A proposito di Kimi

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Vettel-Räikkönen, l’opinione di Turrini


Kimi, Seb e i versi di Franco Battiato – 16/04/2016

‘Ne abbiamo avute di occasioni, perdendole. Non rimpiangerle, non rimpiangerle, mai’.

Facciamo che questi versi di Franco Battiato sono la perfetta colonna sonora del momento Ferrari.

Con Hamilton scaraventato in fondo alla griglia, era ovvio pretendere una Rossa in prima fila. Non dico in pole, mai avevo immaginato che Rosberg potesse perderla. Ma in prima fila, accidenti, sì.

Ho aspettato qualche ora per buttare giù queste righe. Non per nascondere la frustrazione: esiste ed era palpabile anche nel body language di Kimi e di Seb, dopo l’epilogo.

Aggiungo che a parer mio i due piloti qualcosa hanno sbagliato, altrimenti Ricciardo (ohi, congratulations) l’avrebbero tenuto dietro.

Aggiungo ancora che mi sorprende (non in questa sede, in generale) la meraviglia di molti perchè Raikkonen è stato davanti a Vettel.

A parte l’episodio in sè, per mesi e mesi sono stato beatamente solo a sostenere che di ottimi drivers la Ferrari ne aveva due, non uno.

E’ il destino delle minoranze. Siamo il sale del mondo (e del mondiale di F1) e ci danno ragione, spesso, quando è tardi.

Va bene.

Ci sono anche elementi positivi, nel sabato delle ombre cinesi.

I crack di Hamilton segnalano che, se messi sotto pressione, non necessariamente gli amici di Stoccarda sono invulnerabili.

Immagino l’irritazione del Nero per la situazione che si è creata: senza casini in pista o guasti Ferrari, bene che gli vada arriva quarto. E perde altri punti su Nico, che, considerata anche la equazione gomme, non vedo come possa perdere questo Gran Premio (e così la gufata gliela abbiamo tirata, eh).

Comunque la Ferrari è andata in Cina con l’obiettivo di portare due macchine al traguardo.

Sul podio.

‘Ancora un altro entusiasmo ti farà vibrare il cuore’ (Franco Battiato, ancora).

Da Blog Turrini



Vettel-Raikkonen come Lauda-Regazzoni? 17/04/2016

Riuscirò a vedere, in questo 2016, un Gran Premio senza rogne-casini-inciampi per la Ferrari?

Comincio a nutrire qualche dubbio in proposito.

Stavolta c’è stato l’episodio in partenza, dal quale parto.

Ha sbagliato Vettel nei confronti di Raikkonen e infatti si è scusato immediatamente via radio e poi nel dopo gara.

Sulle responsabilità di Kvyat, uhm, il russo si butta all’interno a palla di cannone e questo appartiene al Dna di un pilota.

Sul faccia a faccia post race tra Seb e l’ex sovietico, insomma, era un siparietto con un tono molto ‘televisivo’, a beneficio di telecamera.

Comunque, tornando al contatto tra i due ferraristi, siamo nella logica del ‘contatto di gara’. Cioè sono cose che possono accadere, sarebbe meglio non capitassero e amen.

Aggiungo che non esiste acrimonia tra i due, non siamo sullo standard Lauda-Regazzoni o Mansell versus Prost: faccio notare che, quando necessario, Kimi ha immediatamente dato strada a Seb.

‘Anche’ per questo e visto come sta guidando (da ultimo a quinto, eh) che mi batterò per la sua conferma per il 2017, grazie e arrivederci.

Dopo di che, rimando alla prima riga.

Stiamo 3-0 per la Mercedes e occorre prenderne atto. Ma mai, insisto, fin qui abbiamo visto una Rossa in grado di esprimere pulitamente il suo potenziale dal primo metro all’ultimo. A parte il via Vettel è stato grande, Raikkonen anche, chi non se ne accorge ha la mia umana comprensione.

Siamo anche 3-0 per Rosberg su Hamilton e in realtà è questa la sorpresa più grossa.

Non penso, ovviamente, che il Nero possa abdicare senza combattere. Qualcosa dovrà inventarsi, del resto se prendiamo anche le tre tappe finali della passata stagione sta 0-6, punteggio tennistico. Imbarazzante, no?

Il resto.

Mi è piaciuto tantissimo Ricciardo. Il sorpasso su Hamilton nel finale è stato fantastico.

Kvyat ha talento e qualcuno che conta dove sono io me l’aveva raccontato in tempi non sospetti.

Interessante il recupero dei Bibitari, in generale.

Contento di aver rivisto in pista Alonso, dopo il crash australiano.

Bottas in Ferrari non è venuto e in effetti sarebbe stato meglio, nel caso, riprendersi Massa.

Da Blog Turrini



Ancora su Vettel e Raikkonen

Ancora su Kimi&Seb (Kvyat è un optional).

1) Come era ovvio, l’episodio ha alimentato un fiume di discussioni. Del resto, erano anni e anni che una cosa del genere non capitava tra due piloti Ferrari.

2) A mio parere non è accaduto nulla di drammatico. Vettel ha commesso un errore e si è scusato subito, addirittura via radio. Negarne la responsabilità, onestamente, è infantile.

3) Discorso diverso sul ruolo del russo che spinge i ferraristi a fare un’insalata russa. Mi spiego. A un pilota, soprattutto se giovane!, non puoi chiedere di alzare il piede se gli si presenta una opportunità. Altrimenti dovresti chiedergli di cambiare mestiere.

4) S’intende che il pilota in questione, cioè il russo che non russa al via, deve domandarsi se la sua manovra possa costituire un pericolo per i colleghi. Non è una questione di lana caprina. Voglio dire: Vettel si lamenta con Kvyat (lasciamo stare i modi e i toni, ognuno sceglie i suoi e io sto sempre con chi privilegia la franchezza piuttosto che l’ipocrisia) perchè sospetta, non del tutto a torto dal suo punto di vista, che l’alfiere Red Bull si sia buttato infischiandosene delle possibili conseguenze. Non è in gioco la ‘legalità’ della manovra. In pista ci sono cose che sono formalmente lecite e però foriere di sviluppi potenzialmente pericolosi. Su questo, il dibattito rimane aperto.

5) Kvyat non è maleducato. Risponde a Vettel come Schumi replicò quella volta a Senna in Francia. Guardate che chiunque guidi una monoposto crede di essere il migliore e il più veloce di tutti, lo credeva persino Mazzacane. Preciso, per i buontemponi, che non sto paragonando il russo a Michael, non sono impazzito. Mentre Seb a Ayrton somiglia. oh se gli somiglia. Anche nelle incazzature.

6) Ma siamo ancora all’aria fritta. Veniamo alla vera sostanza. Perchè per Vettel era così fondamentale scavalcare Raikkonen in partenza? Per hubrys? Per cattiveria? Per dispetto? Per riaffermare una gerarchia?

7) Ma no. Il fatto è che Seb ha capito benissimo che Kimi, con questa auto, va forte quanto lui. Non ci voleva Einstein per rendersene conto e a Maranello lo avevano intuito sin dai test di Barcellona. Quindi per il tedesco, legittimamente, diventa imperativo stare davanti al compagno. Se non in qualifica, alla fine del primo giro del Gran Premio. E pure qua non c’è nulla di male, purchè non si produca un danno come nella domenica cinese. E a patto di concedere lo stesso desiderio e la stessa chance a Raikkonen.

Vi assicuro che gli verrà concessa.

8) La verità è che, dopo tempo immemorabile, la Ferrari dispone di nuovo di due piloti che si equivalgono, nel rispetto di caratteristiche diverse. Non capitava dai giorni di Alesi e Berger, per la semplice ragione che Schumi era tremendamente superiore a qualunque partner, così come Alonso si sgranocchiava Massa come una pannocchia. Questa logica (vogliamo una coppia che non preveda un capo e un gregario) era all’origine del ritorno del Santo Bevitore nel 2014. Come andarono le cose in quella stagione lo sapete, causa auto tragica e quant’altro (comunque, Fernando fu nettamente più competitivo del mio idolo biondo, per carità). Già nel 2015, a saper vedere, si coglieva un avvicinamento nella prestazione dei due manici, intesi come Vettel e Raikkonen.

Nel 2016 sono lì lì.

9) In breve. Se la SF 16 H diventasse più veloce della Mercedes, sia Seb che Kimi potrebbero vincere il campionato. E’ un ‘se’ grande come l’Everest, non mi sono bevuto il cervello.

La cosa bella è che lo sanno entrambi. La cosa curiosa è che a questa banalità stanno pervenendo tutti, togliendomi da una solitudine della quale andavo orgoglioso (vabbè, a Maranello e a Detroit c’era chi la pensava come me, in tempi non sospetti).

10) Vettel e Raikkonen hanno una buona relazione personale, un tipo rancoroso a Shanghai non avrebbe dato strada al compagno lanciato verso il secondo posto, dopo il pasticcio iniziale. Questo aiuterà Maurizio Arrivabene a governare una situazione che io spero possa, prima che sia troppo tardi, portare l’uno e l’altro a giocarsi la vittoria.

Da Blog Turrini


GP Australia 2007, il ricordo di Turrini–16/03/2016


Ricominciamo (da Melbourne 2007)

Could we start again? (Jesus Christ Superstar, 1973).

Un’altra esperienza speciale a Melbourne fu, per me, quella del 2007.

Per la prima volta dal 1992 iniziava una stagione senza Michael Schumacher ai box.

Per la prima volta dal 1996 la Ferrari non poteva contare sul suo Campionissimo.

Era una atmosfera insolita. Straniante.

Mi ricordo che arrivai in Australia la sera del 13 marzo, martedì.

Anni di routine svanivano all’improvviso.

Al giovedì non ci sarebbe stato l’incontro stampa con Schumi.

Non dirò che mi sentivo orfano, la cosa era stata comunicata con largo anticipo e inoltre lo scorrere del tempo appartiene alla natura delle cose.

Cambiano i protagonisti, cambiano le storie, cambia la Storia.

Ma c’era poco da fare. Nell’aria mancava qualcosa. Anzi, Qualcuno.

Quella lunga settimana coincise anche con il debutto di Kimi Raikkonen sulla Rossa.

Non starò a farla tanto lunga, perché almeno la memoria non può essere intaccata.

Hat trick, come piace dire ai puristi.

Pole position. Giro veloce in gara. Vittoria.

Naturalmente quelli che non avevano mai potuto sopportare Michael (e ce n’erano, ce n’erano!) si affrettarono a spiegare che evidentemente vincere corse con la Ferrari non era poi esercizio così arduo. Dicevano così e implicitamente spargevano il dubbio ‘anche’ sul Santo Bevitore.

Eh, vengono da molto lontano, i pregiudizi!

Ancora.

Quel 18 marzo 2007 vidi esordire in Formula Uno un certo Lewis Hamilton.

Lo conoscevo pochissimo.

L’anno prima mi ero accorto (credo fossimo in Ungheria) che proprio Schumi, alla fine di una gara di Gp2, era andato di pirsona pirsonalmente a cercare il ragazzo nero, per complimentarsi per la sua prestazione.

Mi ero informato presso colleghi inglesi e mi avevano raccontato la storia di Hamilton. Alcuni sostenevano fosse un predestinato. Altri asserivano che Dennis lo aveva messo in squadra, in McLaren, giusto per non creare fastidio a Fernando Alonso, che aveva scelto la squadra che era stata di Senna e di Prost per ampliare il suo curriculum, già arricchito da due titoli mondiali.

Per non sapere né leggere né scrivere, il sabato e la domenica mi misi a tenere d’occhio il Nero.

E saranno stati i koala.

E sarà stato il fuso orario che mi rintronava.

E saranno state le birre che mi scolavo sulla spiaggia di Santa Kilda o le bistecche di coccodrillo che ingurgitavo da Donovan, un piacevolissimo ristorantino.

Non lo so, però alla fine del Gran Premio, concluso da Lewis al terzo posto, dietro Kimi e Fernando, mi scappò scritto che forse la Formula Uno aveva trovato un nuovo asso.

Di sicuro quel week end a Melbourne del 2007 rimane indimenticabile.

Ps. Non starò a rammentare che in Australia ci fu il prologo della spy story che avvelenò poi l’intero campionato. Si coglievano strane vibrazioni nell’aria, tra McLaren e Ferrari c’era un clima molto pesante, ma chi poteva immaginare cosa bolliva in pentola? Eppure, viaggiavano le mail, di notte. Eravamo sull’orlo di un vulcano. E non lo sapevamo, noi innocenti innamorati di una emozione.

Da Blog.quotidiano.net


A proposito di Kimi, le risposte di Turrini–12/03/2016


@ferrarista raikkoniano. Kimi in Ferrari è circondato da una simpatia che alcuni proprio non riescono a giustificare. Ciò non significa che resterà a Maranello oltre il 2016. Io me lo auguro, vorrebbe dire che ha fatto parlare i risultati. Quanto a Verstappen, sì, lo prenderei.

@Victor61. Davvero, non conosco le abitudini private di Kimi. So che non è mai stato ostile alle bevande e credo che questa non sia una novità. Però io francamente ubriaco o intossicato di tabacco nel paddock non l’ho mai visto.

@Grumpy_Black 2. Penso che Raikkonen possa fare una buona stagione. Ho qualche dubbio sulla sua capacità di adattarsi alla strampalata formula ideata per le qualifiche,ma può darsi che il meccanismo, almeno all’inizio, colga di sorpresa più di un driver. Wait and see.

@luis64. I mondiali li vinci se hai una macchina almeno pari al livello del concorrente più forte. Regola aurea, che è valsa per tantissimi manici da paura. Se la Ferrari fosse ad altezza Mercedes, sarebbe Vettel il mio favorito, ma Raikkonen stupirebbe tanti…

@gian79. Conosco Arrivabene e so come la pensa. Se la macchina va (e anche se non va) la Ferrari non emette ordini di scuderia preventivi. Di sicuro Seb e Kimi non possano danneggiare gli interessi della Scuderia, ma davanti ci sta chi viaggia più forte, fidati.

goferrari. Sul cuore del problema mi sono già espresso e mi scuso se ho generato panico (don’t panic, I ‘ve goti t!). A Melbourne la Rossa sarà un poco diversa dai test ed è normale. A Maranello hanno i piedi per terra, sanno che non sarà facile. Il futuro di Kimi dipende da Kimi, fosse molto competitivo resterebbe.

@federico carlino. Spero che Kimi vinca prima di Spa. Sul resto hai ragione, tanti non hanno memoria, nel 2002 al giornale mi commissionarono una inchiesta sulla troppa noia nei Gp e già me l’avevano fatta fare, identica, nei primi anni Novanta. La nostalgia della giovinezza spinge talvolta a ricordare (male). Ma a me la memoria funziona ancora e vedo che funziona anche a te.

@gtv916c. Ho parlato con un viandante bulgaro che di mestiere fa il bookmaker. Le sue quote iridate: Hamilton 80%, Vettel 10%, Rosberg 6%, Raikkonen 3%, Mazgiorg 1%

@riccris. Ciao carissimo. Se Kimi andasse proprio in Mercedes, io lo sostituirei con Verstappen.

@guaro. Kimi è un grande pilota. Ha molti detrattori in Italia e moltissimi estimatori a livello globale. Se la macchina è buona, se la gioca con gli altri top drivers.

@Ferrari2015T. Credo che Kimi manco sappia chi sono. Io dopo Senna non ho più voluto essere amico di un pilota, intendo amico nel senso profondo del termine. Dubito che Raikkonen o Vettel leggano le mie scemenze. Al loro posto, io non le leggerei.

@devel. Se tra Vettel e Raikkonen vincono 7 Gran premi io vado a piedi da Piandelagotti al santuario di San Pellegrino, sull’Appennino. Mi auguro di fare la scarpinata, ma ho il dubbio che …

@Alex2781. L’attacco alla Mercedes arriverà da entrambi i piloti Ferrari, se ci saranno le condizioni per andare all’assalto. Con Arrivabene non esistono ordini di scuderia prefissati, ci sarà una gerarchia di comportamenti solo quando la matematica escluderà uno tra Seb e Kimi da discorsi grossi di classifica. Lo sanno tutti che a Maranello adesso funziona così: sta davanti chi va più forte e stop.

@079Max. Monza non la vedo bene. Kimi continua se quest’anno va forte. Dipende da lui, al netto del valore della macchina.

@lory. Ciao amica. Ci sono piccoli episodi, nella vita di un cronista, che è bene non svelare. A volte io faccio allusioni (tipo Abu Dhabi, ma potrei anche narrare di una notte in discoteca con gli ultimi due campioni del mondo con la Ferrari) a vicende che mi hanno divertito e che però debbono rimanere private. Nulla, comunque, che possa cambiare l’immagine o la storia dei personaggi in questione.

@Rossboss. In Red Bull dicono che immaginano di finire dietro alla Toro Rosso, per via delle power unit. E se lo dicono loro… Quanto al dopo Kimi per il 2017, la Ferrari ha alcune opzioni interessanti, fermo restando che se Raikkonen va forte lo tengono molto volentieri.

@mazgiorg. Fratello, o la Borsa o la vita. Meglio. O la Borsa o la corsa. So già che una delusione Ferrari nei Gp ci farà leggere amenità del tipo: si temono contraccolpi al listino di Piazza Affari o Wall Street! Ovviamente sono stronzate. Ma il mondo è pieno di gente che tutto pretende di conoscere e che ragiona per luoghi comuni. Secondo te e secondo me Soros ha messo i soldi nelle azioni Ferrari perché crede in Vettel e Raikkonen o perché crede nella unicità del marchio e nei profitti che la azienda può continuare a generare? La prima che ho detto. Ma se va male, fidati, ti racconteranno che Arrivabene e Raikkonen vanno cacciati perché deprimono il valore al listino. Per tua fortuna, io racconto cose diverse.

@zebaldo. Fidati, l’ho già detto. Nella Ferrari di Arrivabene una prima guida preventivamente designata non c’è. Sta davanti il più forte e stop. Poi, ripeto, se ad un certo punto della stagione uno dei drivers è in lizza e l’altro no, il secondo dovrà fare da gregario. Sono tutti d’accordo, da Vettel a Kimi, non esiste problema, la cosa fondamentale è che non si diano fastidio in gara danneggiando gli interessi della Scuderia. Anzi la speranza comune è che entrambi i piloti abbiano interessi di classifica fino alla fine.

@rob1. Kimi e il futuro sono figli dei risultati che il diretto interessato saprà ottenere. Se la storia arrivasse all’epilogo, come detto io punterei su Verstappen.

@AlphArAve Ribadisco: in Ferrari vogliono bene a Raikkonen, è il beniamino del gruppo, ha anche una certa età, la sua permanenza oltre 2016 sarà, giustamente, una conseguenza dei rendimenti suoi in pista.

@WleRosse. Sull’ultimo segreto ho già spiegato. Sul 2008, uhm, te le racconto così. Se ne va Todt, che era stato il grande protettore di Raikkonen in Ferrari. Montezemolo comincia a dire che tocca a Massa. Effettivamente Felipe fa una gran stagione e senza talune sfighe si sarebbe laureato campione. Ma Kimi fu sfigato almeno quanto lui (le gomme di Silverstone, la mancata vittoria in Francia, Kubica che lo tampona in Canada) e ovviamente nessuno (tranne uno) segnalò la cosa, sempre per via di certi meccanismi mediatici che ho illustrato abbondantemente altrove. Sugli interventi tecnici apportati alla vettura, è vero che ci furono nell’arco della stagione e che furono apprezzati di più da Felipe, poi da lì a dire che fu un complotto studiato a tavolino contro il Santo Bevitore, beh, io non l’ho mai pensato, men che meno scritto. Chiudiamola così: un campione in carica (e Kimi lo era) con Todt ancora al muretto sarebbe stato trattato diversamente? Risposta mia: sì. E sfido chiunque a darmi torto.

@jeuthy85. Se la Ferrari lottasse per il titolo e Kimi fosse davanti a Vettel e a un certo punto Seb fosse matematicamente escluso dai giochi e il finlandese no, ecco, il tedesco aiuterebbe il Santo Bevitore (e viceversa, s’intende). Non esiste problema su questo, a livello teorico le indicazioni sono chiarissime e se accadesse quanto da te prospettato io sono convinto che non ci sarebbero problemi nemmeno nella pratica. Quanto al pronostico, a me basterebbe una Rossa ad altezza Mercedes, sarebbe importantissimo giocarsela spesso e volentieri.

Da Blog.quotidiano.net


Le aspettative di Turrini su Kimi per il 2016–15/02/2016


F1 2016, cosa aspettarsi da Kimi

Quando mi occupo di Kimi Raikkonen, io non nascondo mai la mia ammirazione per il pilota e la mia simpatia per l’essere umano.

Voglio dire che sono dichiaratamente partigiano, nel senso che sto oggettivamente dalla sua parte. Poi, almeno spero, cerco di essere intellettualmente onesto nei giudizi. Per capirci, non è che abbia scritto che nel 2014 si rese protagonista di una ottima annata, eh….

La premessa sentimentale è semplice. Kimi è l’ultimo campione del mondo a bordo di una Ferrari. Correva l’anno 2007 e nessuno tra noi poteva immaginare che quello fosse l’estremo atto felice di una gestione (Montezemolo-Todt-eccetera) che ha fatto la storia.

Ho anche sempre pensato che non fu elegante liquidare il Biondino a fine 2009 semplicemente perchè c’era una cambiale da pagare (per le ‘confessioni’ del 2007) e questo senza nulla togliere alle qualità professionali di Fernando Alonso.

Dopo di che, l’era Alonso si è risolta in mille rimpianti e anche qui senza particolari responsabilità dello spagnolo.

Nel frattempo, Raikkonen era tornato in Formula Uno e con la Lotus andava fortissimo. Io dissi a chi di dovere, già a estate 2012, che andava riportato a casa. C’erano molte resistenze in altissimo e l’operazione Come Back slittò di dodici mesi.

Non mi sono pentito. Il 2014, nella sua catastrofica dimensione Rossa, è un buon parametro per dibattiti che non inficiano la sostanza dei dati. Nel 2014, Alonso ha messo sotto Kimi, punto e basta.

Ma nel 2015, come ho sostenuto spesso, a me il Santo Bevitore non è dispiaciuto. Evidentemente non solo a me, visto che la Ferrari mica aveva l’obbligo di tenerselo. Aggiungo che considero Vettel un fuoriclasse e se il finlandese non sfigura a cospetto di un fuoriclasse, anzi, talvolta in gara è pure più veloce, insomma, siamo sempre lì, cosa ci sarebbe da pretendere?

Qualcuno obietta: ah, ma è discontinuo, pasticcione, vittima di attacchi di letargia. Io ho ammesso di essere partigiano in materia, non sarebbe male se alcuni tra i detrattori ammettessero il pregiudizio negativo, che viene da lontano, viene da una scelta datata estate 2005 e da molti non condivisa, scelta vissuta anche come una ferita, a maggior ragione dopo Interlagos 2007.

Cioè, il giochino ‘spara a zero su Kimi che tanto è un freddo nordico e non ha grandi potenze a coprirgli le spalle’ è talmente smaccato! Raikkonen arriva terzo in un Gp dopo le due Mercedes? E’ andato piano, non ci ha provato, è bollito. Vettel arriva terzo in un Gp dopo le due Mercedes? Un grande, gli ha messo pressione, ah se la strategia lo avesse assecondato e bla bla bla.

Bene. Questo è il quadro. Io non sto dichiarando che il Raikkonen del presente sia un Fenomeno. Penso lo fosse nel 2003, nel 2005, nel 2007. Oggi lo considero un buon pilota, innamorato della Scuderia e i sentimenti, alla mia età, contano. Inoltre sarà un caso, ma oltre il Brennero gode di una popolarità strepitosa. Che siano tutti scemi, extra Italia?

Bene, so di essere noioso e quindi la faccio breve, la taglio corta. Nel 2016 da Kimi mi aspetto, sempre al netto di una macchina che non sappiamo come sarà e quanto forte andrà, mi aspetto sia molto regolare nelle prestazioni, molto vicino a Vettel e mi aspetto pure che vinca un paio di Gran Premi, avendo a disposizione un mezzo che gli consenta di farlo.

Credo sia un auspicio onesto.

Ps. Per quanto riguarda il 2017, uhm, uhm….

Da Blog.quotidiano.net


La griglia di Turrini – 29/12/2015


40 anni di F1, ecco Alonso e Kimi…

Può darsi che questa ottava fila faccia discutere, nel contesto della Griglia di Partenza di 40 anni della F1, dal 1975 al 2015 (tra parentesi: Graham Hill non è incluso, di fatto la sua carriera si era esaurita prima, come per Stewart e per altri, diversamente destinati ad altissima collocazione).

Farà discutere, dicevo. Ma vi assicuro che è scritta con il cuore.

[…]

KIMI RAIKKONEN.

Ah, beh.

Ho visto un re.

Stavo ai cancelli di ingresso di Melbourne, in un anno imprecisato. Non volevano far entrare un biondino che dichiarava di essere il driver della Sauber.

L’ho raccontata un migliaio di volte, questa storiella. Invece raramente ho segnalato che se il verdetto del Gp del Brasile non fosse stato rivisto a tavolino (peraltro giustamente, pro Fisichella) questo finlandese avrebbe già vinto il mondiale nel 2003, ai danni della Ferrari di un certo Schumi. E se nel 2005 il motore Mercedes non fosse stato di burro, il titolo non sarebbe andato ad Alonso. Infine voglio strafare: nel 2008 dipese dal capriccio di Qualcuno, la rinuncia a un bis che era scritto.

Bene. Di Kimi Raikkonen ovviamente si può parlare malissimo e in Italia c’è una compagnia di giro che si presta all’esercizio molto volentieri. Curiosamente all’estero il soggetto invece è stimatissimo, pur non essendo un ruffiano addetto alle pubbliche relazioni. Quello che ha realizzato con la Lotus al rientro dopo due anni di stop rimane clamoroso, anche se rapidamente dimenticato (magari se altri vanno in sabbatico biennale e poi tornano ne riparliamo, eh).

Dice: ah, ma riportarlo in Ferrari è stato un errore. Rispondo: a parte che non sono d’accordo, qui stiamo parlando di storia e vorrei proprio sapere come si potrebbe escludere da questa classifica dei 40 anni l’ultimo campione del mondo al volante di una Rossa. Per inciso, in quattro decenni sulla faccia della Terra hanno camminato miliardi di bipedi e ce ne sono solo 4 (Lauda, Scheckter, Schumi e Kimi) a potersi vantare di una certa cosa.

Se è un caso, amen.

Se non è un caso, può soccorrere la risposta di Michael Schumacher quando in un ufficio di Maranello gli chiesero: ma al tuo posto, tu chi prenderesti, Fernando o Kimi?

Era l’alba del 2005.

Raikkonen tutta la vita, disse il tedesco.

Oh, va mo là: ci saremo sbagliati insieme.

Da Blog.quotidiano.net


Brevi su Kimi–Turrini–12/12/2015


Un aneddoto su Interlagos 2007? Veramente ne avrei  una dozzina. Ti dico solo questa: il taxista che dalla città mi portava all’autodromo la mattina della domenica mi disse: meu amigo, se vince il biondo le due corse di oggi, 100 km complessivi, sono gratis. Io gli risposi: non mi coglionare, ti pago in anticipo. E così feci. A notte fonda, uscendo dal circuito dopo il maccherone delle benzine congelate, lui, il taxista, si offrì di restituirmi i soldi. Io ero così gasato che invece gli pagai un’altra corsa e giuro che non c’entra lo splendore della sua compagna mulatta. Quanto al Raikkonen 2017, io ovviamente non faccio testo, quindi propongo di estendere il contratto anche al 2018,, va mo là.

[…]

In Ferrari sono contenti del rendimento di Kimi. Non lo avrebbero confermato se avessero considerato deludente il suo rendimento. In classifica gli mancano un po’ di punti, ma al 90% i punti che non ha non li ha persi per colpa sua. Aggiungo che in squadra per Raikkonen stravedono (e questo ovviamente fa ancor più incazzare i suoi detrattori, ci mancherebbe).

Da Blog.quotidiano.net


Campionato 2015, le pagelle di Turrini


Il Pagellone Ferrari 2015

.. e per finire in bruttezza, ecco il pagellone Ferrari datato 2015.

MODDY MENABUE, 10 e lode.E’ il tecnico mandato da Arrivabene sul podio di Singapore con Seb e Kimi, a rappresentare la Scuderia nel giorno più bello dell’anno Rosso. Il gesto non valeva solo per la persona, Moddy è in Ferrari dai tempi del Vecchio, forse capisce più di pallavolo che di macchine, eppure basta non dirglielo, se no si incazza. Grande lui e grande chi lo ha mandato sul palco, eh.

MARCHIONNE, 6,5. Qui parlo esclusivamente in riferimento al settore F1. Le grandi manovre finanziarie (borsa, scorporo, indebitamento coatto, dividendo straordinario, bla bla bla) non mi appartengono, fermo restando che, ammesso interessi, non le condivido. Aggiungo che solo il futuro dirà quanto e come queste iniziative incideranno sulle prospettive del reparto corse: sono azioni senza precedenti nell’economia storica della Rossa, dunque si possono semplicemente avanzare supposizioni. Io suggerisco di tenere bene allacciate le cinture e, se credenti, di appellarsi alla Provvidenza.

Ciò premesso, il Sergione Conceicao Marchionne ‘da Gran Premio’ non mi è dispiaciuto Ha combattuto e sta combattendo le battaglie giuste contro Ecclestone e Todt, ha capito di dover recuperare sul piano politico e non ha esagerato nei commenti e nelle pressioni sul lavoro dello staff. In questo, meglio del previsto. Ma, anche qui, conviene aspettare.

GINONE ROSATO, 10. Non tutti lo conoscono, ma è l’uomo-ovunque della squadra, il segretario generale, il controllore, il custode, il leader internazionalpopolare, il body guard. Viene dalla stessa terra di Sergione Conceicao Marchionne ma è molto meglio. Io sto con Ginone, tra l’altro quando imita Montezemolo, Todt e Raikkonen mi fa sbudellare, una volta al Montana mi ha mandato di traverso un whisky. Formidabile.

VETTEL, 9,5. Io sapevo che era in gamba e ne avevo parlato sempre con grande ammirazione, già quando stava in Toro Rosso e poi in Red Bull figuratevi. Ma mi ha stupito, mi ha restituito entusiasmi che credevo smarriti per sempre. Ho ritrovato in lui e con lui la felicità di essere (Seb, mica io) il protagonista di una avventura straordinaria, perché vincere un mondiale con la Ferrari è una impresa straordinaria, se uno si rende conto che in quarant’anni solo quattro (4) esseri umani sono riusciti nell’impresa.

Della stagione di Seb mi è piaciuto praticamente tutto. La tenacia, L’immedesimazione con le esigenze e con lo spirito della Scuderia. Il mettere sempre il bene del gruppo al primo posto. La sensibilità di chi è in grado di assumersi pubblicamente le responsabilità in caso di errore individuale. Non mi meraviglia che ovunque, non solo in Italia, i ferraristi si siano innamorati di lui.

Io spero di restare vivo fin quando ce la farà, perché temo che, nonostante il suo talento, non sarà una conquista facile. Ma hic manebimus optime, eccetera eccetera.

ANTONINI, 7. In quasi quarant’anni ne ho conosciuti, di pierre Ferrari. Nessuno ha mai raggiunto il livello, mitologico, di Franco Gozzi, che per me è stato uno zio e per il Drake era un supporto straordinario. Ci sono stati addetti alla comunicazione dimenticabilissimi e infatti già dimenticati. Altri da ricordare: Claudio Berro era un genio, riusciva a limare le asprezze di una personcina come Jean Todt, abitualmente simpatica come un gatto selvatico appeso allo scroto. Del Cola non parlo per fratellanza interista, l’affetto mi fa velo. Il meteorico Bisignani ha appena lasciato l’azienda,

Antonini dovrebbe certamente tagliarsi la barba e altrettanto certamente dovrebbe sorridere un po’ di più. Ma capisco la tensione del ruolo, persino l’emozione di chi si trova ad occupare una posizione del genere. Ha scelto un profilo molto basso nell’esercizio delle funzioni sue, non fa il fenomeno, forse perché proviene dal campo, pardon, dalla pista, io me lo ricordo Anto che la sera della domenica del Gp si faceva a piedi tutto il paddock per sentire la versione di un ingegnere Sauber o il problema di un pilota Minardi. Ama l’automobilismo come pochi e non è un fighetta e nemmeno uno sfigato. Insomma, è meno divertente di Ginone Rosato ma gli voglio bene e tanto basta.

SASSI-BINOTTO, 8. E in generale tutto il plotone dei motoristi. Hanno compiuto un mezzo miracolo, se uno ricorda la situazione del 2014. La power unit ha acquisito un livello decente di competitività, si è avvicinata tanto al gioiello Mercedes, eccetera eccetera. Vedere i disastri Renault e Honda per apprezzare. Ma la sfida vera comincia adesso. Mi raccomando, non fate arrabbiare Sergione Conceicao Marchionne.

JAMES ALLISON, 8,5. E’ un mio cavallo. Non ha la spocchia intollerabile di tanti britannici, sarei tentato di affermare che è emiliano sotto la pelle. Aveva ereditato una situazione largamente compromessa, ci ha messo molte pezze, sdoppiandosi tra le funzioni di direttore tecnico e responsabile in pista (dal 2016 la seconda mansione spetterà a Jock Clear). Mi piace il suo realismo, non ti racconta mai balle, non vende fumo. E’ un signor progettista. L’auto 2016 sarà interamente sua: o la va o la spacca. Auguri, però ci credo.

ARRIVABENE, ng. Non posso dargli un voto per una ragione semplicissima: è mio fratello, quindi sarei parziale nel giudizio, totalmente sbilanciato a suo favore. Quando a fine 2014 trapelò da Abu Dhabi la notizia che era l’uomo scelto da Marchionne, gli mandai un messaggio telefonico. Ero sicuro non avrebbe risposto, ci conosciamo da oltre vent’anni ma si sa, i Grandi Ruoli ti cambiano la personalità. Lui no, in un amen si era già messo in contatto. Ama visceralmente la Ferrari, vive per farla tornare grande: dal mio punto di vista, non potrei chiedere di più. Ha un modo di porsi verso l’esterno molto franco e molto diretto, rispetto a gran parte dell’ambiente della F1 è un alieno e infatti se l’Operazione Rinascita non si completasse, ecco, mi aspetto che lo facciano a pezzi, trasformando i pregi di oggi in mostruosi difetti. Così va il mondo e se non altro lui lo sa. Iron Mauri ama dire sempre quello che pensa, io talvolta gli suggerisco di pensare un po’ di più a quello che dice e magari a chi lo dice, eppure il soggetto non lo cambierei mai con un Toto Wolff o con un Chris Horner. Di errori plateali non ne ha fatti, su Kimi ha tenuto la barra dritta, con Vettel ha costruito un rapporto fantastico. In squadra lo chiamano Hunter, perché è il Cacciatore che insegue la preda Mercedes.

Essendo un suo fan, gli perdono persino l’inaccettabile tasso di juventinismo, il che significa che sono proprio messo male.

RAIKKONEN, uhm. Cioè, lo so che qualcuno sarà corso subito a queste righe, quindi il voto lo metto in coda. La prendo da lontano. Vettel parte terzo in un Gp e arriva terzo dietro le due Mercedes e tutti giustamente, io per primo, scriviamo che è stato formidabile, complimenti, gran podio. Kimi parte terzo ad Abu Dhabi e arriva dietro le due Mercedes e tutti ingiustamente, escluso me, giù a spiegare che è stato poco aggressivo, che non ha rappresentato una minaccia per le Frecce d’Argento e il solito rosario di puttanate.

Ora, scusate. Non intendo farla tanto lunga. Tutto questo si chiama doppiopesismo, così come si chiama alterazione manipolatoria della realtà calcolare il distacco in punti tra il tedesco e il finlandese ignorando i ritiri per rottura auto del Biondino e le carambole con Bottas.

Ma è una battaglia persa. Gli odiatori (in senso buono, per carità) sono una schiera. Non si rassegnano all’idea che Raikkonen sia l’ultimo campione del mondo con la Rossa, non accettano che il ritorno in Lotus dopo sabbatico biennale sia stato strabiliante, non tollerano che a Maranello se lo siano ripreso. Poi, certo, se uno mi dice: ah, ma Vettel è stato molto più brillante di lui, sì, rispondo io, verissimo, infatti Seb è un fenomeno e speriamo che si aggiunga a Kimi nell’elenco dei ferraristi iridati. E non sarò io a negare alcune prestazioni incolori del mio idolo. E’ capitato, un paio di volte, anche al suo formidabile compagno di squadra.

Dov’è il problema, allora? Con Vettel leader, quale altro driver in groppa al Cavallino sarebbe andato oltre il quarto posto nella classifica generale? Me lo segnalate, per favore, così lo faccio assumere immediatamente da my brother Iron Mauri?

Insomma, ce ne si faccia una ragione. Eh già, eh già, il Santo Bevitore è ancora qua. Se vi piace, godetevelo. Se non vi piace, pigliatevela con me, mica avreste tutti i torti.

Ps. Dimenticavo il voto all’arzillo vecchietto nordico. 7.

Da Blog.quotidiano.net



[…] Ma escludo che in Mercedes qualcuno cominci a dire, come accaduto a Maranello a fine 2007: ah, ma l’anno prossimo tocca all’altro pilota. Sì, ciao, tanti casini che ci potevamo risparmiare vengono da lì (in Ferrari) e non fatemi dire altro perchè erano tutti amici miei (in stile Antani, supercazzola con scappellamento a destra, va mo là). […]

Da Blog.quodiano.net


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