A proposito di Kimi

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Il rinnovo di Kimi e il commento di Turrini


Kimi, the Last jedi of Spa, resta in Ferrari

Kimi resta per un altro anno in Ferrari.

Lo sapevo e sono molto contento e del resto essendo questa la settimana delle Ardenne la ciliegia plana sulla torta. The Last Jedi of Spa stays with us.

Da Blog.quotidiano.net


#Kimi for 2019

Bene, bene.

Voglio mettermi avanti con il lavoro.

Sono tre estati di fila (2015, 2016, 2017) che un bel giorno arriva la notizia che my brother Kimi è stato confermato in Ferrari.

E io, lo ammetto spudoratamente, mi specchio gongolante nella delusione dei membri del PAR, il mitico Partito Anti Raikkonen.

Ebbene, basta.

Non mi piace vincere facile (tra parentesi, a beneficio di alcuni amici: quando io scrivo ‘lo sapevo’, non aggiungendo tali parole nulla alla mia già scadente immagine professionale, intendo semplicemente esprimere l’ovvio. Il Santo Bevitore aveva da tempo pubblicamente sostenuto che per lui non c’erano problemi, ovviamente spettando alla Ferrari l’ultima parola. Poiché Marchionne e Arrivabene di solito ascoltano opinioni ben motivate, sapevo di potermi fidare della loro decisione. Poi, non è colpa mia se SM e MAB la pensano come me medesimo, in materia. Chiudo parentesi), ripeto che non mi piace vincere facile e quindi stavolta si gioca d’anticipo.

#Kimi for 2019.

Chi ci sta si firma sotto, tanto per divertirci un poco.

Si accettano adesioni anche da parte dei membri del PAR, alla maniera di noi interisti quando sfacciatamente ci proclamiamo certi che la Juventus conquisterà la prossima Champions.

Dai, che Spa è dietro l’angolo.

Da Blog.quotidiano.net


Alesi: “Raikkonen conferma positiva”

Per Jean Alesi, la decisione della Ferrari di confermare Kimi Raikkonen anche per la prossima stagione è volta a mantenere l’armonia all’interno della squadra: “Fra lui e Vettel nessuno è geloso dell’altro”.

Martedì la Ferrari, con un breve comunicato, ha confermato Kimi Raikkonen anche per la prossima stagione: una mossa che molti hanno letto come un’anticipazione della firma del rinnovo di Sebastian Vettel, che tanto aveva spinto per tenere Kimi come compagno di squadra.

Uno scenario che è quello con il quale concorda anche l’ex-ferrarista Jean Alesi. “Lo credo anch’io: del resto, una casa si costruisce dalle fondamenta” – ha dichiarato Alesi sulle colonne della Gazzetta dello Sport – “Al di là delle future decisioni di Maranello, se anche ci dovesse essere un pilota diverso da Vettel in Ferrari nel 2018, con Kimi non avrà problemi”.

Per Alesi, Raikkonen è un pilota amato dai tifosi della Ferrari e la sua conferma è positiva per il clima interno alla squadra: “Lui è un pilota molto amato dai ferraristi. Parliamo di un ragazzo che piace e rappresenta un vero punto di riferimento per tutto l’ambiente della rossa”, ha aggiunto. “Dalla stagione passata a quest’anno, la Ferrari ha fatto passi da gigante. Ora è un’auto vincente su quasi tutti i circuiti: e poi, lo spirito di squadra che si è venuto a creare grazie al lavoro di Maurizio Arrivabene e del presidente Sergio Marchionne è stato davvero notevole. La decisione di riconfermare Kimi consolida questa atmosfera, visto che fra lui e Vettel nessuno è geloso dell’altro”.

Da FormulaPassion.it


Rinnovo a Raikkonen, “premio fedeltà”

Il finlandese Kimi Raikkonen è stato ufficializzato ad inizio settimana quale pilota Ferrari in Formula 1 anche per la stagione 2018. L’ex campione del mondo 2007, l’ultimo pilota iridato con una vettura del Cavallino, ha beneficiato di un rinnovo che molti vedono come un preludio alla proroga del contratto di Sebastian Vettel.

Il tedesco non ha fatto mistero di gradire il finlandese al suo fianco nel team per il futuro. Considerato da molti il ‘numero 1 di fatto’ del team modenese, il tedesco avrebbe fatto leva sul rinnovo del compagno.

Sull’estensione del contratto di Raikkonen si è espresso il manager del finlandese, Steve Robertson, che ha dichiarato alla testata scandinava Turun Sanomat: “L’estensione del contratto dimostra come la Ferrari abbia voluto premiare l’enorme esperienza e competenza di Kimi, la lealtà nei confronti del team e l’armonia creatasi in squadra. Kimi ha giocato per anni il ruolo dell’uomo-squadra ed è sempre stato fedele alla Ferrari.“

Da FormulaPassion.it


Turrini risponde–21/08/2017


@arcangelo riccio. In un altro contesto Kimi avrebbe già vinto 2 GP, in questa stagione. Spero anche io abbia almeno un’altra occasione.

@andrea pasetti. Verstappen a Budapest andava punito e stop, senza stare a guardare chi ci avrebbe guadagnato. La McLaren cambiano PU non potrà che migliorare. Alla Toro Rossa con Honda ci credo quando la vedo. No, Kimi al titolo non ci crede.

@un Dario qualunque. Con la Mercedes Kimi avrebbe almeno gli stessi punti di Hamilton. Del Nano un giorno scriverò qualcosa, promesso.

@manuB. Leclerc subito in Rosso e’ una scommessa a prescindere da Kimi. Si può fare o si può aspettare un anno, io non ho controindicazioni.

@davide ghiotto. Ciao cool daddy. Se Kimi vince a Monza faccio secca una bottiglia di Vigna del Cristo in omaggio al Santo Bevitore.

@luca Raikkonen. Kimi e’ uno dei piloti più amati di sempre all’interno della Ferrari. E anche questo irrita chi non lo ama.

@dona. Su Arnoux mi sono già espresso in un altro post. Di Raikkonen scrivo spesso, per alcuni anche troppo…

Da Blog.quotidiano.net


@pask7. Integro qui ora ora dopo aver letto la lamentela sotto.Mi dispiace, io proprio le domande non le avevo notate. Eh sì che sono interessanti. In sintesi: sì, per evitare giochi di squadra ci vorrebbe una F1 con team con un solo pilota ma l’investimento non reggerebbe per nessuno. E inoltre ridurre in alternativa il titolo piloti al capocannoniere della serie A non ha proprio senso. Quanto a Raikkonen, correre è la sua vita da sempre, sta vicino all’epilogo, va ancora fortissimo, si diverte, spero rimanga in Ferrari. Infine, Verstappen: la Red Bull ha avuto ragione a lanciarlo subito al top, al di là dei modi è stata una intuizione geniale.

@gian79. La Ferrari adesso è messa meglio dell’Inter, grazie anche a Kimi. Un ferrarista secondo me sa di appartenere ad una categoria dello spirito e lo spirito non viene cancellato nemmeno dalla assenza di risultati, infatti la Scuderia e’ un mito a dispetto di pluriennali, biblici digiuni.

@TT. Raikkonen e’ un campione. Alonso e’ un campione. Nel 2014, con una macchina sbagliata, Fernando e’andato più forte di Kimi. Fine delle trasmissioni.

@leonardo. Guarda, io la so così. Nel 2005, anno gramo per la Ferrari da GP, Schumi fa sapere che a fine 2006 smetterà. Concorda, Michael, con Todt la scelta di Raikkonen come erede. Infatti Kimi si accorda col francese al GP Germania 2005. Questi sono fatti documentati. Poi, so anche io che alcuni sostengono Schumi ci avesse ripensato nel corso del 2006 ma a me non risulta, quando ufficializzo’ l’addio a Monza era molto convinto. Di certo ci ripenso’ nel 2009, Todt era già uscito dalla Ferrari e ci stava, più di amministratore delegato a Maranello non poteva diventare. Una cosa è sicura: a livello "politico", l’inevitabile dissoluzione del Dream Team non fu gestita benissimo e non certo per colpa di Domenicali, certe scelte vennero fatte a un livello ben più alto e non sto parlando "solo" di piloti.

@kimi7. Non conosco i progetti post carriera di Raikkonen ma lo vedo lontano dalla F1. Tra Leclerc e Giovinazzi scelgo Kimi, che domande..

@stefano lago. Per SPA in Ferrari confidano molto in Kimi. Ma che succede se, miracolo miracolo!, a due giri dalla fine Raikkonen e’ primo e Vettel secondo? Ah, saperlo!

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Turrini risponde–14/08/2017


@Maverick McLaren. Accetto l’invito paterno per lo spiedo! Allora, per me che c’ero il mondiale Rosso più bello e sofferto resta quello storico del 2000, una spanna sopra alla leggenda del Santo Bevitore nel 2007. A Maranello come pilota ovviamente avrei voluto vedere Senna, ci mancherebbe. Sul divorzio di Alonso sono state narrate molte scempiaggini. Già nel 2013 Fernando era stanco e aveva chiesto di essere lasciato libero. Montezemolo, essendo in arrivo la rivoluzione power unit nella quale in Emilia nutrivano grandi speranze (vedi come si sbaglia, nella vita?), gli chiese di pazientare ancora un anno, con la promessa che in assenza di risultati sarebbe stato lasciato libero. Così sono andate le cose, poi certo ci furono tensioni nella fase finale, ma è normale, però era già tutto scritto e se uno va a rileggersi (mi pare sia stato ripubblicato nel post precedente da un cloggaro) cosa scrissi a settembre 2013, quando fu annunciato il ritorno di Raikkonen in Rosso, beh, era tutto chiaro, scrissi persino del ‘Vettel che verrà’!. Su Sky io curo una piccola trasmissione sul 207 dedicata alla storia della F1, si chiama I misteri di Turrini. Quanto alla McLaren, non so: forse con un motorista decente non sarebbe lontana dal podio. Forse.

@flo. Beh, se la Ferrari usa il buon senso si tiene Vettel e Raikkonen. S’intende che il buon senso lo debbono usare anche Seb e Kimi.

@rusty. Dai, se Kimi un giorno dovesse ritirarsi aprirò il libro! Le esperienze mistiche vanno custodite gelosamente, non propagandate. Sugli americani, vedi risposta a Mimmo.

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@barone. Francamente non so cosa abbia in mente Kimi per il dopo Formula Uno. E’ un pilota ‘dentro’ Italia a parte è il più amato di tutti perché la gente percepisce questa sua unicità, anche caratteriale. Nei rally si divertiva, tornarci ad oltre quarant’anni non sono sicuro sarebbe una grande idea, but wait and see and never say never again!

@F1 Daniel. Il circuito che amo di più è Spa. Adoravo il luogo e lo considero ancora perfetto per esaltare il talento di chi guida, a dispetto del tempo che passa. Di Gran Premi emozionanti ne ho visti tanti tanti, sceglierne uno sarebbe riduttivo, per pelle d’oca provata sul posto ti dico Cina 2006, l’ultima vittoria di Schumi in Formula Uno. Infine, lo stipendio di Kimi è per Kimi, l’ultimo dei problemi, fidati.

@pilota54. Rassicurati: Kimi non è tipo da andare in crisi psicologica perché due vittorie sue sono andate al compagno. Leclerc certamente è più ‘mediatico’ di Giovinazzi, che non è stato granchè fortunato quando è salito su monoposto di F1. Ma il talento non gli manca. Di Toto Wolff dirò con dispiacere una cosa sola: a fare il suo mestiere, è bravissimo. Purtroppo per noi ferraristi.

@John_Beverly. Raikkonen non lo paragono a nessun big del passato, è grandissimo di suo. In questa stagione è incappato senza colpa in due incidenti al via e in due gare, Montecarlo e Ungheria, avrebbe potuto vincere con pieno merito. Ciò basta a demolire le pretese dei suoi detrattori, 4 gare su 9 fanno mezzo campionato! Non credo che in Ferrari non lo sostengano, allora lo avrebbero cambiato per rendere felice un po’ di gente. E inoltre se Kimi si sentisse boicottato dal team perché mai a Budapest si sarebbe comportato così? Poi è giusto ricordare sempre che Vettel è un grande, grande campione. Far passare Seb per un raccomandato, francamente, è una sciocchezza, ma sono certo che tu non la pensi così.

@enricO.V. Era Dubai ed era il 2006 e ho promesso di non parlarne. Sai, è il fascino delle leggende metropolitane che si autoalimentano da sole..

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@Aqfm92. In una precedente risposta ho narrato qualcosa della cena di fine 2013 con Alonso e Raikkonen tra i commensali. Ripeto. Uno parlava e parlava, l’altro aveva in mente Han Solo che estrae l’arma e spara al cacciatore di taglie. Una cosa così. Ma, a scanso di equivoci, i due si stimano. Senza volersi bene, eh

@sandrino14. Io ovviamente rispondo per me e non per la platea dei ferraristi, che hanno diritto alla loro opinione. Il punto è questo. Prima dell’Ungheria, più di una volta Bottas è stato platealmente ‘fermato’ dalla Mercedes, pro Hamilton. Significa che nel suo contratto c’è una clausola che questo prevede. A Budapest la situazione è stata ‘riequilibrata’ sul traguardo, ma era accaduta la stessa cosa. Invece Raikkonen a Montecarlo si è incazzato (giustamente, dal suo punto di vista) per come è stata gestita la strategia dal muretto Rosso, peraltro senza che nessuno gli ordinasse di cedere la posizione. E a Budapest Kimi ha avuto l’intelligenza di comprendere ciò che era giusto fare, c’è un suo team radio nel quale lo si sente dire: ‘siamo una squadra, facciamo quello che è giusto’. Non è la stessa situazione di Bottas, se permetti. Poi, per carità, gli italiani sono mafiosi per definizione e gli anglotedeschi gentlemen sempre per definizione, solo che io a questa favoletta qua mica ci ho mai creduto, sai? Un caro saluto.

@Thommy21. Il miglior Kimi lo lascio giudicare ai fans, anche se mi pare di aver già dato la mia preferenza tra 2005 e 2007. Il fatto poi che sia ancora competitivo nel 2017 rende l’idea del suo talento. Sulla relazione tra Montezemolo e il Santo Bevitore, attenzione: all’Avvocato sarebbe piaciuto un pilota mediaticamente più disponibile, almeno a livello Schumi, e però non dimenticare che è Montezemolo, nel 2013, a riportare Raikkonen a Maranello, ammettendo implicitamente l’errore del 2009. Come dico spesso, non a te che mi capisci, la storia bisogna raccontarla tutta.

@peliicano. Kimi gastronomicamente andrebbe abbinato al carrello dei bolliti all’emiliana, così facciamo contenti i patetici detrattori. Vettel è una ottima tagliatella al ragù confezionata al Montana: non tradisce mai.

Da Blog.quotidiano.net


@neuzzo. Beh, io continuo a scrivere perché ancora mi diverto e il Clog, rappresentando una modalità diversa, mi ha dato una bella carica di…innovazione. Naturalmente verrà il momento di smettere, nemmeno immagino sia tanto lontano. Sulla relazione primo-secondo pilota in un team del 2017, la vedo così. In passato, Senna su Berger o Schumi su Irvine-Barrichello avevano un margine di superiorità che Hamilton non sta dimostrando su Bottas e che Vettel non ha su Raikkonen. Poi ognuno può interpretarlo come meglio crede, questo dato di fatto.

@312T4. Kimi è intelligente. Uno non ha bisogno di essere contento se sta facendo la cosa giusta. Lui a Budapest ha fatto la cosa giusta e stop.

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Turrini risponde–07/08/2017


@Mpg. Ah, il contratto di Vettel! E’ un bel tormentone. Io non impiccherei sulla scadenza dell’accordo, per la semplice ragione che in F1 sono sempre previste, nelle clausole degli accordi, le ‘vie di fuga’ (vedi Alonso 2014 e lo stesso Seb con la Red Bull). La mia impressione è che il tedesco desideri avere in mano, come è normale e persino banale, un’auto sempre competitiva. Io, alla luce degli eventi 2017, non vedo perché dovrebbe andarsene. Ma ognuno è padrone del destino suo, a quei livelli lì. Quanto a Raikkonen, se smette è perché ne ha abbastanza dei Gp, non lo vedo su un’altra vettura e ad ogni modo si sa, io lo terrei per altri dodici mesi.

@un Dario qualunque. Il Kimi degli inizi, con la McLaren, aveva il vigore della vitalità. Nel 2003 perse il titolo contro Schumi per appena due punti e se non fosse stato invertito a tavolino (peraltro giustamente) il verdetto del Gp del Brasile la storia sarebbe stata diversa. Io lo considero un Grande. In Ferrari nel 2007 fu maestoso, nel 2008 fu vittima di qualcosa che non fa onore a taluni. In Lotus, al come back, è stato magnifico. In Ferrari non sono pazzi, lo hanno ripreso perché lo conoscevano. Il 2014 è stato terribile e nemmeno debbo spiegare perché. Nel 2016 Raikkonen è stato sempre al livello di Vettel e sul 2017 parlano i fatti, se uno mette da parte i pregiudizi. Comunque, se debbo scegliere il Kimi al top, io prendo quello del 2007. Contrariamente a quanto i detrattori penosamente continuano a ribadire, la sua fu una impresa eccezionale. Uno che sta sotto di 17 punti con appena 20 punti in palio, sì, certo, deve beneficiare delle cappelle del rivale. Ma deve anche essere perfetto in una circostanza estrema. E il finlandese lo fu, a conferma di un talento cristallino.

@Iceman83. Sul rapporto Vettel-Raikkonen bisogna saper distinguere. Io non ci credo alla teoria secondo la quale Seb ‘deve’ vincere al posto del finnico perché è il più pagato tra i due. E’ il più pagato tra i due perché di mondiali ne ha vinti quattro e ha il vantaggio dell’età. E’ chiaro che nella situazione del presente, vedi classifica di campionato, per dire a Budapest Raikkonen, che è intelligente, è il primo a capire cosa è giusto fare. Poi chi sa vedere le cose si rende conto perfettamente di quale sarebbe stato l’esito ungherese, considerato il guaio sulla macchina del tedesco. E infatti Vettel è stato il primo a ringraziare il finlandese. Voglio dire questo. Irvine era nettamente, anzi, sideralmente inferiore a Schumi. Kimi sta lì, se la gioca, vedi qualifiche. Non è la stessa cosa, secondo me.

Da Blog.quotidiano.net


@luca bacigalupo. Io penso che sostituire Kimi abbia senso solo se fai la scommessa Leclerc, ferma restando la permanenza di Vettel. Altre ipotesi mi rifiuto di prenderle in considerazione.

@Jon Bon Jovi. Raikkonen poteva vincere il titolo 2008 e il titolo 2005. In entrambe le situazioni non dipese da lui. Comunque io sono del parere che i titoli si ‘pesano’, non ci si può limitare a contarli. Kimi e Mansell ne hanno conquistato uno a testa. Non erano e non sono inferiori a gente che ne ha vinti di più.

@ale 79. La prima cena Alonso-Raikkonen fu come la scena nello Star Wars del 1977, quando nel bar Solo stende il cacciatore di taglie, stufo di sentirlo blaterare la sua superiorità. La differenza è che Kimi, al contrario di Harrison Ford, è un pacifista e si limitò ad ordinare una vodka. Sulle mie esperienze mistiche, ti farò sapere.

@WleRosse. Raikkonen è tornato in Ferrari perché Montezemolo, su sollecitazione di Stefano Domenicali, glielo ha chiesto. E siccome erano stati Montezemolo e Domenicali a comunicare a Kimi, nel corso del 2009, che non c’era più spazio per lui a Maranello, ecco, quella era la rivincita che il Santo Bevitore sognava, il riconoscimento, implicito, che gli era stato fatto un torto. Poi io non so, nel presente, nel 2017, se sia stata una scelta felice, per il diretto interessato. A me pare di sì, dal 2014 i mondiali li ha sempre vinti una scuderia chiamata Mercedes, che con Rosberg ed Hamilton era già a posto coi piloti, nel 2013. Quanto ai miei scritti nei giorni di Suzuka2000, mi piacerebbe un giorno raccogliere in volume i testi che ho pubblicato sui giornali, s’intende quelli più interessanti ‘storicamente’. Tieni presente che i brani per il giornale di carta hanno uno stile diverso da quelli che pubblico sul blog, sono destinati a platee differenti, una massaia o un pensionato sul web non ci vanno. Quindi, può darsi che non ti piacciano.

@Julio Cesare. Delle coppie Ferrari che ho visto in azione io, facciamo dal 1974 in poi, quella tra Vettel e Raikkonen è di sicuro la meglio assortita, la più equilibrata. Per questo non la toccherei, a parte il discorso Leclerc per il significato di scommessa sul futuro del monegasco. Su Hamilton la mia opinione non cambia: quando pensa a fare solo il pilota, cioè se lo valutiamo sul piano del talento puro e basta, senza extra e senza team radio e senza coglionate da social, ecco, io lo reputo il più forte. Ma ha anche quei difetti che invece, per fortuna, non macchiano l’immagine di Vettel. Ma sono sicuro che se in un remoto futuro il Nero guidasse per la Rossa, tanti detrattori si convertirebbero, la Ferrari è la Ferrari, il novanta e passa per cento di chi tifa Ferrari lo fa a prescindere dal pilota (quorum ego). Infine, no, quest’anno, 2017, su Mercedes Vettel non avrebbe ucciso il mondiale, perché in almeno metà dei circuiti la Rossa andava più forte. E si è visto.

Da Blog.quotidiano.net


GP Ungheria, rassegna stampa–31/07/2017


Kimi Raikkonen 10 Nemmeno fosse Kevin Costner con Whitney Houston, fin dalla partenza guarda le spalle a Vettel, lo segue come un’ombra, sa di poter vincere, ma non ci prova, conscio dell’importanza del suo ruolo. La sua gara è una gemma nel deserto. E’ dimostrazione di velocità, tecnica, sangue freddo, dedizione totale alla causa Ferrari. Corre da campione vero, senza sbavature e affanni, tra l’incudine (Vettel) e il martello (Hamilton). Gestisce una corsa infernale alla grande, dimostrando di essere ancora una pedina fondamentale nello scacchiere di Maranello. GUARDIA DEL CORPO

Da F1grandprix.com


Perché Raikkonen è diventato "incedibile

31 LUGLIO 2017 – MILANO

Ci sono due momenti che raccontano meglio di tutte le spiegazioni possibili quello che davvero ha fatto ieri Kimi Raikkonen. Uno è stato durante la premiazione, quando lo hanno chiamato sul podio. E da sotto, dalla pista colorata da tantissime bandiere bianche con la croce azzurra, è salito un boato che un attimo dopo non sarebbe stato nemmeno avvicinato da quello per il vincitore, Sebastian Vettel. L’altro è stato in conferenza stampa, quando a Kimi è stato chiesto se pensasse di avere avuto il passo per vincere, e lui secco ha detto: «Sì, assolutamente». Come nessuno, a cominciare da Sebastian Vettel, ha peraltro nemmeno pensato di mettere in dubbio.

CHI LO AMA Quello di Budapest è quasi gran premio di casa, per Kimi. La Finlandia è lontana duemila e più chilometri, ma non si direbbe. Lungo l’autostrada che dal centro città porta al circuito in questi giorni i soli striscioni esposti non erano per Lewis Hamilton o per Sebastian Vettel, erano per lui. Uno strepitoso: «Chiunque ami Kimi non può essere una persona cattiva». E di «buone persone» che lo amano ce ne sono un bel po’, qui e altrove. Ovunque, anche in Estremo Oriente, le bandiere finlandesi sono sempre tantissime. Improbabile che a sventolarle siano solo suoi concittadini. Sono tifosi di tutto il mondo che non lo vedono vincere da 86 gran premi (da Melbourne 2013, per l’esattezza), ma per i quali ieri è come se avesse vinto. O forse persino di più. Tutti quei giri attaccato al socio Vettel, ma senza mai pressarlo, due secondi di distacco, poi anche uno solo, al 52° e al 57° persino meno (8 decimi, 7 decimi), sono stati in un certo senso un capolavoro. Un servizio di scorta, una guardia armata ed efficace per impedire la rimonta delle Mercedes che dietro facevano anche loro gioco di squadra. Specie dopo il pit stop e il cambio gomme, con le soft, le Frecce si facevano via via più minacciose. Ma c’era lui a «far da cuscino». Stoppandole. Così che, per merito suo, più che altro, una gara in difesa, con gli occhi puntati sui tempi e le distanze, è riuscita ad entusiasmare. Il tutto senza che si sia vista nemmeno l’idea di un sorpasso vero.

RINNOVO Non che in mezzo alle tante critiche Kimi abbia mai dato l’idea di preoccuparsi granché, questo no: eppure ieri aveva l’aria di chi si è preso una rivincita. Facile far dell’ironia sul rinnovo di contratto che l’impresa gli avrebbe garantito. Immancabile la sua flemma: «Non c’è niente di diverso dagli altri anni. E non è una decisione che dipende da me». Kimi si è persino divertito a sentirsi provocato: se nel box non ci fosse stato Sergio Marchionne, avrebbe provato a superare Seb? Un sorrisetto. E poi subito serio: «Non avrebbe fatto nessuna differenza. Sono partito molto bene, sono arrivato forte alla prima curva. Ma tra compagni di squadra….». Sarebbe stato troppo rischioso, insomma.

GRANDE MACCHINAE così è cominciato il servizio scorta. «Oggi avevo una macchina grandiosa», ha poi spiegato meglio Kimi. E poi, insistendo sull’importanza della partenza: «Credo che sia stato decisivo quell’errore di sabato in qualifica». Quello che gli era costato la pole e del quale si era già molto rammaricato. «Una volta secondo, incastrato tra Vettel e le Mercedes, non volevo forzare la situazione. Forse avrei potuto ritardare il pit, restare fuori per qualche giro in più, ma è stato deciso così e bisogna avere fiducia nelle strategie della squadra. Allora ho seguito Sebastian, sperando che andasse più forte possibile, e stando attento, perché c’erano le Mercedes che mi davano la caccia. Anche se devo dire che non sono mai stato troppo preoccupato, perché, come ho detto, la macchina oggi andava benissimo». Dunque guardando più avanti che dietro. A un obiettivo possibile eppure mai mirato: «Ovviamente avrei voluto vincere, ma è stato lo stesso un grande risultato per la squadra»

Da Gazzetta.it


Quando Vettel e Kimi ti fanno venire il magone…

Fatico  persino a trovare le parole.

Se si è commosso un duro come Sergione Marchionne, figuriamoci io.

Ed è bello che in una domenica così ai box ci fosse anche il figlio del Drake.

Piero sa di cosa parlo.

Una delle più grandi gioie Ferrari.

Vettel stratosferico, costretto a guidare in condizioni estreme causa sterzo.

Raikkonen commovente per velocità, dedizione e spirito di sacrificio. Quando tanti detrattori in servizio permanente effettivo gli chiederanno scusa, eh, sarà sempre troppo tardi.

L’efficacia di una Squadra che un anno fa era a pezzi. Maurizio Arrivabene è stato spesso trattato come un crapulone di periferia, magari non lo era.

E Mattia Binotto ha dato un senso allo sforzo di gruppo, con Cardile e altri tecnici bravi.

Come finirà, non so.

In cuor mio, considerate le piste che ci aspettano, sospetto che la Mercedes rimanga favorita. Anche se sono curioso di comprendere quali conseguenze avrà la bizzarra vicenda Hamilton-Bottas (prego, passa pure, ma io però ripasso se tu non passi la Ferrari, cioè a quanto paure non si punta più su un uomo solo, in casa argentata. Boh).

Ma non importa.

Chi se ne frega del futuro.

Don’t worry.

Be happy.

Da Blog.quotidiano.net


Pole dopo 128 gare!–Leo Turrini


La pole di Kimi e il silenzio degli innocenti

Forse è meglio lo scriva tre volte di seguito.

Kimi in pole a Montecarlo.

Kimi in pole a Montecarlo.

Kimi in pole a Montecarlo.

Nel 2017.

Tutto vero.

Giusto ieri, venerdì, battibeccavo affettuosamente su Radio 24 con Ivan Capelli, pronto a sostenere che la Ferrari ha bisogno accanto a Vettel di un partner più competitivo di Raikkonen.

Ah, sì? E comunque Ivan è un amico, vale come simbolo di un esercito (spero in rotta) di detrattori in servizio permanente effettivo del Santo Bevitore.

Ma poi mi fermo qui, perchè diceva il Poeta che del doman non v’è certezza e in certe occasioni conviene godere muti.

Il silenzio degli innocenti.

Quindi, parlerò d’altro.

Ferrari stellare. Bravo Arrivabene, bravo Binotto, brava l’intera squadra.

Del resto, era  dal 2008 che non c’era una prima fila tutta Rossa a Monaco.

Finì a schifio la domenica.

I punti si prendono la domenica (Schumi dixit).

Confermo.

Hamilton è stato sfortunato causa Vandoorne ma la pole mai l’avrebbe fatta e in fondo era giusto, non poteva eguagliare le 65 partenze al palo di Ayrton proprio nel Principato. Vediamo cosa riesce a combinare in rimonta.

Gara tutta da definire, Mi ricordo sgradevolmente di Sochi, eh.  Bottas non va piano, sgrattaando sgrattando abbiamo da ferraristi una grande attenzione, ma chi se ne frega.

Vettel sa cosa fare.

Io so che volti guardare questo sabato e che parole ascoltare o andare a leggere.

Il tempo è galantuomo, per chi è in buona fede.

Da Blog.quotidiano.net


E Marchionne disse… 19/12/2016


[…] "Raikkonen è stato grande. Sono estremamente contento di lui. Ha avuto una bellissima stagione, è perfetto per la squadra. Mi dirà lui se vuole continuare o smettere, tra un anno". […]

Da Blog di Turrini