rossa. Da Bottas: “Se vi facessi l’elenco dei piloti che mi hanno telefonato dall’inizio dell’anno… Bottas è uno dei tanti. La Ferrari è l’auto che tutti sognano, ma ci sono solo due posti e sono occupati“. A Ricciardo: “Vale il discorso degli altri. Ma a me personalmente non ha mai telefonato. Forse non ha il mio numero“

Porte chiuse anche ad Antonio Fuoco: “Ha il tempo dalla sua, per il momento ha avuto il gran privilegio di guidare la Ferrari, facendo un buon lavoro, considerando anche le condizioni atmosferiche. Ma non facciamo come con Kimi l’errore di spingere e mettere pressione, facciamolo lavorare in pace“.

Al momento attuale, comunque, Raikkonen o Vettel, la Ferrari non è in grado di mettersi dietro le Mercedes. L’inaspettata vittoria della Malesia ha scatenato entusiasmi e aspettative, ma il motto 2015 “piedi per terra, testa bassa e lavorare” è restato quanto mai di attualità. Inutile, per ora, volare alto: “Le corse sono strane, la F1 è strana e in Ferrari succedono cose ancora più strane perché generalmente ti vengono attribuite frasi che non dici o aspettative delle quali non hai mai parlato“, riporta ancora il Corriere dello Sport. “Fin dall’inizio dell’anno ho sottolineato che il nostro obiettivo era fare due vittorie, che se ne avremmo fatte tre sarebbe stato ancora ancora meglio, mentre raggiungere quota quattro sarebbe stato un miracolo. Probabilmente abbiamo vinto troppo presto e si sono create delle aspettative pazzesche, ma la strada è ancora lunga da fare. Certe pressioni mettono fretta e la fretta non è una buona compagnia di viaggio per chi deve lavorare sui dettagli come noi. Faremo il possibile per finire sul podio sempre e approfittare delle occasioni. Degli incidenti di percorso però possono capitare, ma è importante sapere che siamo lì. Non ancora dove vorremmo essere, ma vicini“.

“Credo che sia più realistico pensare di prenderli l’anno prossimo o comunque di fare un campionato più competitivo l’anno prossimo. Dicendo così magari deluderò qualcuno, ma questo è l’obiettivo che ci siamo dati a inizio anno. Ora pensiamo a lavorare con determinazione evitando errori clamorosi come è successo in Austria: per cercare la prestazione a volte si trascurano dei dettagli che diventano fondamentali“.

Da FormulaPassion.it



Kimi e il mistero dell’opzione Rossa

Avevo in mente di scrivere un post intitolato ‘Kimi e il mistero dell’opzione Rossa’.

Ma poi ho pensato che vi sareste annoiati.

Quindi.

Nel contratto che lega Raikkonen alla Ferrari fino alla fine del corrente anno, è prevista una clausola.

Tale clausola concede alla Scuderia di esercitare, entro una certa data, l’opzione per prolungare l’intesa a tutto il 2016.

Eppure, conoscere la scadenza, in stile mozzarella o yogurt, non è importante.

Sembra un paradosso, eh?

Ma è stato proprio Kimi a togliere significato alla data dichiarando, in epoca non sospetta, di non aver interesse per altre macchine, diverse dalla Ferrari.

Si intende che è liberissimo di ripensarci, per carità.

Ora, i raikkoniani irriducibili si chiedono: ma perchè la Ferrari non ha fatto scattare l’opzione dopo il Bahrain, quando eravamo nel regno del latte e del miele?

Viceversa gli anti replicano: invece Arrivabene ha fatto benissimo a prendere tempo, alla luce dei risultati più recenti.

La mia opinione in merito è nota.

Uno. Non esiste alcun complotto. L’idea che a un certo punto a Maranello qualcuno si sia messo a remare contro Kimi è una barzelletta.

Due. Non sono d’accordo con chi sostiene, pensando di difendere la causa del mio idolo finnico: ah, poverino, gli hanno tolto serenità lasciandolo in mezzo al guado, sprovvisto di certezze e bla bla bla. Insomma, su, mica parliamo di un minorenne! Kimi è un uomo intelligente e maturo, possiede tutta l’esperienza per valutare la situazione. Gli si fa un torto trattandolo come un bambinone che ha bisogno delle coccole.

Tre. Poichè stiamo ragionando sull’avvenire di un pilota che attualmente è quarto in classifica nel mondiale, di fatto con due gare in meno non esattamente e non interamente sprecate per esclusiva colpa sua, io non vedo urgenze e nemmeno disastri. Un altro driver al posto di Raikkonen sarebbe al massimo quarto in classifica.

Quattro. Riprendere Alonso non si può. Prendere Ricciardo non si può, sarebbe un torto a Seb. Allora, non è che cambiare Raikkonen sia un errore. Semplicemente, è inutile: il problema Ferrari, rispetto alla Mercedes, non è chi guida la macchina, bensì la macchina.

Cinque. Infine, io che ero e rimango un ferrarista di rito raikkoniano, non mi strapperò i capelli se Marchionne, sentito Arrivabene, decidesse di puntare su un pilota con dieci anni in meno o giù (anche più giù) di lì. Ci può stare. A patto appunto di sapere che le chances iridate della Rossa, nel 2016, non aumenteranno, per effetto dell’operazione, di una virgola. Tutto qua.

Ps. E meno male che dovevo scrivere un altro post, ehm ehm.

Da Blog.quotidiano.net


Turrini a proposito di Kimi–21/04/2015


Leo Turrini: ‘Raikkonen, Garibaldi di Sakhir’

21 aprile 2015 – Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, ormai è notorio, sono i beniamini di Leo Turrini, al quale ultimamente riservano molte soddisfazioni – grazie a una Ferrari rinata, rasserenata e motivata con l’arrivo a Maranello di Maurizio Arrivabene – specialmente dopo l’attesa affermazione di Kimi al Gran Premio del Bahrain.

Leo Turrini, la Ferrari sul secondo gradino del podio a Manama dopo tanto tempo: un segnale più che incoraggiante…
“Una breve premessa: mentre commentavo negli studi di Sky il Gran Premio del Bahrain – dove Kimi è stato il Garibaldi di Sakhir… – ho potuto verificare che Alberto Antonini c’è. Anche parla con i giornalisti della televisione, contrariamente a quanti sostengono che il nuovo portavoce della Ferrari non si conceda tanto facilmente ai comuni mortali. Forse bisogna essere un inviato della CNN per avere maggiori chance, chissà… Ritornando alla domanda, dicevo di Raikkonen: come Garibaldi! Partito da quarto è sbarcato nel regno delle due Mercedes. Un eroe. Una camicia rossa sul podio dopo quasi sei anni che il biondo finlandese – mio pupillo dichiarato, lo ammetto – non ci andava con la divisa della Ferrari. E’ stata veramente un’impresa garibaldina perchè la Rossa di Maurizio Arrivabene in quattro gare, grazie anche a Raikkonen, ha centrato quattro podi, tra i quali una vittoria piena, quella di Sebastian Vettel in Malesia. Chi l’avrebbe mai detto quattro mesi fa?”

Finalmente Kimi Raikkonen ha sgombrato il campo dai dubbi e dalle illazioni, confermando di essere pilota di livello non inferiore a Sebastian Vettel…
“Con la gara in Bahrain, Kimi spero abbia convinto i suoi detrattori ad aprire gli occhi sulle sue reali capacità di pilota. Mai lontanamente ho sospettato in passato che avesse disimparato a guidare una Formula 1, pur vedendo le peripezie vissute nella stagione scorsa a bordo di una monoposto progettata secondo i voleri del suo ex compagno di squadra. Raikkonen nel 2013 quando aveva smesso di gareggiare con la Lotus, perchè non lo pagava regolarmente, era secondo nel Mondiale, per cui ho considerato infondata l’ipotesi che fosse diventato improvvisamente un “bidone” alla guida della Ferrari versione 2014, macchina sbagliata e sicuramente non facile da guidare anche per Alonso che ne aveva ispirato l’impostazione. Oggi spero siano tutti d’accordo che Maranello di piloti validi ne ha due, la migliore coppia – per sintonia tra loro e capacità indiscutibili – schierata in campionato.”

In Bahrain la situazione vissuta nelle gare precedenti dai piloti Ferrari si è capovolta: questa volta a sbagliare è stato Vettel, mentre Kimi ha disputato la gara amministrando le gomme in modo superlativo…
“James Allison quando era alla Lotus con Raikkonen, aveva definito il finlandese “in assoluto il miglior pilota a guidare sulle uova” e infatti nel Gran Premio del Bahrain con le gomme medie il finlandese ha realizzato uno stint eguagliando la velocità delle Mercedes che montavano le Pirelli a mescola morbida. Se è vero che Kimi nei precedenti Gran Premi di quest’anno, in qualifica o in gara ha commesso qualche errore, questa volta a sbagliare – per sua stessa ammissione – è stato Sebastian Vettel, quinto al traguardo pur essendo partito dalla prima fila: non è il caso di farne un dramma, perchè può accadere che per un insieme di circostanze il risultato che sembra a portata di mano possa sfuggire. Sebastian stesso era deluso dopo la gara, constatando le potenzialità della SF15-T, consapevole delle sue qualità che considero di primo livello. Vettel per la Ferrari, così come Raikkonen, rappresenta una garanzia assoluta per centrare l’obiettivo più alto. A Maranello possono stare contenti per il bilancio che emerge dopo le prime quattro gare della stagione dove un pilota vestito di rosso c’è sempre stato tra le Mercedes, sia in griglia di partenza che sul podio.”

Vettel partito dal secondo posto in griglia è giunto quinto al traguardo, mentre Raikkonen scattato dalla quarta piazza ha occupato il secondo gradino del podio: affidabilità e pressing sarebbero state le armi migliori della Ferrari…
“La Ferrari deve essere contenta non solo per l’insieme dei risultati ottenuti in quattro gare, ma anche per il costante progresso della vettura. Domenica sul tilkodromo di Sakhir a metà gara Vettel si trovava a soli sei o sette secondi da Lewis Hamilton, dimostrando quanto la Rossa oggi sia in grado di impensierire la Mercedes attraverso l’arma che è mancata in passato, quella del pressing. Una Ferrari competitiva che riesce a partire davanti restando molto vicina a Hamilton e a Rosberg, ha messo in luce la solidità della SF15-T e al tempo stesso la fragilità della Mercedes, in questo caso quella di Nico rimasto quasi senza freni, condizione per cui Raikkonen ha potuto approfittare agevolmente negli ultimi giri per soffiargli la seconda piazza. Anche la Mercedes di Hamilton a pochi chilometri dal traguardo evidenziava qualche difficoltà di funzionamento e se il Gran Premio fosse stato più lungo di qualche giro, chissà… Giustamente Maurizio Arrivabene ha definito “martello” l’azione dei piloti di Maranello.”

Gianfranco Palazzoli in un recente articolo su ‘FormulaPassion.it’ ha dichiarato la Ferrari vincitrice del Mondiale invernale, quello che si disputa in officina, avendo registrato il migliore progresso da una stagione all’altra. Dopo la prima fase ‘orientale’, ora si apre la parentesi delle gare europee con un intervallo importante per poter aggiornare e quindi migliorare le monoposto…
“La Mercedes resta ancora la migliore vettura schierata nel Mondiale. Al prossimo appuntamento, in Spagna, mancano venti giorni: una pausa importante prima della sfida decisiva per la Ferrari che nelle passate stagioni sportive – anche quando disponeva di una buona vettura come del 2010 – mai è stata in grado di sviluppare adeguatamente la monoposto durante il campionato, tranne rarissime occasioni. In passato gli step di aggiornamento introdotti dai tecnici di Maranello erano sempre inferiori rispetto a quelli portati dalle altre squadre, prima fra tutte la Red Bull. Se da oggi in poi gli uomini del Cavallino Rampante riusciranno nell’intento di far progredire costantemente la SF15-T – mi risulta che stiano lavorando in molte direzioni, dalla power unit alla benzina – con Vettel e Raikkonen il rischio di divertirci è veramente elevato perchè, come si è visto in queste ultime gare, sono sempre in mezzo tra Hamilton e Rosberg per cercare di togliere il sonno alle Mercedes, non più libere di involarsi indisturbate verso il traguardo senza rivali sin dal primo giro. Riuscire a restare abbastanza vicini a Lewis e Nico significa avere concrete possibilità di cogliere il risultato, senza concedere all’avversario la minima possibilità di sbagliare.”

Da FormulaPassion.it



Suonate ‘The Rising’ per Kimi Raikkonen

Mi sento un po’ come i Jalisse.

I Jalisse!

Fiumi di parole a Sanremo.

Fiumi di parole: quante ne ho spese per sostenere la causa del Santo Bevitore?

Adesso che, quasi sei anni dopo l’ultima di volta di rosso vestito, Kimi è tornato sul podio, al termine di una prestazione favolosa,cosa dovrei aggiungere?

Che questo biondino è l’ultimo campione del mondo al volante di una Ferrari?

Vabbè, mettiamo ‘The rising’ di Springsteen in sottofondo e via che andiamo con il resto.

1) Hamilton non sbaglia più e anche questo l’ho scritto un miliardo di volte.

2) La Mercedes conserva un vantaggio. Non enorme, se a meta Gp Vettel era a meno di otto secondi, o giù di lì, dal Nero.

3) Rosberg ha i suoi problemi, al di là dei sorpassi che ha eseguito. Ma l’errore finale, con Kimi addosso, è un segnale. Di crisi.

4) Vettel non è stato all’altezza di Vettel.  Non gli era mai capitato da quando è a Maranello. Lo ha ammesso lui stesso, di aver sbagliato in eccesso. E’ un grande uomo, anche da questi particolari si vede il campione. Si rifarà, certo che questo quinto posto gli va stretto. Anche a me e ad Arrivabene.

5) Comunque, è una Ferrari che autorizza a sognare. Dipenderà dalla capacità di sviluppare la macchina.

6) A me Alonso è piaciuto, per orgoglio e competitività personale.

7) E mi sono piaciuti anche Ricciardo e Massa.

8) Il resto lo lascio alla vostra passione.

Com’on up for the rising.

Da blog.quotidiano.net/turrini/


GP Cina, il commento di Turrini–12/04/2015


Date a Kimi quello che è di Kimi

Date a Kimi quello che è d Kimi.

Quando ero ragazzo, Diego Armando Maradona venne a giocare in Italia.

Un collega, dopo averlo visto la prima volta con la maglia del Napoli, scrisse una frase che suonava più o meno così: un dribbling del Pibe vale da solo il costo del biglietto.

Ora, io mi guardo bene dal proclamare che Raikkonen è il Maradona della Formula Uno: ho il senso della misura. Però, il primo giro del biondino a Shanghai valeva da solo, appunto, il prezzo del biglietto. Il rabbioso doppio sorpasso sulla Williams era un po’ un modo di rispondere: a se stesso, dopo l’incertezza del sabato.

Quando dico che Kimi deve daredi più in qualifica, affermo una ovvietà. Perché in gara, persino nel mare di disastri di un campionato fa, chi voleva capire poteva comprendere che il talento non era andato via, abitava ancora nella testa e nei piedi del Santo Bevitore.

Beninteso, Vettel è arrivato terzo e io ne sono molto contento. La cosa fondamentale è che in Ferrari abbiamo due grandi piloti. Due.

[…]

Da blog.quotidiano.net/turrini/



Pesci d’aprile–01/04/2015


Clamoroso: Alonso torna in Ferrari!

Ricordo a tutti che oggi è il primo di aprile.

Alle ore 00 00 01" sul computer di Maurizio Arrivabene, Iron Mauri per i fedelissimi, è arrivata una mail.

Mittente: Kimi Raikkonen.

Testo.

‘Caro Iron, è del tutto evidente che le nostre strade sono destinate a dividersi. Non a causa del vostro bel pit stop di Melbourne e nemmeno per quello che (forse eri deconcentrato) hai dichiarato in Malesia alla fine delle qualifiche. No: ho deciso di salutarvi perchè non mantenete le promesse.

Vedi, io ero stato chiaro con il tuo predecessore, il signor Masticazzi, cioè, scusa, Mattiacci. Gli avevo detto, dopo il mio brillantissimo 2014: io accetto di restare, ma il team deve garantirmi la consegna di un otre di vodka in occasione di ogni Gp. Quando sei arrivato tu, hai confermato la promessa, delegando il nuovo cantiniere del reparto corse, il signor Alberto Antonini, all’adempimento della missione.

Ebbene, purtroppo questo Antonini sta sempre lì a discutere con un certo Mensureit a proposito di menate puerili e si scorda di me. A Melbourne di vodka ho visto un bicchierino, a Sepang manco quello. Mi duole segnalarti che il signor Masticazzi, pardon, Mattiacci, era molto più affidabile.

Tutto ciò premesso, passo felicemente al badminton. Trovatevi subito un altro pilota e già che ci siete pure un altro cantiniere".

Colto alla sprovvista, Arrivabene non ha smentito la sua fama di decisionista. Nel giro di quattro nanosecondi, ha contattato tutti i drivers su piazza. Tolto Hamilton, che ha 120 milioni (di dollari) più una macchina di buoni motivi per restarsene in Mercedes. Ma da Rosberg in giù, passando per Ricciardo, Verstappen eccetera, tutti hanno rifiutato. Motivo: mica son scemi, chi glielo fa fare di venirsi a confrontare con Vettel.

Solo uno ha detto sì.

Fernando Alonso.

Alle ore 01 00 00" dell’1 aprile il Campionissimo delle Asturie ha diramato via Facebook (su Twitter 140 caratteri non bastavano) la seguente dichiarazione, di seguito fedelmente riportata.

‘Tornare al volante della Ferrari sin da subito è sempre stato il mio desiderio. Ero bambino e dormivo con un pigiamino rosso, ero adolescente e mangiavo solo ghiaccioli alla amarena perchè rossì, la prima auto che ho guidato era una Simca tutta rossa e anche il mio cuore è rosso, mentre quello di Raikkonen è bianco come la vodka. Inoltre Ron Dennis mi sta spaventosamente sui coglioni e non credo di dover spiegare il motivo.

Sono lieto di riprendermi ciò che è sempre stato mio. Lo faccio anche per gli orfani nella categoria dei giornalisti italiani, alcuni sono proprio inconsolabili! Non ci fossi stato io a proclamare, sin da Monza nel 2013!, che tutti gli ingegneri di Maranello erano geni, chi se ne sarebbe accorto? Solo quello scemo di Mensureit poteva sostenere che io avessi detto scemi. Dissi geni, perchè io vedo le cose in anticipo, prevedo il futuro con assoluta precisione, come dimostra brillantemente la mia carriera.

S’intende che sarà per me un piacere fare da maestro al giovanissimo Vettel. E’ ancora un po’ acerbo, ma con la Bmw ha fatto una bella gara ad Indianapolis. Quando avrà vinto almeno due mondiali con me, accetterò che tra noi non ci siano gerarchie. Ho spiegato al presidente Montezemolo che la memoria, per chi fa il nostro mestiere, è una componente fondamentale. So che la Red Bull ha ancora un grosso vantaggio sulla Rossa, ma da sempre sono abituato a lottare contro Adrian Newey, il mio vero avversario. Non vedo l’ora di mantenere una antica promessa: la Ferrari sarà il mio ultimo team in Formula Uno. Per quanto riguarda il signor Arrivabene, lo conosco: si occupa di sigarette, credo abbia una tabaccheria a Losanna, vedrò di fargli avere una mia foto con dedica’.

La notizia, ovviamente, ha già fatto il giro del mondo, in questo 1 aprile del 2015.

Da blog.quotidiano.net/turrini/



Robin Raikkonen entra nell’Academy Red Bull
Far girare un 17enne su una F1 non bastava in casa Red Bull. Ecco che l’azienda austriaca, secondo FormulaSpy.com, ha bruciato tutti sul tempo nell’ingaggiare l’erede naturale di Kimi Raikkonen. Chi? Robin, il figlioletto di “soli” 3 mesi, che sarebbe già entrato nel programma giovani piloti dell’azienda di Dietrich Mateschitz. Il neonato sarebbe stato “scoperto” da Helmut Marko, che ora starebbe sfidando il tempo per far svolgere al giovanissimo finlandese un test per fargli ottenere la Superlicenza, viste le nuove regole che entreranno in vigore nel 2016. Marko, impressionato dal neonato, ritiene che Robin abbia “un bel cognome”, mentre Kimi, interrogato sull’accordo con Red Bull e sulle prospettive per il 2015 del figlio, ha risposto alle domande con un raikkoniano “si”.

Da www.formulapassion.it


Inizio 2015 in fabbrica–21/01/2015


The waiting game

Maranello, 21 January – Kimi Raikkonen was all smiles when he met up with the Scuderia Ferrari crew today. The Finn was in Maranello for meetings prior to the upcoming season.

Kimi, who is due to become a father any day now, had a busy schedule, but was keen to visit the Gestione Sportiva, where the new car is taking shape, with work temporarily halted for a welcome photo break.

Da Ferrari.com


E a Kimi chiesero: aspettiamo il 2028?

Entra Kimi nelle sale del reparto corse che conosce a memoria.
Uno dei dipendenti gli fa: aspettiamo già da otto anni con questo, dici che arriviamo a ventuno, cioè fino al 2028, come con Jody?
Sorriso affettuoso.
Eh, il senso della giornata di Yodka, il nostro Yoda finlandese alla vodka, sotto la pioggia di Maranello è tutto qua.
Usque tandem (bicicletta a due con Vettel) eccetera, per la traduzione del latinorum chiedere a Odin.
In Ferrari l’atmosfera è buona e Raikkonen, sempre popolarissimo tra le maestranze perchè la memoria conta, ne ha avuto ennesimo esempio. Invece le aspettative sono limitate e quando mi raccontano che John Elkann ha parlato dell’importanza del lavoro io rimango vagamente perplesso.
John Elkann che parla di lavoro?!?
Mah.
Questo è un mondo nel quale dilaga la separazione tra i soggetti e le sillabe che escono dalle bocche dei soggetti medesimi.

Da Turrini Blog


GP Giappone, rassegna stampa–07/10/2014


Da Autosprint n.40 del 07/10/2014:

  



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